Offese

Ieri per caso mentre sfogliavo la home di facebook mi è capitato di leggere questa lettera aperta , direi più uno sfogo di una nostra compatriota emigrata in Brasile . Ho sentito dentro di me un sentimento misto a dolore e rabbia . Ve la riporto integralmente. Lino Ricchiuti – presidente nazionale movimento Popolo Partite Iva.

” Ormai é quasi un anno che vivo in Brasile..
Un anno lontana da tutto cio che amavo..
Poi ascolti le parole in tv del Presidente del Consiglio, dove invita noi italiani emigrati in Brasile, a non dimenticare le nostre origini, e la bellezza della nostra Italia…
Visto che mi sono sentita presa per i fondelli, e neanche poco, spiego a quest’uomo il perché di questa decisione…
Quando vivevo in Italia, facevo 2 lavori, lavorando sabati e domeniche,mai un fine settimana libero per stare con famiglia o amici, del resto quello offriva la mia nazione, mi ritenevo anche fortunata, visto che avevo un contratto, cosa ben rara ai miei tempi.. Peccato che il 54% di quello che guadagnavo, finiva nelle vostre tasche..

E si, il 54% in tasse, bella cifra, considerando che in famiglia facevamo 3 lavori, 2 mutui, 2 bimbi piccoli da crescere, mai una vacanza… Sto parlando della bella Italia che lei governa, quella dove qualcuno ci chiamava FANNULLONI, quella dove ci accusavano di essere un popolo pigro che non rinunciava ai vizi… La vacanza… La vacanza sarebbe dovuto essere un mio diritto, visti i sacrifici fatti tutto l’anno.. E invece no, si lavorava solo, lavoravo con donne che facevano il mio stesso mestiere, per 800€ al mese, con una laurea in tasca.. Avete portato l’italiano ad odiare il prossimo, flotte di emigrati arrivati sofferenti da terre in guerra, senza donare loro una dignità, sbattuti per strada, solo per dimostrare all’unione Europea che siamo dei gran leccaculo… Non sono bestie, se non possiamo permetterci di far vivere i cittadini italiani dignitosamente, non siamo in grado di controllare tutto questo delirio, é normale che l’italiano si esaspera…
Io per vivere qui in Brasile ho dovuto dimostrare allo stato di non avere mai avuto neanche una denuncia, e di avere un titolo di studio superiore ai requisiti del popolo.. Perche dare un lavoro ad uno straniero, se con lo stesso titolo di studio, può farlo un brasiliano?? Qui la laurea ha una certa importanza, se fosse cosi anche in Italia, stimolerebbe i giovani a continuare gli studi, e magari a non fuggire all’estero..
Qualche giorno fa, un ragazzo brasiliano mi ha chiesto perché avessi scelto di lasciare l’Italia, per lui era un sogno viverci… L’Italia é il sogno di tutti, l’Italia é STORIA, CULTURA, ARTE, PASSIONE tutto ciò che nessun’altra terra al mondo offre, peccato che MAFIA CAMORRA, CORRUZIONE E MALAGIUSTIZIA l’abbiano annientata… Si signor Renzi, parlo di mafia e camorra, ciò che voi amministrate ormai da decenni, ciò per il quale, ci avete reso ridicoli in tutto il mondo.. Mi sono vergognata di raccontare a questo ragazzo tutta la verità, mi sono vergognata di dire che a Roma la droga é gestita da un clan di zingari che vanno a braccetto coi governatori.. Si, parlo degli zingari, quelli che hanno grandi ville illegali, dove, anche Salvini sa dove dimorano, ma non ha coraggio di puntare la sua ruspa… Fate da anni le guerre mediatiche contro i poveri, proponendo tv spazzatura, confondendo la gente, tv che gestite con i vostri sporchi interessi, a spese del cittadino…
Lei non è in grado di dare consigli a noi emigrati, perche non sa quanto male si prova, nel guardare la disperazione negli occhi di un figlio, all’aeroporto, mentre da l’addio ai suoi nonni.. Il dolore di non veder invecchiare un genitore, di non poterlo aiutare… Il dolore di non poter camminare con un figlio e dirgli, guarda, mamma viveva felice li… Il dolore di vedere un figlio il primo giorno di scuola, terrorizzato perche nessuno lo capiva, nessuno parlava la sua lingua… Troppe lacrime versate… Caro Renzi, lei non facendo nessuna rinuncia economica per il suo popolo, ha contribuito al mio abbandono di patria, e a tutta la mia sofferenza… Continua a non dare dignità al suo popolo, non è degno di dare consigli… Mi vergogno di raccontare cosa era la mia Italia e come l’avete ridotta… Glielo scrivo con le lacrime agli occhi… VERGOGNA!!!!! ”

dal profilo Facebook di Daniela Crimi

Ho letto questa lettera riproposta da su e mi son reso conto di quanto sia ancora fortunato e mi monta la rabbia per questi schifosi politicanti. E mi vien voglia di fare tutto in nero. Il grassetto sul 54% l’ho messo io. Questo stato leviatano obeso e vampiresco, arrogante ed oppressore deve essere abbattuto. E penso ai troppi fancazzisti statali coccolati dall’articolo 18 che puntellano il potere del premier.

5 commenti su “Offese

    • Non ho scritto che mi sia piaciuta. Quanto mi piacerebbe non dover leggere sfoghi amari come questo!
      Purtroppo mi capita sempre più spesso di ascoltare sfoghi analoghi di chi lavora “nello sporco mondo reale”, sia di chi rischia del suo che dei suoi collaboratori (leggi: sia imprenditori che dipendenti). Sfoghi che arrivano interamente dal settore privato. Ed io purtroppo non lavoro in un settore che può esportare.

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  1. sono EVIDENTEMENTE tutte cazzate: con un reddito nella zona degli 800€ al mese, lo scaglione irpef è quello del 23% e ha circa 150€ al mese di inps, senza contare qualche spesa deducibile.

    non parliamo della storia di “fare due lavori”, che è uno dei pezzi forti delle inutili teste di minchia. i casi sono due: se sei in proprio, fai un lavoro solo, che tu abbia uno o con settanta clienti; se sei un dipendente, tutta la storia sulle tasse sono solo cazzate e quasi certamente il secondo lavoro è qualche puttanata in nero.

    il lavorare sabato domenica natale pasqua sono tremende cazzate. se sei dipendente sei soggetto ad un contratto di lavoro che può o no includere dei turni di servizio obbligatori, ma certamente non hai un contratto sette giorni su sette dodici mesi all’anno, perché un contratto così NON ESISTE; se sei in proprio la gestione del tuo tempo è a tuo carico, quindi se lavori con orari proibitivi dipende tutto dalla tua scarsa efficienza.

    vogliamo parlare della laurea? guarda caso chi sventaglia una laurea e si lamenta dello scarso peso della medesima in ambito lavorativo glissa sempre sulla natura della laurea e sul grado ottenuto. è pieno di laureati in scienza dei cazzibuffi (triennale, conseguita in otto anni) che si lamentano del fatto che “la laurea non conta nulla”

    deve essere un caso ma la stragrande maggioranza di questi brillanti cervelli in fuga, va in un qualche terzo mondo della minchia, e/o glissa amabilmente sul lavoro che si è trovato a fare e sullo stile di vita che ha.

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    • Resta il fatto che molte partite IVA hanno una tassazione reale che sfiora l’80% ( https://www.forexinfo.it/Imposte-al-49-per-le-imprese-e-al ). Questo potrebbe essere chiamato schiavismo di stato.
      Ma anche il dipendente non se la passa poi meglio, vedi https://buseca.wordpress.com/2012/04/23/operaio-ma-lo-sai-che-guadagni-piu-di-3000e-al-mese/
      C’era poi un caso limiti di chi apriva un’azienda e si trovava a pagare il 110% di tasse nel primo anno.

      Qualche spunto di riflessione:
      http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cronaca/267818_ho_pagato_le_tasse_la_mia_azienda__fallita/
      http://www.miglioverde.eu/litalia-ha-dichiarato-guerra-a-chi-produce-difendersi-e-legittimo/
      http://www.miglioverde.eu/tasse-prostituta-basta/

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      • il link lo hai letto veramente? perché il titolo dice una cosa (ovviamente sbagliata) ma il testo dice una cosa differente:

        “In base a questi calcoli, al lordo di imposte e contributi all’imprenditore rimarrà un reddito pari a 31.200 euro annui … che producono un importo di imposte (irpef e addizionali) pari ad euro 13.635” quindi è 43%.

        “In base ai calcoli, al lordo di imposte e contributi, il reddito sarà pari a 18.200 euro l’anno … il professionista è tassato per 6.602,00” quindi è il 36%.

        in pratica un torrente di cazzate, smentito dal testo medesimo.

        sono tutte balle. le tasse sono troppo alte? SENZA OMBRA DI DUBBIO. sono così alte da non riuscire a viverci? dipende da che stile di vita pretendi di fare: la gran parte se la mettono nel culo da soli, convinti di cazzate tipo che “puoi scaricare tutto”.

        anche la fiaba dell’azienda tassata al 110% ha ROTTO IL CAZZO. sono quei geni che, convinti di avere capito tutto, aprono “l’azienda” (tipicamente un qualche buco di culo in un settore sovrainflazionato, convinti che loro faranno di meglio), e sono “troppo furbi” per andare da un commercialista a farsi fare un piano di investimenti; fare l’imprenditore non è facile, nonostante le storielle su internet — sicché a fine del primo anno si trovano con un eccesso di redditività che gli fa scattare un anticipo versamenti esagerato. aggiungiamoci, magari, che, abbagliati dal fatturato (che è una roba ben diversa dal reddito), si sono buttati in delle spese fuori dalla loro portata e boom! abbiamo il coglione che va a darsi fuoco davanti ad equitalia.

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