Aborigenofobia, Facce da gluteo

La corretta informazione

Devo riportarvi le considerazioni di Squall Leonhart sulla morte di Emmanuel Chidi Namdi. Ora, mi sùn ciàpaa e podi minga legg tùsscoss, ma per fortuna che g’è Squall! Sù, legg, legg.

Per i frettolosi, la testimone oculare, quella che ha chiamato la polizia sostiene che:

«Purtroppo ho assistito alla scena e ed ho visto che il giovane fermano, prima di sferrare il pugno, è stato letteralmente assalito dalla vittima e da sua moglie (qui la versione di Chimiary). Lo hanno picchiato per quattro o cinque minuti e lo hanno colpito anche con il palo di un segnale stradale».

Eh, così la cosa cambia e di parecchio! Alla faccia della corretta informazione!

La vicenda della morte di Emmanuel Chidi Namdi,  il nigeriano morto dopo una rissa nelle Marche ormai la conoscono tutti, o meglio tutti conoscono una sola versione di quei fatti.
Perché? Forse perché molti giornalisti hanno pensato che una notizia su un’aggressione razziale avrebbe VENDUTO molto di più, e quindi di conseguenza tutti si sono tutti affrettati a parlare di razzismo, del frutto della diffusione dell’odio, ma forse sono andati un po’ troppo di corsa.
A quanto pare c’è una testimone diretta che afferma che i fautori dell’aggressione siano proprio Emmanuel e sua moglie.

Sinceramente quando muore una persona occorre andare molto cauti a mio parere con le dichiarazioni, anche per una questione di rispetto. I “giornalisti”, purtroppo, troppo spesso credono di essere magistrati dando sentenze con tanto di risvolto sociale.

Sinceramente non so a quale versione credere, se a quella della moglie di Emmanuel o a quella della testimone citata in questo articolo (che tra l’altro è l’autrice della chiamata alle forze dell’ordine).
Occorrerebbe aspettare la ricostruzione dei fatti da parte delle forze dell’ordine che, suppongo, stanno ancora indagando sui fatti. (altrimenti si dovrebbe sapere una versione ufficiale, definitiva)

Di sicuro però eviterei di specularci sopra, e non lo dico solo a chi ci sta facendo sopra una campagna antirazzista propagandistica a livello politico (USANDO un morto), ma anche per chi potrebbe uscirsene con “se l’è meritato” che mi provocherebbe molto disgusto onestamente.

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