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L’arroganza maschera l’ignoranza

Lo confesso: sono un ignorante. Ma proprio un ignorantone. E dalla mia profonda ignoranza economica cerco per il poco tempo libero che ho di affrancarmi.

Recentemente mi è capitato di leggere “Il tramonto dell’Euro” di Bagnai.

Ma appunto per tentare di tenere aperta la mente leggo fior da fiore, tant’è che la mia esperienza personale mi ha sempre portato a diffidare profondamente dello stato, specialmente come ente economico.

Capite quindi come sia capitato a leggere anche “Liberty Fighter” di John Galt. Così quando leggo titoli come “Bagnai, come l’arroganza maschera l’ignoranza” ho sobbalzato sulla sedia. Va bene che Alberto sul suo blog dismette i panni dell’accademico e l’è fin me la saa grossa e che spesso brandisce la mazza al posto del fioretto ma titoli così mi colpiscono. Più che altro perché i ragionamenti di Bagnai mi paiono spesso sensati e condivisibili.

Ed ogni giorno che passa anzichè capire qualcosa in più di economia aumentano solo i dubbi. Sarà perché alla fin della fiera l’economia è una materia “da umanisti” (i miei quattro lettori capiranno, altrimenti citofonate pure) che non ha ancora trovato il suo Galilei che sistematizzasse il metodo trasformandola in una scienza.

Bagnai, come l’arroganza maschera l’ignoranza

PRE SCRITTUMCari amici,  in questo momento sono assente da Facebook a causa della loro richiesta di UN DOCUMENTO DI IDENTITA’ che non mi sento in dovere di dar loro, a causa del fatto che vogliono per forza che io mi iscriva con nome e cognome veri su Facebook e non con lo pseudonimo con il quale avete tutti imparato a conoscermi.  I motivi per cui sono riluttante a lasciare nome e cognome su FB è che qualunque mitomane a cui non piace ciò che scrivo, non deve neppure ingegnarsi il cervello per scoprire dove abito. E questo non mi va, in questo Paese, con le mie opinioni politiche ed economiche. (Più che opinioni, fatti). Comunque, non c’è essere umano in FB a cui possa rivolgermi per risolvere il problema: esistono solo stupidi Form, che mi richiedono documento di identità per qualunque cosa voglia fare, perfino contattare l’amministrazione. Sto cercando di risolvere il problema.

FINE PRE SCRITTUM

Veniamo però al motivo per cui scrivo. Come sapete, reputo da tempo l’Italia ormai spacciata, senza alcuna speranza di ripresa e con la popolazione non politica condannata a divenire sempre più povera e incapiente. A cosa porterà questo? Sarà rivoluzione con sostituzione di un dispotismo con un altro, e spargimento cruento e veloce di molto sangue, o sarà un inesorabile declino, con la popolazione che si adatta vieppiù a non curarsi, mangiare male e poco, morire di stenti e di disorganizzazione? O verremo conquistati da qualche popolo estero? Ci sarà una deflagrazione mondiale?? Non so rispondere a tutto ciò, non so a cosa porterà. L’unica cosa che so per certo, è che l’Italia si sfracellerà sempre più senza nessuna speranza di invertire la tendenza.

Una volta raggiunta contezza di questa certezza, è chiaro che si comincia a ritenere perfettamente inutile perdere tempo a tenere un blog che spiega cose agli italiani, perché essi non hanno speranza e quindi tutto il lavoro speso finisce in entropia.

In questo quadro, ovviamente, affinché io scriva un post, diventa necessario uno stimolo di diverso tipo. Non la volontà di salvare qualcuno, ma il sano desiderio di irridere, perculare, idee sbagliate e idiote, ancor più se i tipi che le professano sono boriosi e sulla cresta dell’onda.

E’ il caso di tal Prof. Bagnai, da poco comparso nel luogo dove meno me lo sarei aspettato nel panorama pur scarso del giornalismo italiota. Su “Il Giornale”, testata che ho più volte avuto modo di elogiare per gli articoli di stampo “liberale-libertario” (diciamo semplicemente “corretti”) apparsi nel tempo e per la presenza di Nicola Porro, ottimo portavoce (magari un pò meno “estremo”) di tali idee.

E invece, forse come favore per farlo arrivare a pensione, forse per preparargli una carriera politica, forse per clamoroso abbaglio dei preposti alle assunzioni, forse semplicemente perché è “di moda” e fa visitatori, eccolo comparire con un blog, direttamente su “Il Giornale”.

Dunque, una delle caratteristiche migliori, a mio modo di vedere, della serie di blog presenti su “Il Giornale”, è la presenza di alcuni commentatori veramente preparati che spiegano dettagliatamente i meccanismi economici, soprattutto senza andare fuori dalle righe o darsi all’offesa gratuita.

E’ il caso di Fabrizio De Paoli,  persona che conosco solo per ciò che scrive, ma le cui dissertazioni e i cui pensieri ho sempre trovato arguti e precisi, forse perché spessissimo combaciano con i miei.

Questa gente è abituata a discutere ed esporre le proprie idee su tali blog, e generalmente questo avviene senza alcun problema. Lo stesso blog di Nicola Porro, viene commentato da comunisti, liberali, imprenditori e operai, gente che di economia non capisce nulla oppure Fabrizi de Paoli.

Stranamente non è il caso del mitico blog del mitico prof. Bagnai, il quale, forte delle sue teorie economiche da barzelletta non accetta che le persone conoscano teorie economiche diverse.

Ora è chiaro che chi studia economia (come me, come De Paoli, e pure come Bagnai, anche se lui ha scelto la teoria errata) è convinto di essere nel giusto e che gli altri sbaglino, resta il fatto che in qualunque ambito scientifico la discussione sulle teorie va provata con fatti, e non per ipse dixit. Quindi quando De Paoli fa osservazioni, sarebbe d’uopo rispondergli, e se si è forti di una teoria esatta, ridicolizzarlo sulle lacune logiche della sua esposizione per dimostrargli che la sua teoria è errata.

Vediamo cosa fa invece il sor Bagnai.

Il post che pubblica sul suo blog, è questo:

Il commento di De Paoli, che guarda un pò rispecchia il mio, fa notare che il fatto che la disuguaglianza sia cresciuta a dismisura a partire dagli anni settanta, non è causa di una non meglio identificata catastrofe planetaria, ma semplicemente dall’abbandono di una moneta merce in virtù della politica “me la stampo a cazzo di cane” intrapresa da lì in poi. Vale la pena riportare il commento di De Paoli, perché si evince la correttezza e l’educazione con la quale scrive il commento:

Molto più banalmente cosa è successo negli anni 70 da fare aumentare l’ingiustizia (e relativa diseguaglianza)?
MORTE DELLA MONETA PER DECRETO!
Infatti nel 71 viene abolito il gold-standard.
Tutto quadra: la produttività aumenta non certo perché improvvisamente gli operai iniziano a lavorare di più, ma perché la tecnologia prosegue il suo naturale corso ulteriormente stimolata dalla disponibilità di questi nuovi soldi “piovuti dal cielo” che, come sappiamo, non piovono uniformemente come Friedman auspicava, ma si fermano nelle immediate vicinanze di chi li stampa
Nel contempo essendoci in giro più soldi, gli stipendi perdono potere d’acquisto per via della svalutazione e le due curve del grafico si separano.
Se quindi uno vuol chiedersi perché la produttività, da un’ascesa costante subisce un’accelerazione anomala e parallelamente gli stipendi perdono potere, la risposta più ovvia sta nella moneta.
Dal mio punto di vista si allarga la forbice tra chi diventa ricco grazie al potere politico, e che quindi riesce ad accedere più facilmente ai “nuovi soldi”, ed il vero capitalista o dipendente meritevole che invece crede ancora nell’impresa, nel lavoro, nel prodotto e nel merito.
“Tecnicamente il secondo grafico grida vendetta nel cospetto di Dio. ”
Quel grafico è conseguenza di una cosa ben più grave che grida vendetta: il costante degrado monetario peggiorato vergognosamente dal 71 in poi.
“qualsiasi testo di economia vi dirà che la giusta mercede di un fattore produttivo è commisurata alla sua produttività ”
Davvero?
Cioè se ho capito bene, se io lavorassi in una fabbrica che produce secchielli bucati e se producessi giornalmente il doppio dei secchielli rispetto ai miei colleghi operai avrei diritto al doppio dello stipendio?
E i soldi da dove arrivano?
Dalla vendita dei secchielli ovviamente, cioè dal mercato, che immagino farà a botte per accaparrarsi un secchiello bucato. …qualcosa non mi torna.
“se i lavoratori producono sempre di più, ma guadagnano lo stesso, evidentemente per potersi permettere di acquistare quello che producono dovranno acquistare a credito (cioè fare debiti).”
Oppure acquistare solo il necessario, forse significa che si sta producendo il superfluo. Anche perché il problema si ripresenterà ancora più grave quando l’operaio andrà a ripagare i debiti, in quel momento non potrà di sicuro più comprare ciò che produce e l’azienda chiuderà.
“Guarda caso, l’aumento della disuguaglianza coincide col decollo dei debiti ”
E guarda caso il decollo dei debiti coincide con la stampa di più moneta…
Un saluto .

Chiunque abbia tratto le giuste conseguenze dalla teoria marginalista del valore, si troverebbe perfettamente d’accordo con questa interpretazione dei dati storici. Ma più ancora che la correttezza delle affermazioni, si può notare la completezza espositiva, l’argomentazione del testo e l’educazione nel contrapporre le proprie teorie.

Ed ecco la risposta del Bagnaino di Capocotta.

@goldstandardisti, mmtari, auritiani, and so far, so forth

Cominciamo con un accomunamento che non ha alcun senso. Chi vuole il gold standard con gli auritiani o i fautori della magic money economy. Di più diverso c’è poco nel panorama. Però qui è chiaro lo scopo, accomunare tutti in un unico insieme da disprezzare. Se avesse potuto avrebbe inserito all’interno pure chi crede alle scie chimiche.

Capisco che la moneta è un grande mistero, e che siccome ci si comprano le cose, uno normalmente e giustamente sia interessato ad approfondirlo. Moneta è ciò in cui esprimi e prezzi e ciò che accetti in pagamento (e speri possa essere accettato anche in futuro). Punto. Se è d’oro, di latta, o una conchiglia, questo non cambia nulla, il che, se ci pensate, implica che ogni moneta sia “fiat”, come si dice oggi.

La moneta è un grande mistero. Forse per gli auritiani o i mmtaristi, non certo per gli austriaci. Abbiamo scritto “noi” la teoria del valore dalla quale il Bagnino deriva le sue idee errate e siamo gli unici ad aver fornito una seria teoria del Capitale. Per non parlare degli studi di Mises.

Dopodiché definizione più o meno corretta di moneta, ma molto generale, infine finto sillogismo a validare l’invalidabile. “Se è d’oro, di latta, una conchiglia, questo non cambia nulla”. Cazzata. Estrema Cazzata, Ciclopica Cazzata. Ma sparata lì come evidente conseguenza della definizione di moneta.

Sappiamo che non è così. “Speri che possa essere accettata in futuro” o “accetti in pagamento” non implica che tutte le merci sono uguali. E non implica che tutte queste merci valgano altrettanto nello scambio con merci che “non sono moneta”. Potremmo fare una marea di esempi di situazioni in cui “una merce qualsiasi” non viene accettata. In generale la moneta assolve la sua funzione se e solo se è facilmente partizionabile (una mucca come moneta non è proprio efficiente), se è facilmente scambiabile e se si deteriora poco. E’ inutile che mi faccia pagare in due tonnellate di pesce se poi una tonnellata e tre quarti le devo buttare perché marce. La moneta ha il sano compito di fungere da RISERVA DI VALORE. Se gli antichi hanno scelto l’oro e non le sardine, il motivo è questo. Non è equivalente. Come non è equivalente usare la carta moneta o l’oro. Siamo d’accordo che qualunque bene sulla terra è inflazionabile (oddio ho i miei dubbi sul bitcoin), ma un conto è scavare un nuovo filone d’oro, un conto è premere un pulsante e stamparsi la metà dei soldi del vecchio continente in due ore. Puoi usare la carta come moneta? Si. Però se puoi stamparla a piacimento, il suo valore diventa quello della carta comune. Perché il commercio è uno scambio. E qualunque bene io scambi col tuo denaro, è un bene reale, che è costato risorse finite per essere prodotto e che è esso stesso una risorsa. Qualcuno il pollo lo produce. Qualcun altro i soldi non li produce, se li stampa. Allora poi accade che una parte della popolazione non produce ma ottiene prodotti. E questo destabilizza, e crea disuguaglianza tra chi produce e chi ottiene prodotti in virtù della distribuzione della moneta stampata.

La prova di questa mia affermazione anticonvenzionale è che la crisi del 1929 (come mostro nel libro) seguì esattamente le stesse dinamiche di quella odierna, e allora vigeva il gold standard (che era basato sull’oro, anche se in pratica non era un regime di cambi fissi, come vi ho ricordato in un post precedente).

La prova della sua affermazione è nel suo libro (adesso lo compro, dopo che ho comprato quello di Tavecchio), però la spiegazione della crisi del 1929 data da Rothbard è vagamente diversa. E dovendo scegliere tra Rothbard e Bagnino, sinceramente non ho molti dubbi.

L’argomento di De Paoli è quindi la versione monetaria di questo noto argomento.

Ohh. Qua finalmente un link che mi spiegherà in dettaglio gli errori commessi da De Paoli. Finalmente, il padrone di casa risponde punto per punto. Andiamo a vedere.

No gnente. Sò Arbano e Rommina che cantano “Nostalgia Canaglia”. Che fine umorista, il nostro.

Più in generale, nel quadro della mia libertà di non interessarmi di cose che non mi interessano, segnalo che non mi interessano riflessioni più o meno professionali su cosa sia la moneta.

Qui il bagnino viene colto da improvvisa sincerità e afferma candidamente di non sapere affatto cosa sia la moneta. Questa cosa, ho notato essere la normalità in larga parte di quella gente che vota PD, con cui ho discusso animatamente più volte ed ho ottenuto le seguenti risposte:

Non mi importa di cosa sia il valore, ma se l’America inflaziona e contemporaneamente esce dalla recessione vuol dire che è un bene. (Non mi importa di cosa sia un ovulo, ma se la cicogna è passata mentre Gino nasceva, Gino l’ha portato la cicogna)
Il principio di causa effetto non vale mica sempre ci sono effetti senza cause alle volte (!!!!!!!!!)

Rimane però da apprezzare l’onestà dimostrata nell’ammettere di non sapere cosa sia la moneta. Respect Bagnai.

A me interessa chi la gestisce e come. Quello che vale per l’oro vale anche per il piombo, del resto. A me non interessa molto sapere com’è fatta una cartuccia. A me interessa sapere chi tira il grilletto, e soprattutto da quale parte sto guardando la canna del fucile.

Peccato che per sapere a che serve il fucile devi sapere cosa è un fucile, cosa sia un grilletto e da che parte spari. Altrimenti come fai a sapere da che parte devi stare rispetto al fucile?? Non si sa.

Accade però che qualcun altro nel blog faccia i complimenti per i post di De Paoli. Gli piacciono. Il bagnino rosica come un castoro e con il candore di meretrice portuale se ne esce con questo brillante esempio di sfigato figlio di papà che ha portato il pallone e quindi deve giocare centravanti anche se è scarso pure come raccattapalle.

@De Paoli e Da Lama

(Da Lama è colui che ha fatto il grande affronto di complimentarsi con De Paoli)

Carissimi, la gente non viene qui a leggere le vostre lenzuolate di luoghi comuni.

Lenzuolate di luoghi comuni???? Così, buttato lì, ovviamente senza giustificazione. Sò i soliti luoghi comuni non c’è più la mezza stagione, si stava meglio quando si stava peggio, e “la leva monetaria e la moneta fiat sono strumenti di potere immenso che avvantaggiano in maniera evidente coloro che hanno il potere di usarla”. Si sentono spesso al bar, soprattutto quest’ultima poi.

Non c’è pomeriggio tra una tazza di vino e gazosa e un pacchetto di chipster, che non si senta.

Io credo nell’individuo e nella libertà, voi credete nel parassitismo.

Adesso da dei socialisti ai libertari. Però tranquilli, ora spiega.

Se voi credeste nell’individuo, aprireste il vostro blog. Questo è il mio blog, che non è dedicato ad accogliere sproloqui off-topic, basati su affermazioni apodittiche e su esempi sinceramente sconcertanti per naiveté e qualunquismo.

Ah ecco. Come al solito non c’entra un cazzo col topic. Lui è liberale mica perché difende la moneta fiat e noi fautori del parassitismo perché difendiamo il gold standard o il free banking…  No, lui è liberale perché sul suo blog è LIBERO di sbattere fuori chi non la pensa come lui, noi PARASSITI perché si commenta il suo blog, invece di commentarne uno nostro.

Io rimango veramente estasiato da certe cadute di stile che in posti un pò meno raffinati e di classe chiamerebbero “mastodontiche figure di merda”.

Ha rosicato talmente tanto, ma talmente tanto, che ha deciso che un liberale che si rispetti si deve contornare di gente che sia d’accordo incondizionatamente con lui pure quando dice minchiate. Se non sei d’accordo con lui, puoi al limite andare a casa tua a raccontarlo a tua moglie.

Segue generico disprezzo per la totalità delle affermazioni (non una in particolare, non un esempio circostanziato) perché “apodittiche” o farcite da esempi naif e qualunquisti. Ora uno si aspetta che bastino trenta secondi per smontare una critica basata su un esempio naif e qualunquista. Tali esempi non sono ovviamente utili in una discussione se vengono smontati in 30 secondi. Ma se invece la tua teoria viene messa in discussione PERFINO da esempi naif e qualunquisti, pensa un pò che potrebbe accadere con un esempio intelligente e circostanziato.

Io ho cercato di dirvelo in tutti i modi possibili, ma non avete voluto capirlo. Quindi non ho nessuna difficoltà a dirvi apertis verbis che per quel che mi riguarda da oggi siete “persona non grata”. Chiederò (lo prometto) ad Andrea Pontini di farvi aprire un blog. Ma qui sinceramente avete chiuso.

Caro Bagnai, io ce l’ho un blog. E’ qui, in disuso da un pò, ma non si preoccupi che lo riattiviamo se vuole. Venga pure, qua si argomenta e si controbatte. E non si caccia nessuno, specie se bisognoso di ripetizioni di economia. Aggiungo pure che se vuole De Paoli può venire e postare qui da me, ogni volta che vuole, può scrivere direttamente i post.

Il contraddittorio fra un tolemaico e un copernicano al giorno d’oggi può interessare un aborigeno del Papua Nuova Guinea, culturalmente diverso da noi, o un programmista televisivo. A me non interessa.

Bene. Posso quasi essere d’accordo col bagnino di Capocotta. Resta da stabilire chi sia il tolemaico e chi il copernicano. Bagnai, solo perché la sua teoria va di moda “dopo” è certo che lui sia il copernicano. D’altra parte però non è che siccome una teoria è più nuova della precedente è sicuramente più giusta. Chissà quanti minchioni post Tolomeo hanno ipotizzato teorie errate prima che Copernico arrivasse con quella giusta. D’altra parte la teoria Auritiana è ancor più nuova di quella del Bagnai… Dovessi pensare che basta essere nati dopo….

Se facciamo una analisi comparata delle quattro teorie in oggetto, scopriamo però delle interessanti similitudini.

La teoria copernicana permetteva di avere delle orbite ellittiche, nella teoria tolemaica i pianeti compivano evoluzioni varie e ogni tanto veniva introdotto un nuovo “epiciclo” che faceva cambiare direzione al pianeta per giustificare le traiettorie che si vedevano.

La teoria Austriaca dice che se uno si stampa moneta fa un danno alla società, sempre e comunque. La teoria NeoKeynesianBagnanesca  (non mi interessa sapere perfettamente il nome che dà alla sua teoria economica) è che stampare moneta è male se lo fa un privato cittadino (un falsario), se lo fanno mille privati cittadini (mille falsari), ma diventa un bene se lo fa un direttore di una banca centrale. In qualsiasi misura un falsario o mille falsari si stampino moneta è sempre un male. Se lo fa il direttore della banca centrale, fino ad una modica quantità circa dieci, quindicimila volte quella che i mille falsari avrebbero prodotto nello stesso periodo, è un bene. Dopo questa modica quantità si ha improvvisamente una inversione della derivata. E comincia ad essere dannosa.

Quale delle due spiegazioni è più contorta e poco credibile? Quale rassomiglia di più alla teoria tolemaica?

Altra similitudine: La teoria tolemaica era ampiamente accettata e difesa dall’establishment, dal gruppo di potere dominante, questo per propri interessi personali. Il dominio della Chiesa aveva interesse alla centralità della Terra nell’universo, perché rafforzava l’idea di Dio che crea il “Creato” con al centro l’uomo. L’idea di una terra che ruota attorno ad una stella di media grandezza in una zona periferica di una qualunque galassia in miliardi di galassie è molto meno appetibile. Per tale motivo la teoria copernicana invece era invisa a tutti i professori cattolici di scienza astronomica, nonché ai vertici cattolici della politica.

La teoria “fiat money” è ampiamente accettata e difesa dal gruppo di potere dominante. Questo per propri interessi personali: chi ha il potere di stampare denaro e distribuirlo agli altri a seconda delle proprie convenienze, vive bene. I suoi figli vivono bene. I suoi nipoti vivono bene. L’idea che nessuno si possa stampare moneta invece di lavorare è molto meno appetibile. Per loro e per i primi recettori di moneta stampata, i politici. Per tale motivo invece la teoria Austriaca è invisa.

A me va bene pure che non si discuta più di tolomeo. Ma affinché questo accada, mi sa che è Bagnai che deve smetterla di parlare di epicicli.

Se dovesse interessare i lettori di questo blog, saranno delusi. C’è tanto da discutere anche fra copernicani. Le orbite sono circolari o ellittiche?

Non c’è da discutere. Le orbite sono ellittiche.

Il sistema solare è eliocentrico in senso stretto, oppure il Sole occupa uno dei fuochi dell’ellisse?

Il Sole occupa uno dei fuochi. Neppure qui c’è da discutere.

Quale legge governa la velocità di rotazione dei pianeti? Ecc.

Qui c’è pure qualche spazio di discussione.

Ma né la Terra, né dei simpatici buontemponi che rimpiangono la moneta merce sono il centro dell’Universo.

Noi non si vuole stare al centro dell’Universo, ricordati che Tolomeo sei tu. A noi non frega affatto che a te piaccia il fiat money. Lo vuoi fare? Fallo, ma togli il corso forzoso, così noi poveri derelitti di Papua Nuova Guinea siamo liberi di farci pagare in collanine di perle invece del tuo bellissimo et cazzutissimo mezzo di scambio

Di questo sono abbastanza certo.

Si è chiaro, era su cosa sia la moneta che avevi dubbi e non ti interessava giusto???

Three strikes you’re out: è una legge che si applica in un paese che a voi sicuramente piace.

Chissà se vi piace anche esserne vittime!…

A dire il vero non mi fa né caldo né freddo, salvo la rabbia per la mancanza di rispetto verso persone educate, ma perdere il privilegio di scrivere sul suo blog…

Riguardo al “paese che sicuramente ci piace”. NO l’America non ci piace granché ora. Troppo Socialista. Troppo lontana dai valori che un tempo rappresentava.

dd
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18 febbraio 2015 Leave a reply
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Alla luce dell’attuale situazione italiana quale delle seguenti affermazioni ritieni giusta:
I politici sono i principali responsabili e dovremmo fare una nuova Norimberga per tutta la classe politicaI politici sono i principali responsabili, ma i processi durano troppo, dovremmo fare 10-100-1000 Piazzale LoretoI politici sono i principali responsabili e dovrebbero essere cacciati e cambiati completamenteLa responsabilità del declino e del fallimento italiano non è ,se non secondariamente, della politica.I politici sono i rappresentanti del popolo e quindi non possono essere giudicati penalmente o civilmente responsabili delle loro scelte

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