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L’unica riforma strutturale

BCE PREPARA STIMOLO PREZZI ANEMICI, LE MOSSE DI DRAGHI

Abbassare i tassi di interesse come sta facendo Draghi può non effetti sull’economia reale. Il motivo è semplce se la moneta immessa in qualche modo non viene poi spesa, non ci sono santi: l’economia non ripartirà.

Da noi non è ripartita affatto nonostante tutte le balle cacciate da Lenticchia-RenziMatteo Renzi alias Lenticchia: come non notare delle lombrosiane similitudini?. Il motivo mi pare sia che le banche lo usino per comprare titoli di stato o altra “carta” anziché usarli per far girare l’economia reale. E perché non li usano per l’economia reale, ossia per impieghi ad aziende e prestiti a persone? Perché c’è in giro talmente tanta gente che non onora i suoi debiti perché a sua volta non viene pagata che le banche non vogliono/possono prestare il denaro che Draghi gli infila in tasca. Perché quando i tassi di interessi sono negativi di fatto Draghi sta regalando denaro.

Il cosidetto “bazooka” di Renzi sembra non servire a nulla o quasi. E se perfino l’arma finale della BCE non funziona a cosa serve la BCE? Se la sua azione si dimostra inefficace nonostante metta in atto tutto quello che le è concesso di fare allora probabilmente la BCE e l’Euro non servono.

Non so perché ce ne stiamo accorgendo solo adesso con la crisi mentre prima dal 2000 al 2007 sembrava andasse tutto bene, madama la Marchesa.

Forse per l’inerzia delle varie economie europee.

Mi sembra che la BCE non riesca ad adempiere al suo scopo di avere una inflazione vicina al 2% che dicono gli economisti essere un buon viatico per una sana crescita economica; non solo non adempie il suo scopo che sarebbe in ultima analisi quello di facilitare la prosperità delle genti europee ma pare aver contribuito ad aumentare le disparità e gli squilibri trascinando in una spirale di crisi senza fine non solo gli

Untermenschen, per i non teutonofoni subumano.

Untermenschen, per i non teutonofoni subumano.

Untermenschen greci ed italici ma anche paesi come la Finlandia che fino a pochissimi anni fa sembrava virtuosissima per non parlare della Francia o della Spagna che anche loro hanno qualche piccolo problemino.

Cosa fare, si chiedono tutti.

Vi è chi propone una cosa estremamente semplice. I soldi emessi dalla Banca Centrale Europea non sono spesi nell’economia reale? Come può fare un governo ad avere la certezza che la moneta emessa dalla Banca centrale venga spesa?

Quando la spende lui, il governo.

Forse l’unica riforma strutturale della quale l’Europa ha bisogno è abolire la pretesa indipendenza della Banca centrale dal governo, rimettere la creazione di moneta sotto l’ambito del potere esecutivo, e consentire quindi a questo di fare manovre di bilancio in piena libertà. Vi sarò chi farà manovre rigorose e chi farà manovre pienamente espansive con tutto che ne consegue.

La Banca Centrale Europea non può essere riformata in tal senso: applica una ed una sola politica monetaria mentre sembra evidente che le esigenze sono molto diversificate e richiedono azioni molto diverse, spesso anche opposte; inoltre a quale potere esecutivo si dovrebbe assoggettare? La commissione europea non è un esecutivo nel vero senso del termine.Non c’è una cosa chiamata “Governo europeo”. Perlomeno eletto democraticamente. E neppure è voluto e cercato dai più.

La condizione necessaria per una ripresa delle economie europee sembra quindi essere  lo smantellamento dell’euro e della sua Banca Centrale Europea, il ripristino delle banche centrali nazionali che devono tornare ad essere uno strumento di governo di ogni singola nazione europea.

Finché le economie europee sono state gestite in modo separato, ognuna con la sua moneta e la sua banca centrale siamo cresciuti. Un primo cedimento qui da noi c’è stato col cosiddetto “divorzio” tra Banca d’Italia e Ministro del Tesoro. Fino ad allora nonostante l’inflazione galoppante la situazione italiana non era affatto male, anzi! Sì, c’era l’inflazione ma c’era anche crescita ed il tanto temuto debito pubblico era ancora relativamente sotto controllo.

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Da ultimo vi svelo un piccolo segreto: questa – nonostante mi sembri una tesi ragionevole e condivisibile – non è farina del mio sacco. Mi sono limitato a proporvi con toni meno irritanti quello che Bagnai scriveva diciotto mesi fa. Solo che lui lo faceva alternando il tono dell’economista con quella sua verve polemica che spesso può risultare sgradevole. L’ho trovata sgradevole io che concordo con le sue tesi, figuriamoci quelli che non sono d’accordo con lui. Però come giustamente notava il buon bortocal solo confrontando opinioni anche molto diverse in modo civile, costruttivo con la volontà di far bene si riesce a raggiungere qualche miglioramento. Io non sono un economista, cerco solo di essere un po’ meno ignorante e di usare il cervello però mi pare abbastanza evidente che la gestione dell’economia europea degli ultimi dieci-dodici anni abbia fatto gli solo ed esclusivamente gli interessi – certamente legittimi beninteso! – della Germania a danno di quasi tutti gli altri, con la sola esclusione di Olanda, Belgio e forse Austria.

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