Proposte - proposals, Sottomessi e sanguinari

Europa reagisci!

Questo articolo su L’intraprendente é forse la risposta giusta al terrore islamico, alla guerra che l’islam sta facendo alla civiltà europea- http://www.lintraprendente.it/2016/03/europa-reagisci/

Europa sotto attacco al cuore, alla Bruxelles dei vertici e delle istituzioni, il suo cuore troppo fragile e oggi straziato. L’aeroporto, terminal 1, la sala check dell’American Airlines. La metropolitana di Maalbek, a due passi dalla sede dell’Unione Europea. La metropolitana di Schuman, anch’essa vicina al luogo del potere, mai come oggi svelato nella sua impotenza inquietante. Undici morti ad ora nell’areoporto e dieci nella metro, più di trenta feriti, bilancio drammaticamente provvisorio. Trovati ulteriori ordigni inesplosi, l’evidenza di un attacco coordinato emerge subito, non è puro terrorismo, è un atto di guerra jihadista, come fu Parigi a novembre, come fu Charlie Hebdo, come fu alla stazione di Madrid, come fu alla metropolitana di Londra, come fu il giorno della dichiarazione di guerra all’Occidente, l’11 settembre 2001, e conta nulla che l’Occidente questa guerra o non l’abbia mai riconosciuta (Europa) o abbia pensato di congelarla (Usa obamiani), per queste belve assassine conta nulla, anzi è meraviglioso, perché garantisce loro un’asimmetria delle intenzioni, ancora prima che degli atti. Non a caso alzano livello della posta e della loro boria, sfregiano la capitale politica dell’Europa (con tutte le lacune insite in quest’espressione, ma se non siamo tutti europei oggi non lo siamo più) una settimana dopo l’incursione delle forze speciali nel quartiere islamico (meglio, o peggio: islamizzato) e l’arresto di Salah, l’ultimo macellaio di Parigi.

Ce n’erano altri di macellai, pronti a colpire, magari addestrati in Siria, anche grazie alla scellerata politica dell’immigrazione che va in scena proprio sui banchi di Bruxelles, ed è il tragico paradosso di oggi, quello di un’Europa vittima che continua ad armare i suoi carnefici. È inevitabile, finché anzitutto lì, anzitutto a pochi metri dalla stazione di Maalbek sventrata, non sarà condivisa la sensazione dell’emergenza suprema, finché non verrà certificata l’orrenda quotidianità di una civiltà sotto attacco. È più tranquillizzante negarlo, mi rendo conto. Finché i kamikaze non si fanno saltare nei nostri aeroporti, finché i sicari non sparano nelle nostre stazioni, finché non entrano kalashnikov alla mano nei nostri negozi, nelle nostre redazioni, nelle nostre vite. L’hanno già fatto tutto questo, dannati euroburocrati, svegliatevi dal vostro torpore, trovate un grammo di sangue nelle vene e siate onesti con voi stessi, e con noi. Siamo in guerra. Non è una tradizionale guerra d’eserciti, ma non è certo la prima volta nella storia dell’umanità. Guerra: scontro tra fazioni in cui l’una pone una minaccia esistenziale per l’altra, e viceversa. A noi manca ancora quel “viceversa”, ed è inaccettabile. È ora di porre anche noi una “minaccia esistenziale” a loro, con tutta la forza della nostra tecnologia, della nostra macchina militare (intatte, e anzi aumentate) e della nostra consapevolezza valoriale (ahimè, in calo vertiginoso). Perché è questo il punto: non si minacciano le libertà fondamentali, la libertà di spostarsi e di viaggiare e di vivere, nelle capitali europee. Se accade, queste devono rispondere con forza implacabile e costanza, non con raid momentanei nel giorno del post, ma con reazioni adeguate nei giorni del pre, proprio così, reazioni preventive, com’era la grande lezione di George W Bush e dell’America neocon, che ad ogni attentato jihadista ci mancano di più. Bruxelles va militarizzata, subito e sistematicamente, va messa sotto legge marziale con tutto quel che ne consegue, i quartieri islamici vanno bonificati con azioni incisive delle forze speciali, e chi si oppone sta col nemico, è un collaborazionista, e va affrontato di conseguenza. Tutti i quartieri delle capitali europee in cui vige una sharia di fatto, esistono e sono troppi, vanno riconquistati al controllo dello Stato laico e liberale ora, e va fatto con la forza ostentata, bisogna trasferire la paura a chi oggi predica il terrore contro di noi. Reagisci Europa, reagisci come è sempre stato nei momenti alti della tua storia, dalla grecità che difese la propria splendida alterità contro l’impero persiano alla Grande Alleanza contro il nazismo che sgorgò dal tuo ventre, ma che non riuscì a soggiogarti, reagisci perché il nemico oggi vuole la tua distruzione. E allora non vincerà.

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