La “polizia religiosa” del Parlamento Europeo – Italia Israele Today

PRIMA PAGINA
La “polizia religiosa”
del Parlamento Europeo
DI ADMIN · PUBBLICATO 16 APRILE 2017

di Judith Bergman –

Il Parlamento europeo ha introdotto una nuova norma procedurale, che consente a un presidente di seduta di interrompere la trasmissione in diretta dell’intervento di un parlamentare “in caso di linguaggio o comportamento diffamatorio, razzista o xenofobo da parte di un deputato”. Inoltre, il presidente dell’Europarlamento può anche “decidere di eliminare dalla registrazione audiovisiva delle discussioni le parti di un intervento di un deputato che contengono un linguaggio diffamatorio, razzista o xenofobo”.

Judith Bergman
Nessuno, però, si è preoccupato di definire ciò che costituisce un “linguaggio o comportamento diffamatorio, razzista o xenofobo”. Questa omissione implica che il presidente di seduta è libero di decidere, senza linee guida o criteri oggettivi, se gli interventi degli eurodeputati siano “diffamatori, razzisti o xenofobi”.

Richard Corbett
La sanzione per i trasgressori potrebbe arrivare a circa 9.000 euro. “Si è registrato un aumento dei casi di politici che dicono cose che oltrepassano ogni limite di una normale discussione o dibattito parlamentare”, ha dichiarato l’europarlamentare britannico Richard Corbett che difende il regolamento. Corbert, tuttavia, non specifica che cosa “oltrepassa ogni limite”.

Nel giugno 2016, Mahmoud Abbas, presidente dell’Autorità palestinese, ha pronunciato un discorso al Parlamento europeo, attingendo alle vecchie calunnie del sangue antisemite, come accusare ingiustamente i rabbini israeliani di chiedere al governo israeliano di avvelenare l’acqua utilizzata dagli arabi palestinesi.

Abu Mazen
Questo discorso chiaramente incendiario e antisemita non solo è stato consentito dagli eurodeputati sensibili e “anti-razzisti”, ma è anche stato salutato da una standing ovation. Evidentemente, le feroci e antisemite calunnie del sangue pronunciate dagli arabi non sono “cose che oltrepassano ogni limite di una normale discussione o dibattito parlamentare”.

L’Europarlamento a quanto pare non ha nemmeno pubblicizzato il nuovo regolamento. Ne ha parlato solo il quotidiano spagnolo La Vanguardia. Sembrerebbe che gli elettori non siano tenuti a sapere che gli si potrebbe precludere la possibilità di ascoltare le dirette degli interventi dei parlamentari da loro eletti per rappresentarli nell’UE, se qualche presidente di seduta decide arbitrariamente che il contenuto di un intervento è “razzista, diffamatorio o xenofobo”.

Helmut Scholz
Il Parlamento europeo è l’unica istituzione dell’UE ad essere eletta direttamente dal popolo. Secondo Helmut Scholz, del partito tedesco di sinistra Die Linke, i legislatori dell’Unione Europea devono essere in grado di esprimere le loro opinioni su come l’Europa dovrebbe lavorare: “Non si può limitare o negare questo diritto”. Beh, si può esprimerle (ma fino a quando?), peccato che nessuno fuori dal Parlamento le sentirà.

Il regolamento colpisce il cuore stesso della libertà di parola, vale a dire i politici eletti, ai quali la Corte europea dei diritti dell’uomo riconosce una speciale protezione. I membri dell’Europarlamento sono stati eletti per far sentire la voce dei loro elettori in seno alle istituzioni dell’Unione Europea. Limitare la loro libertà di parola è antidemocratico, preoccupante e sinistramente orwelliano.

Il regolamento può avere solo un effetto raggelante sulla libertà di parola nel Parlamento europeo e forse si rivelerà un valido strumento nel tentativo di chiudere la bocca a quei deputati che non rispettano la narrazione politicamente corretta dell’Unione Europea.

Marine Le Pen
Ultimamente l’Europarlamento sembra aver dichiarato guerra alla libertà di espressione. All’inizio di marzo, esso ha revocato l’immunità parlamentare alla candidata alle elezioni presidenziali francesi Marine Le Pen. Il suo crimine? Aver twittato nel 2015 tre immagini di esecuzioni dell’Isis. In Francia, “la pubblicazione di immagini violente” costituisce un reato, che può comportare una pena di tre anni di carcere e una multa di 75.000 euro. Revocando l’immunità di Marine Le Pen, mentre quest’ultima corre per l’Eliseo, il Parlamento europeo invia il chiaro segnale che divulgare la lampante e orribile verità dei crimini commessi dall’Isis, anziché considerarlo un avvertimento su ciò che potrebbe presto accadere all’Europa, dovrebbe invece essere punito.

Questo è un bizzarro segnale da inviare, soprattutto alle vittime cristiane e yazide dell’Isis, che continuano a essere ampiamente ignorate dall’Unione Europea. Gli eurodeputati, evidentemente sono troppo sensibili per affrontare i crudi omicidi di persone indifese in Medio Oriente e sono più interessati a garantire la persecuzione di messaggeri, come Marine Le Pen.

Così, la correttezza politica, che è a tutti gli effetti la “polizia religiosa” del discorso politico, non ha solo conquistato i media e il mondo accademico, ma ora anche gli eurodeputati dovrebbero sostenere il politicamente corretto oppure saranno letteralmente stroncati. Nessuno ha impedito al Parlamento europeo di approvare questo regolamento antidemocratico che disciplina la libertà di parola. Perché nessuno dei 751 eurodeputati ha lanciato a tempo debito un grido d’allarme? E cosa ancora più importante, quando avrà fine questo impulso chiaramente totalitario e chi lo fermerà?

Etichette: Abu MazencensuraHelmut ScholzMarine Le PenParlamento europeopolizia religiosa

SEGUICI SU FACEBOOK

SKY ABOVE ISRAEL

SEGUIMI SU TWITTER

@2016 – IT Italia Israele Today – Tutti i diritti riservati.
IT ITALIA ISRAELE TODAY Magazine edito da “Federazione Italia Israele” in ottemperanza alla legge 103/2012 dell’editoria Direttore: Gianpaolo Santoro I contenuti editoriali sono rilasciati con licenza creativecommons quando non diversamente indicati dall’autore. Le foto presenti sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione, attraverso la pagina contatti, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...