Pubblicato in: Italiano

Il cioccolato della CGIL

C’è crisi dappertutto, dappertutto c’è la crisi…. così sentivo cantare. Ed incredibile a dirsi neppure affogando i dispiaceri nel cioccolato la crisi passa, tant’è che la crisi ha colpito pure l’industria dolciaria, la Perugina, quella dei famosi Baci!

In questo periodo di vacche magre anche qualcuna delle malvagje multinazionali sta cominciando a prendere provvedimenti per salvare le professionalità che hanno formato negli anni – chi lavora con loro – come tempo addietro ha fatto la Volkswagen.

La Nestlè stà proponendo ai suoi dipendenti dello stabilimento di San Sisto, a Perugia un “patto generazionale”: riduzione dell’orario lavorativo da 40 a 30 ore settimanali a fronte dell’impegno di assumere i figli – sempre che siano qualificati. Qui trovate tutta una serie di notizie sulla cosa.

Ovviamente i sindacati da bravi massimalisti non si rendono conto che questi non sono momenti da “tutto o niente” ma “piuttosto che niente è meglio piuttosto”. Sarà anche vero che “Tra il ’92 e il ’97 in fabbrica c’è stato il ricambio generazionale, quindi ora l’età media degli addetti è di 36-37 anni.” Ora io vorrei chiedere a questo signor Leonardo Belloni: “Preferisci 30 ore ora e tra qualche anno 30 ore anche per i tuoi figli oppure ZERO ore adesso per te e zero per i tuoi figli un domani?”.  Invece che pensarci sù ed iniziare un dibattito serio non hanno avuto altra idea che proclamare un bello sciopero!

I tedeschi al contrario qualche hanno fa han capito che in periodi di vacche magre è meglio uno stipendio ridotto ed  un lavoro duraturo piuttosto che difendere in modo pervicace i miseri privilegi che un sindacato schiumante di rabbia è riuscito a strappare negli anni. Così questi stessi sindacati aizzano le persone che lavorano in un’azienda a non mollare mai, segando il ramo su cui sono seduti. A furia di volere volere volere, di pretendere l’uovo oggi E la gallina domani qua miei cari finite per non avere  le uova oggi nè la gallina domani.

E non mi venite a dire che sono i dirigenti malvagi. O che l’amministratore delegato puzza di zolfo. Perché una azienda se non produce utili è un generatore che consuma più energia di quella che produce e quindi si spegne da solo. Una azienda che non produce utili muore. Cari miei le aziende son generatori di reddito. E se tutti remano nella stessa direzione funzionano bene e producono a sufficienza per tutti. Ma se una parte  inizia a funzionar male bhè… prima o poi il generatore si inceppa.

Cari miei lavoratori del cioccolato, la Perugina ha una grande storia e la Nestlé lo sà. Ha grandi competente che sono costose e molto lunghe da costruire. Sà anche che ricreare queste competenze e la fiducia nel marchio altrove – chi ha detto Cina? – è molto più costoso che garantire l’assunzione di ulteriore personale. Ma non esagerate altrimenti chiudere a Perugia ed aprire chessò in Slovacchia diventarà più economico che soddisfarvi.

Della serie, ma non siete mai contenti? Ma le proposte che fanno le malvage multinazionali, il crudele padrone son sempre mefistofeliche?

Cos’ha questa proposta di lesivo? L’alternativa non è tra 40 ore e 30 ore.

L’alternativa è tra ZERO ore e 30 ore per te e 30 ore per qualcuno dei vostri figli. Ovvero passare da uno stipendio di mettiamo il caso di 1200€ e due stipendi uno da 900€ l’altro da 800€…

Leggo poi su AdnKronos che

La proposta di Nestle’ di barattare i diritti dei lavoratori dello stabilimento Perugina di San Sisto, acquisiti negli anni, con una prospettiva di lavoro, comunque flessibile per i figli, e’ ”assolutamente inaccettabile oltre che impraticabile”. La Flai Cgil l’ha gia’ respinta al tavolo ufficiale in Confindustria, ”prima di tutto – si legge in una nota – perche’ non risolverebbe né i problemi occupazionali, ne’ quelli della fabbrica. Quello che serve realmente, e che il sindacato chiede da tempo, e’ un piano pluriennale serio di rilancio dello stabilimento di San Sisto e non certo un improbabile scambio tra diritti, che peserebbe comunque tutto sulle spalle dei lavoratori”.

Ma se sono così bravi perché non rilevano loro l’impianto? Perchè – dato che siete così intelligenti – non presentate un bel piano industriali – voi che siete così sicuri di poter rilanciare lo stabilimento? Create una bella Coop – forma societaria che a voi piace taaaaanto, ogni sfruttato lavoratore ne diventa socio, poi vi comprate gli impianti mettendoci i VOSTRI soldi e ripartite? Come dite no, questo non è il nostro compito? Ma se in Germania i sindacati praticamente siedono nei consigli di amministrazione!

Però poi rispondono dei risultati ottenuti, perché sono anche azionisti/proprietari della società per cui lavorano! Hanno interesse che la società vada bene. 

Allora sapete cosa penso, cari miei scioperati della Perugina?

Che coi vostri “Baci” vi ci potete strozzare, che i dispiaceri li affogherò nella Nutella o nella Crema Novi!

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

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