Riconoscerlo

Vi è chi sostiene che l’italico stato sia di fatto fallito fin dal governo Monti. Certo appare fallita l’idea di creare gli “Stati Uniti d’Europa” sia come comunità di stati che come comunità di popoli allo stesso modo in cui in oltre un secolo e mezzo non sono riusciti a “fare gli italiani”. Mi sembra quindi opportuno riproporre questa proposta che ho letto su MiglioVerde:

FACCIAMO FALLIRE L’ITALIA: UN MANIFESTO DA RILANCIARE

Rilanciamo il seguente manifesto, proposto da due professori universitari un anno fa, affinché si metta mano alla procedura fallimentare del paese Italia, in antitesi alla mania – prima di Monti e Letta, oggi di Renzi – di salvare ciò che non è salvabile distruggendo i contribuenti, i risparmiatori e gli imprenditori. (Leonardo Facco)

IL MANIFESTO

Lo stato italiano è fallito dal 2011, quando i creditori internazionali si resero conto che il Tesoro italiano non sarebbe più stato in grado di pagare gli interessi sul debito e ancor meno di restituire il capitale. Il tracollo è stato evitato solo perché il governo Monti ha promesso di tassare i contribuenti italiani fino all’asfissia e la BCE ha promesso di “fare quanto in suo potere” (stampare moneta) per evitare il peggio.

I contribuenti italiani sono stati spremuti, il disavanzo pubblico è rimasto incollato al 3% del Pil e il debito continua a crescere. Il futuro ci riserva più tasse, ancora recessione e, alla fine, il default.

Noi non dobbiamo decidere se provare a galleggiare o fallire; ma se fallire subito, o fallire dopo essere stati spremuti e umiliati. Noi, firmatari di questo manifesto, riteniamo indispensabile dichiarare il default immediato, prima che ci vengano sottratte le energie rimaste, energie indispensabili per risollevarci, finanziare le imprese, ricostruire un futuro.

In particolare auspichiamo che:

– I titoli del debito pubblico emessi dallo stato italiano vengano considerati inesigibili, indipendentemente dalla natura e dalla residenza dei detentori;

– Il pagamento degli interessi venga azzerato con effetto immediato;

– Le proprietà dello Stato italiano – mobiliari e immobiliari – siano conferite a un fondo, le cui quote saranno assegnate ai detentori dei titoli corrispondenti al debito pubblico italiano, in proporzione alle quote di debito pubblico in loro possesso;

– L’avanzo primario, attualmente pari a circa il 3% del Pil, sia interamente utilizzato per una riduzione della pressione fiscale;

– Sia totalmente deregolamentato l’accesso al mercato bancario italiano, affinché le banche italiane in difficoltà possano essere eventualmente rilevate – parzialmente o totalmente – da operatori stranieri.

PRIMI FIRMATARI E PROPONENTI DEL MANIFESTO: Enrico Colombatto (Università di Torino) e Giuseppe Eusepi (Università di Roma La Sapienza).

QUI LA PAGINA FACEBOOK DEL MANIFESTO

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