Pubblicato in: Le tasse sono una cosa bellissima, Volti di guano

Cinque contro due

Stando a Gioele di tempaesta di cervelli, L’accorpamento dei Tg Rai sarebbe un modo furbesco ed “antidemocratico” di lotta agli sprechi. Già, perché secondo lui 5 giornalisti ad intervistare Renzi potrebbero servire per avere cinque versioni diverse dell’evento no?

Scrive:

In poche parole Gubitosi non è il più grande esperto italiano di giornalismo e quindi non può comprendere che 5 giornalisti per 5 testate differenti sono necessari perché garantiscono quella mediazione necessaria che il giornalista mette in atto tra chi comunica e chi deve ricevere la comunicazione nel rispetto della linea editoriale.

Gubitosi non prende in considerazione che 5 giornalisti possono fare 5 domande differenti; non tiene conto che un servizio realizzato per un Tg è differente dal servizio che dovrà essere fatto per un canale All News o per una radio. E poi Gubitosi non tiene conto della questione principale: la politica.

Tanto per rimanere sul pezzo, a buon Gioele non gli passa neppure per l’anticamera del cervello che se magari invece di mandarne cinque ad intervistare Renzi ne avessimo mandato uno solo gli altri potevano andare a fare altri servizi? Chessò magari una bella inchiesta sugli antagonisti di Putin. Oppure coprire altri fatti nel mondo. Non tutto ruota attorno a Lenticchia Renzi

Matteo Renzi alias Lenticchia: come non notare delle lombrosiane similitudini?
Matteo Renzi alias Lenticchia: come non notare delle lombrosiane similitudini?

. Poi con un servizio su Renzi, uno intervista Putin, uno magari intervista il ministro della difesa russo sulla questione ucraina, uno intervista gli oppositori di Putin, poi magari uno chessò per ipotesi fa un servizio sui disordini di piazza fuori dal Cremlino i vari tiggì possono confezionarsi qualcosa che apra un po’ più la mente che quattro domande in croce all’ebetino fiorentino.

È troppo facile gonfiarsi la bocca parlando delle newsroom all’inglese come nel caso della BBC, o come a France Télévision, o come alla tedesca Ard. Gubitosi dovrebbe sapere che in Italia non vi è direttore di Tg Rai senza il via libera dello schieramento politico di riferimento. Quindi il confronto non regge.

Fare una riforma della RAI probabilmente è necessario, ma farla così non ha alcun senso. Io da telespettatore decido di guardare un determinato telegiornale perché in quello spazio trovo quel qualcosa in più che mi interessa. Il piano di Gubitosi in qualche modo svilisce il ruolo del giornalista perché non riconosce la sua funzione di mediatore, di investigatore, della notizia. Cercare di farla passare tra l’opinione pubblica come un atto contro gli sprechi è una truffa furbesca.

Sarà, ma a me l’idea di accorpare tutti i tiggì in un’unica redazione di sembra un ottimo sistema per combattere la partitocrazia.

E che la smettessero di riversare camionate di milioni su trasmissioni assai poco intelligenti. La Rai quando vuole ha mostrato – vedi il clan Angela – di saper fare dell’ottima TV colta. A quando l’Eroica di Beethoven in prima serata?

Quando faranno uno sceneggiato sulla vita di Mozart intercalato dalle sue opere più famose? Oppure Donizzetti, oppure Verdi oppure uno sceneggiato su Leonardo? Magari li hanno anche fatti ma li trasmettono in quarta-quinta serata.

Quello è servizio pubblico altro che quelle sciocchezze di Sanremo oppure le tonnellate di talk-show palesissimamente schierati.

Da ultimo, non vedete gli altri due microfoni? Quello di sky ed il registratore che immagino di Mediaset. Anche Mediaset ha 3-4 telegiornali. Non sò dire quanti ne abbia Sky. Io Sky non lo guardo, non ce l’ho e mai l’ho avuto.

Avere l’abbonamento Sky porta sfiga.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

2 pensieri riguardo “Cinque contro due

  1. vero che potrebbe essere un buon metodo per combattere la partitocrazia. Ma secondo te dopo la rivoluzione del dg Rai scomparirà la partitocrazia? E poi il punto principale (almeno secondo me) è che cinque giornalisti di cinque testate differenti che rispettano cinque linee editoriali fanno anche cinque domande differenti. Magari mi sbaglio.

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