Raddoppia il tuo stipendio! Chiedi la busta paga pesante!

Un’inizativa popolare

C’è qualcuno che ha fatto una proposta di legge. È un’iniziativa popolare. Sapete, la costituzione di questo stato prevede perfino questo (nell’articolo 71, comma 2 e nella legge 25 maggio 1970, n° 352).

“Busta paga pesante: abolizione del sostituto d’imposta”

La legge proposta vuole abolire meccanismo del “sostituto d’imposta” (disciplinato dagli articoli 23 e seguenti del D.P.R. n. 600 del 1973), ossia il sistema che impedisce ai lavoratori di ricevere per intero, in busta paga, la propria retribuzione.

Oggi, infatti, è il datore di lavoro che trattiene alla fonte, versandole direttamente allo Stato, le tasse dovute dal cittadino contribuente. Non mi dite che non lo sapete. Ne ho già parlato in uno dei primi scritti di questo diario.

Andate a firmare. Servono 50.000 firme. Non sono mica poi tante.

A quel punto la legge sarà sottoposta al giudizio del parlamento.

Se venisse approvata tu – suddito italiano lavoratore dipendente italiano – riceveresti
direttamente l’intero stipendio.

Poi – in un secondo momento – dovresti pagarci le tasse. Tutte le tasse, non solo quelle che ora vedi in busta paga.

Finalmente vedrai anche la carriolata di tasse che hai sempre pagato e neanche sapevi di pagare.

Così ti renderai finalmente conto, concretamente, dell’esatto importo del prelievo fiscale e sono sicuro che ti verrà voglia di pretendere dallo stato pachidermico ed inefficiente che ti sovrasta e che invece ti dovrebbe servire che cominci innanzitutto a spendere meglio tutta quella massa di soldi e a dire in modo chiaro come spende il frutto del tuo lavoro.

Con l’abolizione del sostituto d’imposta il sovrano – il popolo, ciascuno cittadino, non dimentichiamolo! –  conoscerebbe con esattezza l’imposizione fiscale che grava sul frutto del proprio lavoro, sul sudato guadagno e sul proprio reddito.

C’è qualche pazzo sognante che sostiene da anni la necessità di superare questo sistema vecchio e iniquo, nella convinzione che il cittadino che lavora dome dipendente abbia il diritto di versare egli stesso le proprie imposte al fisco, dopo aver detratto le spese per l’assistenza sanitaria, per l’istruzione dei figli, per la casa e gli altri costi sostenuti.

Trattenere in anticipo parte della remunerazione per gli adempimenti fiscali non è accettabile dal punto di vista etico: credo renda le persone irresponsabili, dando l’errata convinzione che sanità, pensioni siano pagati dal datore di lavoro, quando invece li paga ancora il dipendente…

Credo che l’abolizione del sostituto d’imposta sarebbe una utile cambiamento, un cambiamento epocale dell’impianto economico-fiscale aiutando il cittadino lavoratore dipendente a diventare padrone della propria vita invece di essere considerato un suddito come subdolamente avviene attualmente col sostituto d’imposta.

La proposta di legge vuole abrogare le leggi che istituiscono il sostituto d’imposta, ovvero gli articoli 23, 24 e 25 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, recante “Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”, che disciplinano l’istituto del sostituto d’imposta, i soggetti destinatari e le modalità applicative.  In cascata perderebbero di efficacia tutte le innumerevoli e bizantine integrazioni e modifiche .

Un “piacevole” effetto collaterale sarebbe quello di farti capire mio caro schiavo lavoratore dipendente quanto sia allucinante e diabolica la matassa di inestricabili regole, regolamenti attuativi e leggi che stabiliscono come e quanto pagare per le assicurazioni sanitarie, pensionistiche, infortunistiche ed infine le tasse.

Su tasse, assicurazioni sanitarie, anti-infortunistiche e pensionistiche abbiamo troppe leggi, troppi regolamenti, tutti troppo complicati e che spesso si contraddicono l’un l’altro accavallandosi in un groviglio buracratico che rende la vita impossibile perfino a chi se ne occupa professionalmente (i commercialisti).

Abbiamo bisogno di leggi semplici ma non semplicistiche. Purtroppo rendere le cose semplici ma non semplicistiche è sempre piuttosto difficile, richiede spesso una comprensione profonda della questione trattata; è molto più facile rendere le cose complesse e complicate piuttosto che togliere tutti i fronzoli lasciando la cosa snella, funzionale ed efficiente. Ora però stò divagando, credo sia il caso di dedicarci un pezzo.

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Un commento su “Raddoppia il tuo stipendio! Chiedi la busta paga pesante!

  1. Pingback: I dipendenti pagano il 66% circa di tasse | Buseca ن!

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