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Scienziati condannati per essersi inchinati ai politici.

Avevo già scritto sulla cosa in inglese perché mi sembrava giusto far avere ai non parlanti fiorentino informazioni meno deformate; noto però che anche in Insubria e nella penisola italica moltissimi – quasi tutti – hanno interpretato malissimo la cosa o non si sono informati. Mi sembra perciò utile riproporre le stesse riflessioni anche in fiorentino (qualcuno di voi lo chiama italiano).

Il recente verdetto sulle responsabilità per le morti nel terremoto dell’Abruzzo ha scandalizzato la comunità scientifica internazionale che lamentava un nuovo caso Galileo.

Questo denota una profonda incomprensione della questione, che nel caso fiorentino-italiano attribuisco a cattiva informazione ed in parte alla malafede.

Mettiamo le cose in chiaro:

Gli scienziati della Commissione Grandi Rischi NON sono stati condannati per non aver predetto il terremoto!

Casomai è vero il contrario: gli scienziati gli scienziati della Commissione Grandi Rischi sono stati condannati esattamente perché – pur sapendo che i terremoti non sono prevedibili – hanno lasciato intendere alla popolazione che non c’era il rischio di un grosso terremoto.

David Ropeik affronta correttamente la questione nel suo pezzo (in inglese) «The L’Aquila Verdict: A Judgment Not against Science, but against a Failure of Science Communication»; tuttavia forse non conosce alcuni piccoli dettagli che gettano ombre lugubri, com il fatto che la commissione si riunì per 45 minuti (sì, ¾ d’ora) il 31 di marzo – una settimana prima del terremoto – per trattare l’analisi del rischio dello sciame sismico di oltre 400 scosse minori su un periodo di 4 mesi.

Lasciarono L’Aquila senza rilasciare alcun comunicato stampa. Non hanno tenuto alcuna conferenza stampa né a L’Aquila né nei giorni successivi.

Hanno agito come lacchè dei politici, non come scienziati.
I politici volevano calmare la popolazione che stava percependo lo sciame sismico e si preoccupava e la commissione si è inchinata ai politici dicendo quello che volevano loro e non quello che avrebbero dovuto dire secondo scienza e logica.

I giudici italiani, i pubblici ministeri tutta la giustizia di questo stato marcio e corrotto ha enormi problemi. Forse, per una volta non è il caso.

Potete giudicare voi stessi leggendo le notizie sulla “Commissione grandi rischi” nel mese prima il terremoto; vorrei attrarre la vostra attenzione su un articolo scritto il 3 aprile 2009, in particolare questo stralcio:

Il danno atteso, ha detto il vice capo del dipartimento operativo nazionale di protezione civile, Bernardo De Bernardinis a margine dell’incontro di martedì, non dovrebbe essere molto diverso da quello che è stato determinato finora e che non ha tuttavia interessato strutture portanti di edifici, salvo qualche rara eccezione dovuta più che al terremoto a carenze gravi già note prima dell’avvio dello sciame sismico

Avrebbero potuto almeno avvertire la popolazione ed i politici che le riparazioni non terminate dopo venticinque (25) anni non erano sicure e che le maggioranza delle case non era stata costruita in modo da resistere ai terremoti.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

Un pensiero riguardo “Scienziati condannati per essersi inchinati ai politici.

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