Pubblicato in: Italiano

Condannati per essersi inchinati ai politici, atto II.

Per la serie “A pensar male si pecca, ma ci si indovina sempre” (Pio XI) dopo aver scritto “Scienziati condannati per essersi inchinati ai politici” mi hanno fatto notare sul blog di Costanza Miriano che tra i condannati ce n’è uno che non era membro della CGR e che era alla riunione solo per consegnare alla CGR i dati raccolti da un settore dell’INGV da lui coordinato. Oh bella, adesso si condannano le persone anche quando non hanno responsabilità:  questo fatto cambia e non di poco il giudizio che mi ero fatto sulla questione; ora mi sembra che – a prescindere da ogni altra considerazione – che la sentenza non sia stata  emessa per fare giustizia ma per altri fini…

 Condannare anche solo chi era là e non era della commissione fa sembrare la condanna come un atto di giustizialismo e di vendetta, non giustizia.

Ho scavato troppo poco, lo risconosco. Ma quanto tempo ci vorrebbe per documentarsi a dovere su tutti i fatti che avvengono in questi sciagurati paesi?

Certo che trecento morti non sono uno scherzetto. Rimango ancora convinto che avrebbero potuto essere molti di meno se avessero tenuto una conferenza stampa del tipo “L’Aquila è sismica. Le conoscenza attuali ci dicono che un sisma forte ci sarà. Fra una settimana o fra un secolo non sappiamo quando. Sappiate che le case costruite prima degli anni 90 resistono male ai terremoti, in special modo quelle molto vecchie o già lesionate”.
Vedendo col l’occhio dello strutturista cosa è venuto giù a L’Aquila ed in che modo mi stupisco di come i morti non siano stati molti di più. Dimenticavo:

Tutta l’Italia è messa come L’Aquila.

Dovunque colpisca un terremoto troverà la stragrande maggioranza degli edifici costruiti senza tener conto dei terremoti e quindi facilmente demolibili dal sisma. Tutta l’Italia è una potenziale L’Aquila. L’Emilia insegna.

Ulteriori informazioni sulla cosa li trovate su Il fatto quotidiano.it, lettera43 e su http://comunicazione.ingv.it/it/9-segnalazioni/873-comunicato-sulla-sentenza-del-processo-a-l-aquila.html

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

3 pensieri riguardo “Condannati per essersi inchinati ai politici, atto II.

  1. “Dovunque colpisca un terremoto troverà la stragrande maggioranza degli edifici costruiti senza tener conto dei terremoti”.
    Non è precisamente così. Anzi! Al contrario, la plurisecolare consuetudine con i terremoti ha portato, in molte parti d’Italia, a sviluppare tecniche costruttive pensate apposta per rendere gli edifici capaci di resistere ai terremoti. Provi a fare un giro (magari con googlemaps) per i centri storici di Amatrice, Norcia e Sansepolcro: case basse, muri spessi, particolarmente alla base, contrafforti e archetti di rinforzo, strade larghe e molti altri accorgimenti, sviluppati proprio a seguito di terremoti. In Calabria, dopo i tremendi terremoti del 1783 fu adottata la tecnica detta delle “case baraccate”, che poi resisterono egregiamente ai terremoti dei primi del Novecento. E si potrebbe andare avanti.
    Il problema degli edifici costruiti senza tener conto del rischio sismico è dato in massima parte da quelli “recenti” (dopoguerra, boom edilizio e via dicendo) costruiti con quel che c’era, e/o male e/o in fretta e/o fidandosi delle tecniche di moda in tutto il mondo (il famigerato pilotis per esempio). Anche dagli edifici antichi, ma mi creda, un edificio antico ben tenuto è molto meglio che un condominio degli anni Ottanta fatto alla bell’e meglio. Ovvio che se invece è fatiscente o ristrutturato in modo dissennato, le cose cambiano.
    Insomma, è un problema MOLTO complicato e in cui TUTTI siamo coinvolti…

    "Mi piace"

    1. “stragrande maggioranza” non vuol dire “tutti”. Son certo che esistono edifici vecchi ben concepiti, ma se quelli ben concepiti fossero la stragrande maggioranza non avremmo avuto tutti quei morti in Umbria, in Abruzzo, nell’Emilia. Per ogni paese generalmente ben costruito ci sono esempi di mal-costruito. Chessò i paesi del ligure oppure certi borghi toscani con le loro stradine strette strette. Tieni in conto che le costruzioni “recenti” son fatte per durare 50-100 anni, quindi si dovrebbe cominciare ad abbattere e ricostruire con criteri più moderni (anche dal punto di vista energetico o ergonomico) gli edifici del dopoguerra. O almeno a rendersi conto che magari è ora di metterci mano. Ma questo è difficile da proporre perché costa soldi e finchè non ci scappa il morto il grano non lo vuore scucire nessuno

      "Mi piace"

  2. Mi creda, è una materia complessa. E’ però altrettanto vero che i cittadini si dovrebbero interessare di queste cose e cercare di capirne di più. Le consiglio un paio di presentazioni recenti, esempi di divulgazione seria, fatta da veri esperti, una sul tema del rischio sismico, l’altra sulla storia della normativa sismica in Italia.

    Fai clic per accedere a doccat7270.pdf


    Fai clic per accedere a doccat9830.pdf

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.