Della sobrietà

Periodicamente un certo Maurizio1 se ne esce con riflessioni che mi sorprendono. Come questo «Elogio postumo della Civiltà del Bisogno. Che tornerà.»

La civiltà della sobrietà, della pacatezza, conscia dei propri limiti, col pudore e la dignità di chi è appena uscito dalla povertà aveva davvero valori che oggi in molti hanno non solo perso ma anche dimenticato.

Per il poco che vale, è  questo il Maurizio che voglio leggere. Illuminato, magari solo di striscio dalla Grazia. Non quello che stilla odio.

Nel caso vi schifi andare a leggerlo colà, lo potete fare qua, a pagina 2. Lui lo faceva con Uriel…

12 commenti su “Della sobrietà

      • Perchè, solo perchè la pensa in modo diverso, credi debba essere manovrato?
        Molti artisti sono schierati in campi e con posizioni diverse… x esempio Springsteen o Bono e portano avanti il loro pensiero e la loro musica. E certamente economicamente dstrnnr più vantaggioso fluttuare nel vago…
        ciao

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          • Potrei rivoltarti la domanda? E tu che campana ascolti? e se lo dicessimo a chiunque non la pensasse come noi?
            Chi si crede nel giusto pensa e chi dissente è un pecorone?
            Non ci sto.
            sherainamiciziadibattito

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            • Io non mi credo nel giusto, ma dopo essermi documentato mi sono convito – prove alla mano – che i palestinesi son vittime di Hamas che usa la popolazione come arma impropria. Altrimenti perché userebbero il cemento per costruire tunnel per assaltare israele al posto di costruire case? Qui si parla di miliardi di dollari dirottati da scopi umanitari a scopi bellici, mica di noccioline.
              Perché i capi di Hamas vivono nel lusso ed i palestinesi nella povertà?
              Perché lanciano centinaia di razzi contro i vicini?
              Fosse uno stato razzista lo capisco. Ma in Israele ci vivono tranquillamente anche un sacco di musulmani.

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    • Una nota veloce: «Il diritto di pentimento.

      L’art. 142 L. 633/41 e l’art. 2582 del codice civile stabiliscono che l’autore può domandare il ritiro dell’opera dal commercio se concorrono gravi ragioni morali.

      In tal caso l’autore ha l’obbligo di corrispondere un indennizzo a coloro che hanno acquistato i diritti di riprodurre, diffondere, eseguire, rappresentare o mettere in commercio l’opera stessa. Questo diritto è inalienabile e irrinunciabile ma a differenza degli altri diritti morali, dopo la morte dell’autore non può essere esercitato dai familiari; precisamente “è personale e non trasmissibile” (art 142.2).»

      https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_d'autore_italiano#Diritto_morale
      https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_di_ritiro_dell'opera_dal_commercio

      Quindi no, l’ipotetico erede islamista di Wagner non può impedire che “L’anello del Nibelungo” sia rappresentato, foss’anche il figlio unico di Wagner, il giorno dopo la morte di Wagner.

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      • Altrettanto veloce… (siamo in guai seri!)
        7.2 I limiti del diritto d’autore: la durata limitata del diritto d’autore Il diritto d’autore, o meglio, le sole prerogative patrimoniali riservate all’autore hanno una durata circoscritta nel tempo, mentre i diritti morali sono imprescrittibili. Infatti, dopo la morte dell’autore, il diritto di paternità intellettuale e quello all’integrità dell’opera possono essere fatti valere, ai sensi dell’art. 23 della legge sul diritto d’autore, senza limite di tempo, dal coniuge e dai figli e, in loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e dai discendenti diretti; mancando gli ascendenti e i discendenti, dai fratelli e dalle sorelle e dai loro discendenti.

        https://www.unipi.it/ateneo/governo/amm/legale/lineeguida-dirittoautore.pdf

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        • Mi pare di capire che una volta scaduti i diritti di d’autore patrimoniali non sia possibile impedire la riproduzione. Tipo, mi sembra che gli eredi di Bach non possano impedire a Trump di usare un concerto Brandeburghese alle sue convention.

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  1. Vittime di Hamas un accidente! Lo hanno votato a stragrandissima maggioranza sapendo esattamente qual è il suo programma, ossia la cancellazione di Israele e lo sterminio di tutti gli ebrei. E tutto questo NON per costruire lo stato di Palestina – che non è stato MAI in programma di nessun dirigente palestinese, Arafat compreso (c’è un video di una decina di secondi in cui in un inglese abbastanza stentato ma perfettamente comprensibile, spiega che l’obiettivo è la grande umma, un unico califfato islamico dal Marocco fino alla Siria). Lo hanno votato perché quel programma gli va bene, lo hanno votato perché usare miliardi di dollari non per star bene loro ma per far star male gli ebrei gli va bene, lo hanno votato perché sterminare gli ebrei resta comunque l’obiettivo primario.
    PS: proporre l’idolo di nazisti, negazionisti, complottisti, islamisti bombaroli, antisemiti eliminazionisti supera ogni mia capacità di comprensione.

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