Predazioni

Il mutante più figherrimo della pianura Padana futura si autoesiliò da Faccia-Libro. Bortocal si lamentava recentemente di come la rete e le reti sociali in particolare siano divenute delle cloache, meditando di abbandonare anch’esso Faccia-Libro.

Poi leggi «“MORTI CEREBRALI” CHE SONO VIVI E STANNO BENE» della Lega Antipredazione Organi e ti rendi conto che esiste ancora vita intelligente in rete.

Io ne traggo spunti di meditazione. Come minimo spero di non essere mai in situazioni simili a quelle colà raccontate.

Ma nello sfortunato caso in cui mi dovessi trovare a dover scegliere se staccare la spina o meno, credo sceglierò di non farlo, non subito e di certo non sotto pressione dei medici.

“MORTI CEREBRALI” CHE SONO VIVI E STANNO BENE

Lega Antipredazione Organi·Mercoledì 14 settembre 2016

  1. 14264959_1766861940255839_3009247458001162328_nZack Dunlap, 21enne dell’Oklahoma, è vivo per il buon senso e la determinazione dei suoi cugini infermieri che nel 2008 non si sono rassegnati alla diagnosi dei medici, ma nel ritardo dell’equipe di espianto hanno testato loro direttamente le reazioni di Zack allo stimolo del dolore dimostrando che era vivo.
  2. 14322432_1766862096922490_7547206686957043262_n1Steven Thorpe, 17enne inglese, nel 2008 era già stato deciso di spegnere il trattamento di sostegno alla vita, ma un consulente medico convocato dai genitori chiese alla rianimazione di attendere perché riteneva ci fosse una piccola possibilità di recupero. Due settimane dopo si svegliò e cinque settimane dopo fu dimesso in quasi pieno recupero.
  3. Gloria Cruz, 56enne au14344355_1766862266922473_3581644006904980778_nstraliana, nel 2011 dichiarata “morta cerebrale” a seguito di un ictus, il marito non dà immediatamente l’autorizzazione alla sospensione della ventilazione, ma cede dopo 2 settimane richiedendo però lo “svezzamento” ed infatti Gloria riprende a respirare e 3 giorni dopo esce dal coma. E’ vigile, mobile, in fase di recupero.
  4. Madeleine Gauron,14322204_1766862396922460_9012019383384361752_n 76enne canadese, nel 2011 ricoverata in ospedale per un’infiammazione alle gengive e atto chirurgico. Le fu somministrato del cibo solido che la soffocò ed entrò in coma. L’ospedale comunicò che era in “morte cerebrale” e chiese gli organi. La famiglia pretese altri test di accertamento ed il giorno dopo Madeleine si svegliò.
  5. Colleen Burns, 14316872_1766862480255785_2372868297921623732_n41enne dello Stato di New York ricoverata nel 2009 per un’overdose. I medici ritenevano che avesse un danno cerebrale irriversibile e la dichiararono “morta cerebrale”, invece era un coma profondo indotto da droga. L’Health Dep. scoprì una serie di errori dai quali Colleen si salvò perché aprì gli occhi sul tavolo operatorio per l’espianto.
  6. Harrison Elmer,14359048_1766862533589113_9108588239859871778_n bimbo inglese di 3 settimane nel 2012 cadde in coma. i medici diagnosticarono una grave meningite, fu curato ma le condizioni peggiorarono. Gli esami a detta dei medici mostrarono che era “morto cerebrale” e perciò spensero la ventilazione, ma continuò a respirare autonomamente ed ora vive ed ha solo una lieve paralisi impercettibile.
  7. Raleane “Rae” Kupferschmidt, 14317353_1766862693589097_2732530627134616589_n65enne del Minnesota, nel 2008 dopo un ictus emorragico fu dichiarata dai medici “morta cerebrale” ed estubata. I familiari la portarono a casa a morire. La figlia bagnandole le labbra aride si rese conto che succhiava il ghiaccio, riportata di corsa all’ospedale, dopo un intervento ha ripreso a camminare e a parlare.
  8. George Pickering, 14370282_1766862870255746_4618440160551058898_n27enne del Texas colpito da un ictus massivo nel 2015 venne dichiarato “morto cerebrale” e l’ospedale ordinò l’interruzione della ventilazione oppure che si procedesse alla donazione degli organi. Il padre si barricò con la pistola e tenne a bada per 3 ore sanitari e polizia per dare a George più tempo ed infatti dopo George gli strinse la mano.
  9. Jenny Bone, 14292510_1766862993589067_403923962770759642_n40enne inglese, nel 2014 colpita da una rara malattia che attacca il sistema nervoso, causando paralisi, fu dichiarata “morta cerebrale”, ma si svegliò sentendo i medici domandare ripetutamente al marito se voleva interrompere il sostegno vitale, secondo il marito la richiesta avvenne troppo precocemente senza avere una diagnosi certa.
  10. Joan Wensel, 55enne di Philadelphia, 14316701_1766863116922388_6503126800665713151_nnel 2015 è stata trovata dal marito sul pavimento del bagno in coma e nessuno sapeva per quanto tempo era rimasta senza ossigeno. Fu posta sotto ventilazione ed alimentazione forzata per giorni. Dopo tre settimane, dichiarata “morta cerebrale”, fu interrotta la ventilazione, ma il giorno dopo si svegliò perfettamente cosciente.

“Qualcuno potrebbe obiettare che questi pazienti non erano veramente dei “morti cerebrali”, ma sono stati tutti dichiarati “morti cerebrali”. Pertanto se questa diagnosi di “morte cerebrale” è così inaffidbaile, significa che deve essere ripensata. Quello che invece succede è che i comitati “etici” stanno discutendo su come poter prendere gli organi da pazienti che non sono neppure diagnosticati in “morte cerebrale” ma hanno danni gravissimi, sostenendo che la loro qualità di vita sarebbe così drammatica da giustificare la loro uccisione per avere i loro organi, in modo che qualcuno più degno di vita possa ottenerli. E’ semplice: la “morte cerebrale” significa persona ancora viva. E’ una diganosi sviluppatasi dal nulla alla fine degli anni ’60 per ottenere organi freschi per la vorace industria della donazione di organi. Si fanno un sacco di soldi incluso il mercato nero. Non ci vuole una scienza eccelsa per capire se una persona è morta. I morti non hanno battito cardiaco, non hanno respiro, il loro corpo è freddo e blu ed il sangue non circola. Fin quando questo non avviene, non si può essere sicuri che siano morti, non importa quanti medici in camice bianco cercano di convincerti del contrario” (Dr. Paul Byrne).

Da www.abyssum.org del 9 giugno 2016
In Italia la dichiarazione di cosidetta “morte cerebrale” a cuore battente è imposta per legge. Ne consegue l’espianto d’organi se il soggetto è donatore (o non oppositore) oppure l’interruzione della ventilazione (estubazione) senza “svezzamento” se il malato o i parenti hanno presentato opposizione. Tale prassi autoritaria si è imposta per evitare che si manifestino risvegli dopo la dichiarazione di “morte cerebrale” che bloccherebbero il business trapiantistico. Tra gli altri, eclatanti due casi italiani. Tony Mangogna dopo un incidente d’auto fu dichiarato dai medici in “coma non reversibile” e la richiesta degli organi fu fatta con insistenza ai limiti dell’arroganza, alla quale seguì l’opposizione ferma dei genitori ed un agghiacciante negoziato, dopo 42 giorni si svegliò e il suo primo gesto fu una carezza per la mamma; conduce una vita normale. Martin Banach strappato all’ospedale italiano che aveva chiesto gli organi e trasferito alla Clinica Universitaria di Essen, dove già dal primo giorno spalancò gli occhi e dopo un mese giocava a pallacanestro con nessuna lesione permanente. Leggi la loro storia su www.antipredazione.org sezione “Casi principali”. Recentissimo il risveglio di Rosalba Giusti dopo 4 anni di coma all’ospedale Bonino Pulejo a Messina (stampa nazionale del 7.9.2016), non ha solo riaperto gli occhi, ma dà risposte coerenti e complesse. I sei figli dichiarano “Non dimenticheremo mai l’operatore della rianimazione che ci chiedeva il consenso per la donazione”. Richiesta illegale che senza l’opposizione poteva tramutarsi in un crimine. Chi dona rischia.
Nerina Negrello Presidente Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente www.antipredazione.org
COMUNICATO STAMPA ANNO XXXII n. 14 13 Settembre 2016 LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI E LA MORTE A CUORE BATTENTE 24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22 Tel. 035-219255 – Telefax 035-235660
Annunci

6 commenti su “Predazioni

  1. Se tutte quelle storie le leggesse non dico un medico, ma anche solo uno studente al terzo anno di medicina, farebbe tanti di quei salti sulla sedia da riempirsi il sedere di ematomi. Solo un paio di cose saltabeccando qua e là: la morte cerebrale non è diagnosticata dai medici, bensì letta nel grafico di un elettroencefalogramma: se quello risulta piatto è assente qualunque attività cerebrale, quindi il paziente è in stato di morte cerebrale, senza possibilità di eccezioni e di errori, meno che mai di recupero. ritenevano che avesse un danno cerebrale irriversibile e la dichiararono “morta cerebrale”: confondere un danno cerebrale irreversibile con la morte cerebrale è roba che non dico un medico, non dico un infermiere, ma neanche gli inservienti addetti alla pulizia dei cessi. La famiglia che chiede un test di accertamento dopo la dichiarazione di morte cerebrale e richiesta di espianto, il che significa che la morte cerebrale sarebbe stata dichiarata senza un test di accertamento?!?!?!? Tralascio tutte le altre carrettate di bestialità, aggiungo solo che il tono è assolutamente identico a quello delle lettere della catena di sant’Antonio: un uomo ha riso e ha buttato la lettera e il giorno dopo ha perso il lavoro. Pentito è andato a cercarla, l’ha recuperata nella spazzatura, l’ha inviata e due giorni dopo ha trovato un lavoro migliore del precedente… Ma per favore, siamo a livello di scie chimiche e avvistamenti di UFO!

    Mi piace

  2. Vedo solo ora e purtroppo, da questa parte della barricata, devo confermare l’atteggiamento a volte un po’ predatorio. Ricordo una lezione di formazione specifica sul tema – i trapianti erano da poco stati legalizzati in Italia, si parla di anni ’80) con l’esperto che mostrava tracciati EEG con segni di attività, e quello ci diceva di non badare, ché erano artefatti (cioè errori della macchina). E già allora si voleva ridurre il periodo di EEG “piatto” per consentire l’espianto, da 24 a 12 ore. E soprattutto ho il ricordo agghiacciante di un trapiantista che si lamentava del fatto che, “purtroppo”, da quando avevano messo la legge che obbligava i motocilcisti a indossare il caso, erano drasticamente diminuiti i donatori, cioè giovani con la testa spappolata ed il resto funzionante.
    Sì, è un grosso business, ma soprattutto sono carriere di prestigio, cosa che vale molto di più.
    A Barbara posso solo dire che il fatto che non vi sia attività cerebrale non vuol dire che non ci sarà mai più, altrimenti, infatti, basterebbe aspettare cinque minuti.
    (Ovviamente non posso dire che i casi di qui sopra siano autentici o bufale, però alcuni casi di “risveglio” sono documentati).

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...