NO al DDL Gambaro

fakeNon posso far altro che riprendere, sottoscrivere e rilanciare questa riflessione del buon Giovanni Nev sul DDL gambaro, quello sulle “fake news”:

In questi giorni è stato proposto il DDL gambaro che introdurrebbe nuove fattispecie tra cui quella che possiamo chiamare il reato di “fake news”. Il testo qui: http://media2.corriere.it/corrie…/…/2017/AS-2688-Gambaro.pdf

Io voglio farvi riflettere con qualche spunto.

Articolo 1 (pag. 8 nel documento): “mezzi prevalentemente elettronici”, che fortunati che siamo noi che usiamo computer analogici e o quantistici!

“o comunque telematici”, questa cosa mi ha sempre fatto arrabbiare: telematica e informatica sono sinonimi. Uno è stato un termine inventato dai tedeschi, l’altro dai francesi. La storia ha dato ragione hai tedeschi.

Il vero problema è l’articolo 2 (pag. 9): “false, esagerate o tendenziose”.

L’aggettivo che mi preoccupa di più è “tendenzioso”. Abbiamo di fronte una norma “anti-Salvini” ce ne rendiamo conto? Ma non solo: immaginiamo che io voglia fare un sito “gli sprechi del PDL/PD/UE/NATO/ONU” quello che preferite, io sto violando la norma, creando una tendenza che non mi consente di mettere in luce la “complessità” del fenomeno. Di questo dovremmo essere tutti preoccupati.
I tre aggettivi sopra vanno letti nell’ottica del “pubblico allarme” o del “nocumento agli interessi pubblici”. Questo ultimo mi preoccupa. Di fatto la difficoltà, in Europa, dei giornalisti nel fare il loro lavoro viene complicato oltre ogni misura. Abbiamo limitato la diffamazione sotto l’interesse pubblico? Tranquilli, ora dovete solo servire il politicante di turno (a patto che non sia un fascio-xenofobo-leghista eh) perché sennò vi sanzionano qui.

“campagne con l’utilizzo di piattaforme informatiche destinate alla diffusione online”. Questo poi è complicatissimo da capire. Invece di chiedere a qualche tecnico hanno inventato dei termini. Posso immaginare che intendano un sito internet (indicizzato, presumo…visto che parla di diffusione online, ma non è chiaro il ruolo di un sito nel deep web: sarebbe una analogia in malam partem, vietata), ma allora perché l’articolo parla di “diffonde o comunica”? Un modo di colpire le newsletter o le chat? Ma allora siamo fuori dal campo applicativo dei semplici siti.

A dimostrazione che non capiscono nemmeno di diritto, guardiamo le sanzioni: “reclusione non inferiore a 12 mesi” e “ammenda fino a 5000 euro”. Questo pone dei problemi serissimi: è delitto (tendenzialmente reato grave) o contravvenzione (tendenzialmente reato lieve)? Perché la reclusione e multa sono sanzioni dei delitti, arresto e ammenda delle contravvenzioni. Mischiarle non mi fa capire niente. Sopratutto per la copertura di dolo/colpa.

Ah, l’articolo successivo parla di “campagne d’odio contro individui o volte a minare il processo democratico”. La prossima volta che c’è un referendum, ricordatevi di non scrivere niente che sia dissonante dalla volontà governativa.

Come cantavano i Theory of a Deadman: I look into the mirror and I hate what I’ve become/’Cause I’m the only casualty from damage that I’ve done/I’m the only enemy in world war me

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