Poveri non ce n’erano più

Senza Nubi, il diario di Giuseppe Sandro Mela è veramente una delle migliori letture che mi sia capitata di recente, perché ci trovi perle, come oggi in «Italia. Povertà. Un disonore nazionale»:

Nella Repubblica di Genova, nell’anno 1347 si chiusero le mense civili per i poveri perché di poveri non ce ne era più nemmeno uno. Eppure la Repubblica di Genova era la quintessenza del capitalismo, di quello “selvaggio” per usare una terminologia odierna, retto con uno “stato minimo” ma così minimo che virtualmente non esisteva.

E questo nonostante ci fosse un tale che a chi faceva la cresta sulla cassa comune diceva:

“Perché i poveri li avrete sempre con voi; e quando volete, potete far loro del bene; ma non avrete sempre me”
Marco 14,7

Questi baloss di genùvess, che in bùn de cüntradì anca il Signùr!

Ma oh, piano coi termini. Non lo avevano contraddetto affatto! Anzi! I poveri li han beneficati così tanto che nessuno più era povero.

Tipo come quando qualcuno vaneggiava di paradisi in terra dividendo equamente la “roba dei padroni”. A chi mi citerà At 2,45 …. leggetelo tutto il verso che c’è anche un “secondo il bisogno di ciascuno”. Chiaro che poi il discorso è un filino più articolato. Credo che http://www.giovaniemissione.it/pub/index.php?option=content&task=view&id=2022 sia un bel punto di partenza che di spunti ne dà davvero tanti….

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