I dipendenti pagano il 66% circa di tasse

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17 commenti su “I dipendenti pagano il 66% circa di tasse

  1. Non passera’ MAI! Perche’ i sindacati si opporranno in OGNI MODO alla abolizione del sostituto d’imposta, in quanto, se fosse davvero trasparente il totale carico fiscale, loro, che prelevano “in automatico” la quota sullo stipendio, sarebbero di fatto cancellati immediatamente. Difatti, chi sarebbe il “fesso” che, vedendo tale prelievo, ANCORA verserebbe un’altra bella fetta del rimanente come quota sindacale?

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  2. Verissimo. Ma la gente, ricordiamolo SEMPRE, si muove sempre e soltanto per due cose:
    1- per il pallone
    2- se “qualcuno” glie lo dice.
    E quel “qualcuno”, sappiamo bene, trovera’ sempre il modo e l’occasione di dire il contrario.
    E quel “qualcuno”, finora, sono stati, da quel che ho visto in 40 anni di lavoro dipendente, i SINDACATI.

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  3. I dolori della matematica e dell’ignoranza fiscale sono sempre tragici. La tabella indica i COSTI, che includono anche una certa parte delle spese previdenziali ed assicurative. Ossia si sta mischiando a cazzo un costo completo di oneri fiscali di entrambe le parti con il REDDITO, già depurato da tutti gli oneri.

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    • Ignoranza *fiscale*? Fisco? cosa c’entra il fisco? In nazioni dove non esiste il sostituto d’imposta le persone devono pagare personalmente previdenza ed assicurazioni sanitarie con il loro salario, quello che ricevono in busta paga.
      È la sciagurata Italia ad essere una disgraziata eccezione.
      E negli altri paesi anche dove il dipendente lascia che sia l’azienda a pagare per lui sanità e previdenza quei costi che ripeto sono costi che la PERSONA sostiene con i soldi che ha guadagnato, quei costi sono ben esposti in busta paga. Ed il lordo è quello che ho scritto io.
      Per l’azienda qualsiasi somma di denaro che deve sborsare per avere Tizio al suo servizio è la tariffa di quel servizio. Se Tizio svolgesse una libera professione sarebbe suo onere poi pagare tasse, previdenza e sanità.
      Hai mai parlato con un ingegnere, un avvocato, un architetto liberi professionisti?
      Sembra proprio di no… perché tasse, previdenza ed assicurazioni assommano a percentuali ahimè ben superiori al 66%!
      Perché il valore del lavoro di un professionista libero è l’intero costo sopportato dall’azienda mentre mi sembra che tu sostenga che il valore del lavoro del dipendente sia una cifra inferiore dal costo di quello stesso lavoro?
      Davvero non capisco.
      Non dovrebbe esserci differenza! Il costo del lavoro è – ed a mio avviso non può essere altrimenti – il valore del lavoro che azienda e dipendente hanno stabilito.
      Truffaldinamente vi hanno convinto il dipendente – ed anche tu, mi sembra – che il valore del suo lavoro sia solo quello che è riportato in busta paga e non quello che l’azienda sborsa per averlo lì a lavorare.
      Mi sembri abbastanza in mala fede oppure suggestionato da decenni di sinistra propaganda.
      Mi risulta che il concetto di sostituto d’imposta per come è diabolicamente congegnato qui in Italia – ossia non visibile in busta paga – sia assolutamente sconosciuto in altri paesi.
      Poi riconosco che in modo molto naïf io ho messo sotto l’etichetta “tasse” non solo le tasse ma anche previdenza ed assicurazioni. Ma son sempre soldi che vengono sfilati dalle tasche di chi percepisce il salario. Per chi non è avvezzo alle sottigliezze da Azzeccagarbugli del fisco italiano non c’è molta differenza tra IRPEF, INPS, INAIL eccetera. Lui le chiama sempre “tasse”.

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      • Il fatto è che il calcolo è SBAGLIATO. Le cifre nella tabella non si possono ribaltare direttamente al reddito netto che è scritto nella busta paga in quanto, sostanzialmente, alcuni oneri sono contati due volte. L’accantonamento per la cassa edile è incluso nella paga oraria della tabella, ma è indicato (e sottratto) dal totale nella busta paga. Quindi, se sottrai il netto della busta paga dalla cifra “lorda” calcolata sulla tabella, conti la cassa edile due volte. Lo stesso vale per i contributi previdenziali, per il TFR eccetera. Il risultato è che le tasse “calcolate” dall’abile truffatore che ha pubblicato la cosa sono significativamente superiori alla realtà oggettiva dei fatti. Inoltre le trattenute in base al reddito non sono indicate in busta paga, ma sono perfettamente accessibili al dipendente nel modello CUD, che il datore di lavoro fornisce annualmente al dipendente, il fatto che l’autore del testo non sappia (o finga di non sapere) che esiste indica ulteriore ignoranza o specifica volontà truffaldina. Sul motivo per cui, in Italia (ma non solo) il datore di lavoro si fa sostituto d’imposta, ci sono varie teorie. Banalmente, il dipendente non ha significativi vantaggi pratici nel gestire la propria fiscalità direttamente, visto che è considerato “utilizzatore finale” e come tale non è soggetto a spese dirette per la produzione del reddito.

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        • In sostanza, truffaldinerie a parte:
          – io, impiegato metalmeccanico, percepisco “tot” in busta paga, al netto di tutto.
          – per quel “tot”, QUANTO sborsa il mio datore di lavoro?
          Non mi pare cosi’ fumoso e complicato, no?
          – POI: su quel “netto” che io percepisco, QUALUNQUE cosa io faccia, c’e’ ancora un prelievo: l’IVA, ad esempio (prossimamente su questi schermi al 24%, piu’ o meno?).
          QUANTO, infine, ogni 100 (cento) euro che il mio datore di lavoro “tira fuori di tasca sua” per la mia presenza al tavolo, in azienda, rimane a me?
          Il resto, sono solo chiacchiere da azzeccagarbugli, quelle si’ e null’altro!
          Le cifre, signori, tirate fuori le cifre e basta, se ne avete il coraggio !

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          • Carlo quello che chiedi è esattamente quello.che è riportato nell’articolo.
            Quella è una circolare ufficiale di.Assimpredil che riprende dati ufficiali del ministero del tesoro e quella che hai visto.è una busta.paga.vera di.una persona inquadrata in quel contratto.
            Purtroppo mi sono reso conto che chi è troppo addentro a quei meccanismi è mesmerizzato e non riesce più a capire i ragionamenti semplici cosi come non riesce ad accettare che il costo del.lavoro dovrebbe perlomeno mostrato nella sua interezza al.dipendente che non ha.idea.del.valore del.suo lavoro.
            Ripeto quello che chiedi è proprio.il.contenuto di questo articolo

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            • Difatti lo so, ho capito. Dopo 40 anni di lavoro, so BENE come stanno veramente le cose. La mia, comunque, era una “sfida” al si.DG a mostrare i NUMERI, non le CHIACCHIERE e quindi esprimersi in “italianese” (se mi passi il termine), e non da saputello burocrate.

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              • Ora, caro Carlo, la questione è come farsi capire da DG. Perché o abbiamo preso sonore cantonate in due su un ragionamento così semplice oppure DG non riesce a capirci oppure non riusciamo a farci capire.
                Non prendo in considerazione l’ulteriore ipotesi che potrai facilmente immaginare.

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              • Allora, mio bel coglioncello, se non sai una cosa, è un problema tuo, non è che chi la sa è un saputello. Sei tu che sei ignorante. Nella busta paga in esempio viene mostrato chiaramente il Totale Competenze (2916.81), il totale trattenute (306.45) ed il totale contributi lavoratore (286.49). I contributi e le trattenute sono indicati in “positivo” nella tabella perché fanno parte dei soldi totali che vengono sborsati. Ma sono indicati in negativo nella busta, perché vengono sottratti al Totale competenze.

                Esempio semplice:

                tabella:
                paga: 10
                contributi: 5
                altra roba: 5
                totale: 20

                busta:
                paga lorda: 17
                contributi: -5
                totale: 12

                calcolo fatto dal caso umano:

                totale tabella-totale paga=8, quindi tasse=40%

                in realtà però nella tabella la paga è contributi inclusi, mentre nella busta è contributi già esclusi. quindi i contributi li stai sottraendo due volte. il calcolo corretto sarebbe

                totale tabella-paga lorda=3,

                capita che io faccia il libero professionista quasi da un quarto di secolo. non è che le tasse in italia siano poche. ma non è neanche il caso di inventarsi calcoli a cazzo di cane. come giustificazione.

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              • quarant’anni di lavoro e non sai leggere una busta paga. roba che c’è proprio da vantarsene. o, magari, come dicono dalle mie parti “son mach bále”, e qui scrivi che sono quarant’anni che lavori, in qualche altro posto scrivi che sono vent’anni che trapianti reni.

                allora, la tabella si conclude con una cifra che è la paga LORDA (include diversi contributi assicurativi e previdenziali), il confronto viene fatto con la voce “Netto”. da quella cifra quei contributi sono già stati tolti. il confronto andrebbe fatto con la voce “Totale Competenze”. (€2916.81).

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                • Evidentemente non sai leggere., o sei “alquanto distratto”. Hai mai visto un metalmeccanico trapiantare reni?
                  A richiesta, potrei trapiantarti la CPU, ma credo di non averne sottomano di cosi’ scarsa valenza. Comunque, contento tu di pagare cosi’ POCHE tasse… io so solo che di tasse ne ho pagate fin troppe, per mantenere tanta gente INUTILE e PERNICIOSA. Quanto a non saper “leggere” una busta paga… so solo che avrei preferito certamente pagare io, “in toto”, vedendo chiaramente il dare e l’avere, che non farmi fare il conto della serva da altri. Magari anche interessati. Soprattutto consci che altrimenti, la faccenda sarebbe diventata presto alquanto rovente.

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                  • questa risposta risolve ogni dubbio. fatta la figura di merda, parti a insultare. il datore di lavoro fa da sostituto d’imposta proprio per evitare che i dipendenti siano costretti a trattare materiale di cui non sanno una mazza, a pagare qualcuno per farlo, o ad affidarsi a qualcuno che magari non farà i loro interessi. il calcolo mostrato nell’esempio è evidentemente sbagliato, non vuol dire che le tasse siano poche. vuol solo dire che chi ha fatto il calcolo ha parlato senza cognizione di causa (o, più realisticamente, in malafede, sperando di “stuzzicare” la pancia della gente che non è in grado di capire l’errore).

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                • La paga lorda è quanto vale il lavoro di.ciascuno proprio per definizione. Il netto è quanto rimane dopo.tutte le.tasse, contributi esazioni chianale.come vuoi ma alla fine della fiera son soldi che hai.guadagnato lavorando e che ti vengono portati.via. Per chi non fa paghe e contributi hanno.un solo nome “tasse”
                  Il resto son dettagli e quisquiglie.
                  No il confronto non va fatto con il lordo. Quello è l’inganno del sostituto d’imposta.
                  Quando l’inganno del sostituto d’imposta non era ancora messo in atto – mi pare di poter dire nel secondo dopoguerra – il “lordo” sarebbe stato 5000€ non 2900

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                  • si. il lordo “sarebbe stato” 5000€ e non 2900€ ciò non toglie che il confronto con 1700€ sia sbagliato di 1200, che non sono esattamente spiccioli. nella pratica, la busta è censurata e quindi non è nemmeno detto che sia stata emessa nella stessa zona indicata dalla tabella. considerando la esplicita ed evidente volontà di ingannare il lettore, la busta potrebbe essere di tutt’altra regione. ribadisco, comunque. i versamenti irpef (ed annessi) sono indicati sul modulo CUD che il lavoratore riceve, non è che siano una qualche fantomatica cifra “segreta”. anzi, nella maggioranza delle buste paga “moderne” è indicata la componente mensile delle trattenute irpef,

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