Notizie tristine

L’era Caprotti volge al termine

Boom, Caprotti vende Esselunga. Il bernardo_caprottimotivo toccante (non è per soldi)

La fine di un’era… Caprotti che pur inossidabile eterno non è sente che è giunto il momento di lasciare la sua creatura, la magnifica Esselunga di cui mi pregio d’esser cliente fidatissimo, in buone mani.

Ed ahimè le buone mani non sono quelle dei figli che paiono essere delle discrete testine di caucciò. La cosa non sarebbe poi un problema. I problemi sono altri purtroppo.

Qualche riflessione:

  1. Può vendere a concorrenti stranieri, tra cui figurano Carrefour e Walmart. Quelli di Foodweb danno per probabile l’interessamento di Walmart mentre per il Corriere la cosa pare meno possibile che secondo loro Walmart avrebbe il fiato corto. Mi auguro proprio che Caprotti pensi ai suoi collaboratori perché dal poco che ne so i proprietari di Walmart sono praticamente degli schiavisti legalizzati e quelli di Carrefour sono francesi. Riempierebbero Esselunga di latte francese, formaggi francesi, cacciando la maggior parte degli italianissimi e bravi fornitori di Esselunga.
  2. Anche nel caso fortunato che Esselunga non venisse “mangiata” e fusa all’interno di gruppi concorrenti ma venisse “solo” comprata “entità finanziarie” come Blackstone e rimarrebbe un investimento “brown field” come bene hanno scritto quelli de ilsussidiario. Non porterebbe nuovo lavoro, non ci porterebbe nuovi benefici, nuove attività, nuova prosperità. Servirebbe solo per portare all’estero i frutti futuri del gran lavoro di Caprotti e le fatiche dei suoi collaboratori, impoverendo ancora di più il paese. Le gioie dell’euro e della moneta unica.
  3. il ministro Poletti ha un “piccolissimo” conflitto d’interessi! È di fatto il nemico numero 1 di Caprotti per almeno un paio di motivi:
    1. è stato per dodici anni ai vertici della Coop. Il nemico giurato di Caprotti.
    2. è fottutamente di sinistra. La stessa sinistra che ha cercato con ogni mezzo legale e para-legale di far fallire Caprotti, impedendogli per decenni di aprire in zone “rosse” come la Toscana e la Liguria. Vedi Falce e carrello (vedi anche Wikipedia ed in ebook su IBS)

Personalmente mi auguro che si realizzi lo scenario con cui chiosano quei farlocchi di Wired, ossia che Caprotti collochi in Borsa Esselunga. Nel caso credo proprio che per quello che posso io metterò mano al portafogli! Sarebbe veramente fantastico poter diventare azionista di Esselunga!

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