Doina e gli sciocchi

Oggi bortocal si è lanciato in una scandalizzata lamentazione sulla questione di Doina Matei.

Francamente non ho letto tutto il suo pezzo, ma ho intravisto la classica reducio-ad-fascistum; non ho né il tempo né le energie né la voglia di seguire gli strepiti della questione ma certamente avrà visto tonnellate di commenti che non si conformano alla sua augusta e antropologicamente superiore opinione quindi posso anche giustificare il suo malcelato disgusto.

Peccato non abbia colto l’aspetto più importante

Mi vengono in mente i versi della canzone «Il dito e la luna» di Branduardi:

E ogni volta lo sciocco
che di vite ne ha una
guarda il dito e non guarda la luna
guarda il dito e non guarda la luna

scritti a quattro mani da due veri poeti: Giorgio Faletti e Luisa Zappa1.

Ci tengo a farlo notare questo importante aspetto:

la semilibertà a Doina Matei non le è stata tolta perché ha pubblicato sue foto su Facebook.

A Doina Matei è stata tolta la semilibertà perché quelle foto provano in modo inequivocabile che aveva violato i termini della semilibertà

Non era al lavoro quando scattava la foto; le era stato concesso di scontare la pena in semilibertà lavorando di giorno; perché nonostante tutto lo strepito sta ancora scontando la pena su cui non esprimo giudizi.

Se fosse stata al lavoro non poteva scattare quella foto. Caricando quella foto ha provato di aver violato le condizioni della semilibertà di qui la revoca del beneficio. Quindi il magistrato ha semplicemente fatto bene il suo dovere.

Questo caso è salito agli onori della cronaca ma ci dice che di magistrati scrupolosi fortunatamente ce ne sono che fanno bene il loro compito.

E sapete dove l’ho sentita? Alla radio di cui sono diventato editore qualche settimana fa! Soldi ottimamente spesi! Vediamo se indovinate come si chiama….

E gustatevela questa bella canzone del bardo di Cuggiono; sì, ok, ok, è cresciuto a Genova ma io lo sento davvero vicino.


  1. moglie di Branduardi ma soprattutto grande artista. Come spesso accade dietro a grandi uomini ci sono grandi donne. O meglio, ci sono grandi coppie! 

5 commenti su “Doina e gli sciocchi

  1. ciao Raphael.

    be’, la tua analisi e` molto interessante, peccato che tu stesso la definisci soltanto verosimilissima.

    hai qualche pezza d’appoggio piu` forte?

    qui dici che l’hai sentita alla radio di cui sei editore…

    suvvia, ma allora la notizia te la sei creata da solo!🙂🙂🙂

    ho provato ad approfondire il tema, ma non mi pare che necessariamente il regime di semiliberta` concesso per svolgere attivita` lavorativa al di fuori del carcere faccia coincidere il tempo trascorso fuori dal carcere col tempo di lavoro.

    del resto sarebbe una semi-liberta` molto strana quella data semplicemente per andare sul posto di lavoro e tornare indietro.

    quindi occorrerebbe sapere se in questo caso il provvedimento del giudice aveva delle limitazioni che vietavano attivita` ricreative nel tempo concesso fuori dal carcere, presumibilmente parte per lavorare e parte no.

    nessuna notizia di stampa che ho visto accenna a questa possibile motivazione, ma tutte univocamente dicono che il giudice avrebbe considerato la foto di copertina del mio post la prova della mancanza di pentimento.

    vero che, dato il livello del giornalismo italiano,…

    sul resto, credo che tu faccia bene a non leggere le mie altre considerazioni, per non farti sangue cattivo.

    non credo che tu sia proprio uno di quei razzisti con cui me la prendo, anzi sono sicuro di no.

    pero` alla fine gli sei troppo vicino, nel senso che non mi pare che tu sappia prenderne le distanze, e dunque va bene cosi`: non leggermi.:)

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  2. Pingback: Che bel pesce | Buseca ن!

  3. comunque io un poco di colpa la do anche ai giornali, certo se avessero scritto: Doina viola le consegne per la semilibertà e torna al gabbio, ci sarebbe uscito un trafiletto. Invece: posta le foto sorridente e il magistrato revoca la semilibertà ha fomentato lo scontro fra forcaioli e garantisti, scontro che porta tanti click che si traducono in tanti soldini…

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