Eterni rifugiati.

Perché ci sono ancora rifugiati palestinesi?

Visitando Israele rimarreste colpiti dalla varietà di colore. Non parlo dei colori degli edifici o del paesaggio bensì del colore delle persone – neri, bianchi, bruni, olivastro e tutte le sfumature intermedie. Israele è una vera Nazioni Unite perché Israele è una nazione di rifugiati. Da dovunque.

E più della metà di essi arriva – siete pronti? – da paesi arabi.

Oltre 850.000 (ottocentocinquantamila) Ebrei sono stati scacciati o sono fuggiti dal Medio Oriente o dal Nord Africa successivamente agli attacchi dei paesi arabi contro Israele quando guadagnò l’indipendenza nel 1948.

Per oltre duemila anni questi Ebrei sono vissuti in paesi arabi – Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Yemen, Siria, Libano ed Iraq – ed in paesi musulmani ma non arabi come Turchia ed Iran. Oggi formano oltre la metà della popolazione ebrea di Israele.

Molti di questi Ebrei originari di terre del Medio Oriente sembrano – beh – proprio come le altre persone originarie di terre del Medio Oriente: carnagione scura con capelli nei. Altri Ebrei sono emigrati dal Nord Africa. Quindi perché le loro storie sono così poco familiari alla maggior parte delle persone?

La ragione più importante è che non rimasero rifugiati a lungo. Ma furono certamente rifugiati: la maggioranza islamica li ha obbligati a lasciare le loro case, i loro beni e le loro attività. In altre parole, arrivarono in Israele con niente.

Circa 650.000 (seicentocinquantamila) Ebrei che furoro obbligati a fuggire dal Nord Africa e dal Medio Oriente divennero cittadini Israeliani. I rimanenti 200.000 (duecentomila circa) fuggirono negli Stati Uniti ed in altri paesi Occidentali.

Per darvi un’idea di quanti pochi ebrei rimangano nei paesi arabi considerate questi numeri: c’erano 150.000 Ebrei in Iraq nel 1948; oggi sono meno di 10. C’erano 140.000 Ebrei in Algeria; oggi sono meno di 50. C’erano 75.000 Ebrei in Egitto; oggi meno di 20. Il modello è lo stesso in tutto il Nord Africa e nel Medio Oriente.

Ora confrontate questi rifugiati ebrei dimenticati con i rifugiati più celebrati del mondo: i palestinesi. Com’è possibile che i rifugiati Ebrei non sono nemmeno ricordati mentre i palestinasisono diventati la popolazione rifugiata più lungamente e più generosamente supportata dell’intera storia umana?

La ragione è puramente politica.

Dopo che Israele ottenne l’indipendenza nel Maggio 1948 le nazioni arabe confinanti attaccarono il neonato stato d’Israele.

After Israel gained its independence in May of 1948, the surrounding Arab nations attacked the new Jewish state. Di conseguenza circa 700.000 (settecentomila) arabi che vivenao in Israele fuggirono. Molti fuggirono a cause della guerra e molti altri lo fecero perchè i leader arabi gli dissero di lasciare le zone Ebrre. L’idea era che sarebbero ritornati una volta che gli Ebrei ed il loro stato fossero stati distrutti ed annientati.

Khalid al Azm, Primo Ministro Siriano nel 1948-49 ammise il ruolo arabo nel persuadere i palestinesi a fuggire. Nelle sue memorie scrisse: “Dal 1948 abbiamo chiesto il ritorno dei rifugiati alle loro case. Ma noi stessi siamo quelli che li hanno incoraggiati a lasciarle.” Ecco come è stata creata la crisi dei rifugiati arabi – più tardi rinominati palestinesi.

Nel 1949 le Nazioni Unite crearono la UNRWA – United Nations Relief & Works Agency for the Palestinian refugees, Agenzia della Nazioni Unite per il Soccorso ed il Lavoro dei rifugiati palestinei – la maggiore agenzia e la sola a lungo termine mai creata per gestire un gruppo soltanto di rifugiati. Settanta anni dopo esiste ancora ed ancora chiama i palestinesi, i loro figli ed i loro nipoti “rifugiati”. Ha un bilancio annuale di oltre un miliardo di dollari, finanziati principalmente dagli Stati Uniti d’America e dalla Comunità Europea.

Quanto ricevettero dalle Nazioni Unite i rifugiati Ebrei che furono scacciati dal Nord Adrica e dal Medio Oriente? Quanto ricevette Israele per aiutare il loro reinsediamento? Quanto riceve oggi?

La risposta a queste tre domande è la stessa:

Zero.

Quindi la prossima volta che sentite qualcuno parlare di rifugiati palestinesi, chiedetegli perché non parlano mai dei rifugiati ebrei. E la prossima volta che sentite parlare di Europei che si insediano in Israele, chiedetegli se hanno mai visto una foto reale di Israeliani. A colori.

Traduzione dall’inglese di un intervento di Dumisani Washington dei Cristiani Uniti per Israele della Prager University (che trovate anche a pagina 2, nel caso qualche fervente anti-sionista mettesse fuori linea l’intervento ed il video originali).

Un commento su “Eterni rifugiati.

  1. Solo una cosa: il numero dei cosiddetti profughi palestinesi (in realtà dovrei mettere cosiddetti anche a palestinesi, ma non lo metto perché verrebbe cacofonico, comunque tu fai conto che ci sia). La cifra di settecentomila, che alcune fonti riportano, è enormemente gonfiata; molto più plausibile quella di circa mezzo milione. Che è una cifra lorda. Molto lorda. Perché normalmente viene considerato profugo chi ha devuto lasciare il proprio stato di nascita e residenza per rifugiarsi in un altro. Per loro invece è stato stabilito di considerare profugo chiunque dichiarasse di avere risieduto nella Palestina mandataria per due anni prima del maggio 1948 – norma assurda inventata chiaramente allo scopo di fare numero. Fra questi c’erano tutti quelli che vi si erano trasferiti in tempi recenti e recentissimi a causa delle condizioni di vita create dai pionieri ebrei, proveniendo da tutti i Paesi arabi circostanti, come dimostrano i cognomi più comuni fra i “palestinesi” che sono cognomi egiziani, turchi, iracheni, bosniaci, libici, siriani ecc. E poi c’erano gli stagionali, che sono semplicemente tornati a casa loro. Poi ci sono quelli che si sono spostati di una dozzina di chilometri trasferendosi in un altro villaggio dello stesso territorio, dove si parla la stessa lingua, si pratica la stesa religione, si condividono usanze alimentari e di ogni altro genere. Calcolati coi criteri di tutti gli altri profughi, i veri profughi palestinesi non ammonterebbero a più di un centinaio di migliaia (di cui non più del 20% sarebbe ancora vivo oggi). Parte dei quali, come hai ricordato, cacciati dagli israeliani a causa di una guerra non provocata da Israele, parte invitati ad andarsene dai capi arabi, parte fuggiti per il terrore che gli ebrei potessero vendicarsi dei massacri di Hebron e Safed.

    Liked by 1 persona

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...