Pubblicato in: Citazioni, Italiano

L’ergastolo per un articolo?

«Giornalista: persona che parla a sproposito di cose che non conosce.» (Raphael Pallavicini)

Caro il mioMister X non ci siamo proprio!

Ma ti sei riletto? Leggi  di Sallusti sospeso per 3 mesi dall’ordine dei giornalisti e tu commenti così:

Vorrei ricordarti un piccolo, piccolissimo dettaglio, caro il mio alfiere della libertà d’opinione:

L’ordine dei giornalisti è stato inventato dal Fascismo per mettere a tacere gli avversari politici.

Solo nelle dittature bisogna avere l’autorizzazione dello stato o l’iscrizione ad ordini statali per poter pubblicare qualcosa, per poter scrivere su un giornale.

Quando ci libereremo di questo strumento pensato solo per reprimere la libertà d’opinione?
Questo a prescindere dal caso in questione.

Gli ordini professionali sono delle aberrazioni presenti solo in questo sciagurato stato. Prova a chiedere a giornalisti inglesi o francesi o tedeschi o statunitesi se per poter pubblicare un giornale devono iscriversi ad un ordine che ti può impedire di esprimere le tue idee.

E non sono solo io a dirlo e neppure dei “maledetti libertari” come quelli dell’istituto Bruno Leoni.

Lo scriveva nel 2008 il tuo nume tutelare, un certo Giuseppe Grillo sul suo blog. Sì, lo stesso personaggio che fino a una decina di anni fa demonizzava la rete e distruggeva i computer a martellate. Lo stesso che ora fa il burattino per Telespalla-Casaleggio il massone.

Visto che il tuo Beppe ha il vizietto di scancellare le cose sconvenienti dal suo sito te lo riporto comodamente qua:

L’albo mussoliniano dei giornalistigrillo-disegno

A Venezia, Hitler, al primo incontro con Mussolini, si presentò vestito con un impermeabile sgualcito. Il duce e i suoi ministri erano in divisa, fez, stivali, fasci littori e bandiere. Mancavano solo gli schiavi africani con le trombe vestiti di pelle di leone. Da allora Hitler decise di copiare tutto dal fascismo. Tranne una cosa: l’albo professionale dei giornalisti. Non aveva abbastanza pelo sullo stomaco.
Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti. L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia, il Mastella dell’epoca.
Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione. Una corporazionecon dei saldi principi. Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.
Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”
Berlinguer aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.
L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione. Chiunque deve poter scrivere senza vincoli se non quelli previsti dalla legge.
I giornalisti liberi straccino la tessera, non ne hanno bisogno, il loro unico punto di riferimento è il lettore.
Il 25 aprile si firmerà per un referendum in tre punti per una libera informazione in un libero Stato. Il primo punto sarà l’abrogazione della legge 66/1963, perchè l’accesso alla professione di giornalista e il suo esercizio siano liberi da vincoli burocratici e corporativi di sorta.

Strano: quando serve per zittire quelli che non ci piacciono allora torna utilo lo stesso ordine che consideravate immorale  immorale, contrario alla libertà di stampa tanto da indire un referendum per abolirlo.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

4 pensieri riguardo “L’ergastolo per un articolo?

  1. Sei gentilmente pregato di togliere la mia foto , dato che non hai nemmeno chgiesto il permesso di parlare del sottoscritto.
    Grazie… poi se devi parlare di qualcuno, parla di quei ladri come Sallusti, non di chi commenta.
    Sei pregato di togliere la foto, o lo chiederò alla polizia postale.
    Dato che ti sei appropriato di un immagine personale che non spetta a te o chi che sia ma solo al mio profilo.
    Se volevi parlare al sottoscritto, il sottoscritto dovevi avvertirlo, visto che hai ancche conoscenza del mio profilo, ma non ti ho mai parlato.

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    1. Caro il mio mister X non ti crucciare: al momento questo pezzo ha avuto l’incredibile numero di 10 (dieci) visualizzazione, tra cui la tua ed un paio di mie. E comunque sono convinto siano tutte persone che avranno già letto il tuo commento in originale su googol plas ed hanno potuto ammirare il tuo bel visino accanto alla tua nota sempre su quel soscial nettuorch (rete sociale).

      "Mi piace"

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