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Le parole del papa su aborto e adozione gay.

Dopo aver letto Onu: Italia garantisca aborto e adozione gay. Le parole del Papa comincio a capire perché fino ad ora c’era qualcosa che non mi tornava, qualcosa che non mi piaceva in papa Francesco.

Semplice. Non stavo ascoltando lui, non stavo leggendo quello che diceva, bensì la versione distorta da altri che hanno tutto l’interesse a ritrarlo in modo storpiato.

Il Comitato Onu per i diritti umani ha pubblicato ieri un documento in cui chiede all’Italia di garantire l’aborto – perché ci sarebbero troppi medici obiettori – e di permettere alle stesse coppie omosessuali di adottare o di accedere alla fecondazione in vitro. Il servizio di Sergio Centofanti:

Secondo l’Onu, l’Italia, sul piano della tutela dei diritti umani, ha fatto bene negli ultimi tempi, come il varo della legge sulle unioni civili, che regolamenta le nozze omosessuali. Ma deve fare degli “sforzi importanti” per arrivare alle adozioni gay e per garantire l’aborto a fronte di tanti medici obiettori.

Papa Francesco ha denunciato più volte i tentativi di chi vuole impedire l’obiezione di coscienza su temi “morali”: l’ha chiamata persecuzione “educata”, “travestita di cultura” e” progresso“.

E proprio in questi giorni ha lanciato un tweet in cui ha ribadito che “Custodire il sacro tesoro di ogni vita umana, dal concepimento sino alla fine è la via migliore per prevenire ogni forma di violenza”.

Parlando all’Onu il 25 settembre 2015, Papa Francesco affermava che “la difesa dell’ambiente e la lotta contro l’esclusione esigono il riconoscimento di una legge morale inscritta nella stessa natura umana, che comprende la distinzione naturale tra uomo e donna (cfr Enc. Laudato sì, 155) e il rispetto assoluto della vita in tutte le sue fasi e dimensioni (cfr ibid., 123; 136)”.

Nella Evangelii Gaudium il Papa ricorda che la Chiesa è sempre dalla parte dei più deboli e tra questi “ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti”. “Non è progressista – osserva – pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana”.

La preoccupazione di Francesco – espressa nella sua visita all’Europarlamento e al Consiglio d’Europa il 25 novembre 2014 – è che ci sia un abuso dei diritti umani che vengono interpretati come diritti individualistici staccati dai doveri e dal bene comune: “così si finisce per affermare i diritti del singolo senza limitazioni” ai danni dei più vulnerabili.

In questo senso,  ha ribadito anche con forza che “i bambini hanno il diritto di crescere in una famiglia, con un papà e una mamma, capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla loro maturazione affettiva” (17 novembre 2014).

E’ un contesto, secondo Papa Francesco, in cui è a rischio anche  la libertà di educazione: i bambini e i giovani sono spinti “a camminare sulla strada dittatoriale del ‘pensiero unico’. ‘A volte, non si sa” – afferma il Papa – se con certi “progetti di educazione si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione’” (Discorso al Bice, 11 aprile 2014).

 

 

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