Pubblicato in: Neurodeliri

Die Welt, perché l’euro fallirà. Lo sapete che il Sud Italia finanzia il Lussemburgo grazie alla UE? | Scenarieconomici.it

Quando ho letto il titolo son trasalito:

Die Welt, perché l’euro fallirà. Lo sapete che il Sud Italia finanzia il Lussemburgo grazie alla UE?

Come è possibile mi chiedevo. Come è possibile che il disastrato regno delle due sicilie devastato negli ultimi duecento anni non da una bensì da due unioni monetarie subite che lo hanno impoverito versi soldi al ricco Lussenburgo? Eppure parrebbe davvero così. Eventuali smentite sono gradite se documentate.

L’importante quotidiano tedesco di orientamento conservatore Die Welt pubblica un interessante articolo sul fallimento dell’euro. L’assenza di trasferimenti fiscali rende l’euro una costruzione instabile e incapace di garantire equità economica e sviluppo armonico degli stati membri.

La tesi riportata da Die Welt non è nuova: l’eurozona è destinata prima o poi al fallimento per la mancanza di trasferimenti fiscali sufficienti. Come spiega Die Welt i trasferimenti fiscali sono uno degli strumenti indispensabili al funzionamento di una zona valutaria, insieme ad una elevata mobilità dei capitali e dei lavoratori (questa molto difficile in Europa a causa delle barriere linguistiche).

Tra i grafici a corredo dell’articolo uno in particolare merita attenzione. Si tratta dei trasferimenti fiscali USA ed eurozona a confronto, ovvero il saldo tra denari versati alla UE e denari ricevuti dalla UE degli stati aderenti all’euro zona rispetto ai saldi degli stati USA nel bilancio federale.

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Ricordiamo che la spesa federale USA 2014 ($3.500 mld) vale il 20% del PIL USA (17.500 mld). La spesa UE (€145 mld, ed estesa a tutti i paesi, non solo all’eurozona) conta solo l’1% del PIL UE ( €14.300 mld).

 

Il grafico di Die Welt ci mostra due fatti:

I trasferimenti fiscali europei sono solo il 5% di quelli USA. L’eurozona non possiede dunque lo strumento più importante per attenuare gli squilibri di produttività e gli shock asimmetrici, al contrario degli USA e di tutte le altre unioni monetarie funzionanti del mondo, da Australia a India a Canada a UK, Germania Francia e Italia (prima dell’euro).
I già minuscoli trasferimenti fiscali in Europa non vanno poi a regioni povere come il Sud Italia, ma (anche) a stati ricchi come il Lussemburgo. Il ricchissimo Lussemburgo (maggior reddito procapite europeo) ottiene infatti paradossalmente trasferimenti europei pari al 4,1% del suo PIL. In pratica: il Sud Italia trasferisce parte delle sue imposte al Lussemburgo, via UE.

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In sintesi: chiunque difenda l’euro citando il dollaro come esempio riuscito di moneta unica non sa quello di cui parla. Gli USA impiegano massicci trasferimenti fiscali tra stati ricchi e stati poveri per compensare gli squilibri e stabilizzare l’unione politica e amministrativa.

Per chiarire il concetto del ruolo essenziale dei fiscal transfers basta riportare l’abstract di un documento della Federal Reserve Bank di San Francisco:

“Le tasse raccolte dal governo USA sono spese attraverso trasferimenti che promuovono l’equità economica tra stati. Questo sistema redistribuisce fondi tra stati più ricchi e più poveri nel lungo periodo e contribuisce a stabilizzare gli stati colpiti da shock economici temporanei. Sorprendentemente, poco o nulla di questa redistribuzione ed effetto di stabilizzazione deriva da trasferimenti di spesa attraverso programmi federali e servizi. Piuttosto, sono le differenze tra tasse federali pagate negli stati a produrre questi effetti. La ricerca suggerisce che un sistema simile di tassazione e trasferimenti nell’Unione Europea avrebbe potuto ridurre la divergenza economica tra gli stati membri”

Nonostante queste informazioni siano alla portata di chiunque purtroppo si vedono ancora molti sedicenti economisti (e troll prezzolati) propugnare l’enorme sciocchezza del confronto tra euro e dollaro  (sciocchezze talvolta proferite da gestori di fondi sovrani, in palese conflitto di interesse).

Die Welt conclude molto seccamente: o trasferimenti fiscali adeguati o fine dell’euro. E visto che decuplicare i contributi di stati ricchi come Germania, Olanda, Francia e Italia è politicamente impossibile, l’euro ha davanti a sé un avvenire né brillante né lungo.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

Un pensiero riguardo “Die Welt, perché l’euro fallirà. Lo sapete che il Sud Italia finanzia il Lussemburgo grazie alla UE? | Scenarieconomici.it

  1. Die Welt ha ragione a concludere molto seccamente sui possibili scenari futuri dell’ EURICCHIO…
    Ma come si fa a pensare di armonizzare le economie di Grecia e Germania col rigore e le riforme?
    Sarebbe come pretendere di giocare alla pari tra Serie A e Lega Pro (calcistica)… ed infatti la Coppa Italia è una buffonata priva di senso.

    Il teutonico sentire comune, negli ultimi mesi, è stato proprio la negazione di quello di cui si trattava nell’articolo. “Perchè IO contribuente tedesco o comunque nordico devo finanziare con le mie tasse le pensioni di quei fannulloni greci o comunque portoghesi, italici e terroni?” (Terroni tutti, naturalmente, dall’Alpi al Ragusano o alle Asturie spagnole!)

    In quali scuole è stato insegnato un minimo di solidarietà verso quelli che, “diversamente abili a produrre reddito europeo”, hanno bisogno di potenti riversamenti di denaro per potersi portare al pari degli altri? E allo stesso tempo, in quali altre scuole, soprattutto greche, è stato insegnato che non bisogna truccare i bilanci per entrare nei club esclusivi dei fruitori dell’EURO?

    In piccolo, in ambito esclusivamente italiano, questi TRASFERIMENTI FISCALI (interni all’Italia, naturalmente) sono stati ampiamente utilizzati sin dalla lontana e fallimentare Cassa per il Mezzogiorno. Milioni e milioni di euro per richiudere il gap nord-sud. Peccato che nessuno abbia minimamente controllato e organizzato questo massiccio spostamento di risorse, letteralmente svanito nel nulla. Il “Nulla” ringrazia e aspetta la prossima regalia… Per contro non penserete mica che la Calabria si porti al pari del Veneto col rigore e le riforme? Ma qualcuno ci crede?

    E qualcuno le fa vedere ‘ste cose a Salvini? Magari meno demagogia e più scienza economica farebbero sì la differenza. Ok, lo so che questo non è il mestiere del politico, il politico deve fare gli slogan di facile presa e sicuro effetto. Ma non è detto che tutti schiferebbero un messaggio così.

    Chi è facilmente impressionabile dagli slogan, o non ha il tempo per approfondire e informarsi, appoggia già il segretario padano. Chi invece è magari più sensibile a un ragionamento un pelino più articolato e profondo probabilmente si potrebbe convincere a guardare con favore alle argomentazioni leghiste.

    Non ne sto facendo un discorso pro o contro Lega, ma sicuramente apprezzo chi, difendendo le sue idee politiche, e’ capace di portare acqua al suo mulino con tesi ben esposte e scevre di semplice oppio (figurato) per popoli. Perchè in fondo, di ragione, la Lega ne ha da vendere…

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