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Discriminazione aborigena

Quando ero giovane e stupido guardavo E.R.

Un miracolato della discrimazione positiva
Un miracolato della discrimazione positiva

Quanto tempo speso che spesso mi sembra buttato via!

No è stato proprio tempo buttato via perché ho potuto chiarire a me stesso innanzitutto il modello di famiglia e di società dove vorrei vivere.

Mi aveva colpito la puntata in cui il dottor Peter Benton, rampante medico negro(1) scopre di non aver avuto successo nella vita solo e soltanto grazie alle sue capacità ed alla sua caparbietà come era cristallinamente convinto fino ad allora ma che era arrivato fin lì nella vita, con un apprezzabile e rimarcabile successo economico-professionale grazie alle regole per la discriminazione positiva che l’amministrazione americana aveva obbligato ad attuare a livello universitario.

Tradotto in parole povere: il giovane Benton NON aveva votazioni sufficienti – se non ricordo male – per poter accedere alla specializzazione di chirurgia ma ciònonostante e segretamente il suo maestro David Morgenstern era stato obbligato ad accoglierlo tra gli specializzandi per adempiere ad obblighi di legge. In pratica un inconscio raccomandato di stato.

Si è sentito una merda per tutto il tempo tra una puntata e l’altra. Già perché il Giùan l’ha scoperto sul finale di puntata.

Oggi leggo che molti lavoratori diversamente autoctoni sono oggetto della pelosa attenzione dell’italico stato ovvero della sua discrimazione positiva.

Pare infatti che l’obeso levietano adagiato a mo di penisola nel mare nostrum dei latini essendo notoriamente pieno di danari che gli escono da ogni orifizio ed avendo tutti i parametri economici apostissimo sia così generoso da elargire ad ogni non-aborigeno 90€/mese per ogni genitore che non risieda nelle gloriose terre italiche.

Orsù! Vien voglia di ripudiare l’italica cittadinanza ed inviare oltremare i genitori per non passar per fessi ed usufruire così dell’italica generosità.

Che l’italico stato è notoriamente generoso assai nei confronti di ospiti graditi e non, invasori ed invadenti mentre è altrettanto sprezzante, insensibile e glaciale nei confronti degli aborigeni che hanno avuto la sventura di avere i natali nelle terre da esso dominate e che hanno avuto l’orribile difetto di essere stati onesti. Ad essi un calcio nel culo e due dita negli occhi e ringrazia anche che non ti ammazzo nei forni come proponeva qualche pentastellato neh!

Ora io nulla ho contro costoro – i genitori dei diversamente aborigeni abitanti nelle loro terre natie – ma mi spiegate per quale arcano motivo noi italici cittadini dobbiamo andare in soccorso ad ogni forma di vita nell’arco dei 32 parsec dal nucleo terrestre?

A quale titolo, quale credito possono vantare costoro? Chi ha pagato le tasse onestamente si vede arrivare miseri oboli e questi si cuccano un migliaio di euro l’anno aggratis, così?

Che c’abbiamo scritto in fronte “Joe Condor”?

Ecco lo sfogo:

Oggi un AMICO, ha letto una busta paga di un Extracomunitario del MAROCCO che chiedeva un finanziamento. Nel leggerla, c’erano delle voci un po’ bizzarre per delle Persone razionali. C’erano € 90,00 x 2 = € 180,00, che domandando al Marocchino, cosi’ le spiegava: IL GOVERNO ITALIANO, PER GLI EXTRACOMUNITARI CHE LAVORANO NEL NOSTRO PAESE (?), QUANDO HANNO NEL LORO STATO D’ORIGINE I GENITORI CHE NON LAVORANO, GLI DANNO € 90,00 A TESTA AL MESE, PER TUTTO L’ANNO, ANCHE QUANDO SONO IN ASPETTATIVA.
Ora, voglio capire: Ai nostri ANZIANI, dopo una vita di lavoro in ITALIA, a certi, non danno neppure nulla, a questi, che non sono mai venuti nemmeno in Italia, 90,00 euro al mese !!!! MA QUI CI VUOLE UNA RIVOLUZIONE !!!!!!

Ho iniziato la mia ricerca e sto scoprendo notizie interessanti. In questa, trovata sul sito governativo, come in molte altre viene sottolineato che certi diritti valgono solo se il famigliare risiede in I-taglia o in uno dei paesi convenzionati, ma dubito che i controlli vengano effettuati: http://www.lineaamica.gov.it/risposte/assegno-nucleo-familiare-ai-lavoratori-extracomunitari

Qua sotto riporto come mio solito le fonti, ovvero i siti governativi lineaamica.gov.it ed inps.it oltre che un aggancio ad una proposta grillina/pentastellata prima che divetasse smaccatamente e sinistramente xenofilissima.

Io spero che gli zelantissimi burocrati statali applichino diligentissimamente codeste leggi che limitano ai residenti nell’italico stivale.

Ma sappiamo quanto siano diligenti e zelanti i dipendenti statali. Inoltre anche il più scrupoloso degli impiegati deve avere la memoria di un mainframe per poter conoscere, ricordare ed applicare le due leggi in croce che questo stato rovescia addosso ai suoi cittadini. Sempre che le leggi siano comprensibili ed applicabili che spesso rispettare una legge implica violarne un’altra, perlomeno quando parli con due finanzieri differenti.

Concludendo la morale della favola è: per gli aborigeni un profluvio di tasse, tributi, balzelli, bolli, ticket sanitari. Per gli altri, gli ospiti, i non-aborigeni ogni genere di attenzione.

Perché a me sembra una discriminazione razzista?

I democratici sinistri ora grideranno al Vazzismo, al fascimo, al leghismo. Ma andiamo a vedere le definizioni sul dizionario di uichipedia:

Razzismo: ogni atteggiamento di intolleranza intolleranza verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche

Discriminazione: disparità di trattamento, in spregio a fondamentali principi di uguaglianza sociale e politica

Quei 90€ sono o non sono una disparità di trattamento basata esclusivamente sull’etnia? O bella, gli italici aborigeni ne sono esclusi. Quindi sì è discriminazione basata sulla razza, o meglio sulla cittadinanza. Ma dal punto di vista del non italico è una discriminazione positiva. Ma come insegna il mago Merlino

Per ogni sù c’è sempre un giù, per ogni men c’è sempre un più…

http://www.youtube.com/watch?v=EkX_O0AaSI0

Ogni discriminazione ha due punti di vista: chi ne trae beneficio la vede come una discriminazione positiva, per gli altri è una discriminazione negativa.

Siamo alle solite: al posto di risolvere il problema rimuovendo le cause si interviene sui sintomi,


 

(1) sì, è italiano fiorentino corretto. Anzi correttissimo. Ed alle anime belle che si indignano e mi vorrebbero imporre di scrivere afroamericano o “di colore” rispondo che la parola negro mi ripeto NON ha alcun connotato negativo nell’italiano fiorentino corretto e che la stigma dello spregio e della negatività è stata attaccata quando ci si è messi a fare gli anglofili senza-se-e-senza-ma.


Può essere che quanto denunciato dall’amico faccia il paio con quest’altra notizia, pubblicata sul blog di Beppe Grillo, prima della conversione “xenofila” del Movimento 5 Stelle http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2013/04/pensioni-facili-agli-immigrati-aboliamo-la-legge-388-del-2000-che-permette.html

PENSIONI FACILI AGLI IMMIGRATI, ABOLIAMO LA LEGGE 388 DEL 2000 CHE PERMETTE

5 Voti (Registrati e clicca per votare)
Esiste una legge, la n. 388 del 2000 (inserita nella finanziaria dall’allora Ministro Amato) che permette1 anche agli stranieri di percepire un assegno di pensione “sociale”, pari a € 395,60 euro al mese, più 154,90 euro di importo aggiuntivo, per un totale esentasse di € 7.156 euro annui. Chi, in altre parole, non ha mai avuto contributi previdenziali e ha compiuto i 65 anni, può richiedere questo assegno all’INPS di competenza, anche se straniero. Esiste un modo per sfruttare appieno questa norma nonostante lo straniero non abbia mai lavorato (neanche in nero) sul territorio italiano. Infatti, la legge italiana prevede, tra le altre cose, il cosiddetto istituto del “ricongiungimento famigliare” rivolto a tutti gli stranieri che siano regolarmente residenti nel territorio e abbiano la carta di soggiorno in regola. Per loro dunque è possibile chiedere allo Stato italiano la possibilità di fare arrivare in Italia figli, moglie e genitori, ottenendo per questi un regolare permesso di soggiorno. Il giovane straniero regolare chiede il ricongiungimento famigliare per i propri genitori ultrasessantacinquenni, i quali arrivano nel nostro paese con un regolare permesso. A questo punto dovranno solo recarsi all’INPS di competenza per ottenere la pensione sociale in base alla legge 388 del 2000. Un danno non indifferente per lo Stato italiano, che si sobbarca anche il mantenimento di persone che in alcun modo hanno mai vissuto nel territorio e nel territorio hanno mai lavorato. Un danno al quale peraltro si aggiunge anche la beffa. Perché la legge non pone alcuna condizione al godimento della pensione sociale (tranne l’età e la mancanza di un reddito). Così i famosi genitori dello straniero regolarmente residente, una volta che hanno preso la pensione dallo Stato italiano, ecco che fanno: prendono la nave o l’aereo e se ne tornano a casa loro. Lo Stato italiano provvederà a corrispondergli la pensione di anzianità direttamente nel loro paese. A nostre spese. http://www.iljester.it/lo-scandalo-delle-pensioni-facili-agli-extracomunitari-grazie-alla-legge-amato.html

Da http://www.lineaamica.gov.it/risposte/assegno-nucleo-familiare-ai-lavoratori-extracomunitari:

Assegno per il nucleo familiare ai lavoratori extracomunitari

07/04/2014
Domanda:

I lavoratori extracomunitari hanno diritto a percepire l’assegno per il nucleo familiare? Per quali familiari?

Risposta:

Si, l’assegno per il nucleo familiare, è erogato, su domanda, ai lavoratori extracomunitari, ad eccezione di quelli con contratto di lavoro stagionale. L’assegno spetta al lavoratore per i seguenti familiari:

– se il Paese di provenienza del lavoratore straniero non ha stipulato con l’Italia una Convenzione in materia di trattamenti di famiglia, solo i familiari residenti in Italia;

– se il Paese di provenienza del lavoratore straniero ha stipulato con l’Italia una Convenzione in materia di trattamenti di famiglia,  i familiari residenti all’estero;

 se il lavoratore straniero ha la residenza legale in Italia ed è stato  assoggettato ai regimi previdenziali di almeno due Stati membri, pur non essendoci alcuna convenzione, per i familiari residenti all’estero;

I Paesi che hanno stipulato con l’Italia una Convenzione in materia di trattamenti di famiglia sono: Capoverde, Croazia, ex-Jugoslavia, Monaco, San Marino, Svizzera e Tunisia.

Per ulteriori approfondimenti: INPS Assegno al Nucleo familiare


http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b0%3b9398%3b9442%3b9458%3b9459%3b&lastMenu=9459&iMenu=1&iNodo=9459&p4=2

Questa sezione, relativamente alla politiche familiari, fornisce informazioni di carattere generale raccolte in schede distinte per tipologia di lavoratore e per le diverse forme di tutela, con particolare riguardo alla tutela della maternità/paternità ed all’assegno al nucleo familiare.

LAVORATORI EXTRACOMUNITARI

L’assegno per il nucleo familiare, aggiunto alla retribuzione, è erogato ai lavoratori extracomunitari (ad eccezione di quelli con contratto di lavoro stagionale):
  • per i familiari residenti in Italia, nel caso in cui il Paese di provenienza del lavoratore straniero non abbia stipulato con l’Italia una Convenzione in materia di trattamenti di famiglia. Per certificare la residenza dei familiari, se ancora non è stata completata la procedura per ottenerla, è possibile presentare documenti o certificati da cui risulti la presenza stabile in Italia, come buste paga, certificati di frequenza di asili o scuole, ecc.;
  • per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il Paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato con l’Italia una Convenzione in materia di trattamenti di famiglia (Capoverde, Croazia, ex-Jugoslavia, Monaco, San Marino, Svizzera e Tunisia);
  • per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il lavoratore straniero – pur non essendo il suo Paese convenzionato con l’Italia – abbia la residenza legale in Italia e sia stato assoggettato ai regimi previdenziali di almeno due Stati membri;
  • per i cittadini stranieri rifugiati politici – equiparati ai cittadini italiani in materia di assistenza pubblica, assicurazione sociale e normativa sul lavoro – anche in mancanza di una Convenzione internazionale con il Paese di provenienza.

 

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

2 pensieri riguardo “Discriminazione aborigena

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