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Due chiacchiere sulla denatalità

Nonostante quello che sosteneva Uriel Fanelli, dentro a Facebook, (libro dei volti per i meno anglofili) c’è vita intelligente.

Prova ne è questo interessante scambio tra Achille Iliade, Virginio Spicacci Minervini, Daniel Bernoulli che la dea Tutte in una visione mi ha comandato di conservare per i posteri.

  •  Achille Iliade Questa faccenda del calo della natalità perchè l’Italia è un paese maschilista e ci vuole la maternità pagata per 10 anni e lo Stato che dovrebbe assistere le mamme etc. etc. non mi ha mai convinto.
    Negli USA in molti Stati non esiste alcuna maternità pagata eppure le donne fanno figli.
    Sarà che il motivo del calo della natalità in Italia sia dovuto ad altro? Basta guardare che anche in Germania il tasso di natalità è basso.
    E poi in Europa in generale.
    Io avrei delle idee in proposito.
    Ma sono politicamente scorrette, quindi non le dirò.
    O forse lo farò l’8 marzo, giusto per essere in tema.
  • Raphael Pallavicini Attenderò con ansia l’8 marzo, sempre che tu non voglia sbottonarti prima! ‘stica, alle 3 di notte scrivi!
  • Virginio Spicacci Minervini: Tema importante. In attesa dell’ 8 marzo ecco due contributi interessanti. Qui il prof. Malvezzi descrive la correlazione tra risparmio e fertilità:
  • Qui il prof. Puccetti parla di altri tre fattori (livello di istruzione, religiosità e covivenza vs matrimonio)  “L’Italia al collasso demografico. I migranti non sono la soluzione”
  • Daniel Bernoulli: Quello che non si vuol capire è che *normalmente* un certo calo della natalità è sano e normale, segno di un welfare che funziona. In Italia al welfare supplisce la casa di proprietà. In guerra e nel disagio la natalità sale. Su questo tema c’è il libro di De Soto: HERNANDO DE SOTO – Il mistero del capitale (2000)
  • Achille Iliade: Daniel, quello che dici è vero. Sinceramente un calo della popolazione in Italia può essere benefico essendo l’Italia un paese con densità di popolazione alta e ora anche in difficoltà economiche. Quello che però temo nel lungo termine è che in Europa ci saranno sempre meno europei, mentre negli altri paesi (quelli dove impera l’islam o un qualche Partito Comunista) si continuano a fare figli, proprio perchè si sa che il numero è potenza. Se in Europa noi fossimo 1 miliardo (o comunque se i cinesi fossero di meno, che è quello il vero problema), il mercato emergente saremmo noi: nessuna azienda si lascerebbe scappare un mercato di 1 miliardo di consumatori con capacità di consumare.
    In Europa oltre alla bassa natalità sono arrivati anche i salari stagnanti. E’ chiaro cosa succederà: che i nuovi consumatori saranno quelli “numerosi” che abitano in paesi ove i salari crescono. Quello che questi signori del terzo mondo stanno facendo è semplicemente una sorta di guerra, solo che usano come arma la demografia. Ma i soliti sinistroidi ti vengono a far notare solo le magagne occidentali, per non vedere che forse sotto sotto, anche questi del terzo mondo non sono poi tanto dei santi.
  • Daniel Bernoulli: Assolutamente. Anche i turchi utilizzano dichiaratamente l’arma della natalità sia in patria sia nella Germania che stanno colonizzando.
    Ma i sinistrati hanno tali complessi di inferiorità che cercano di compensare facendo i superiori che non vengono minacciati da nulla… rendendoci tutti più vulnerabili ed evidenziando la loro pochezza. Sarebbe ridicolo se non forsse tragico.
  • Achille Iliade Il calo della natalità è andato di pari passo con l’odio di sè (delle proprie radici culturali e della propria patria). La sinistra moderna (il marxismo culturale) è la malattia che ha incancrenito la società occidentale. Negli altri paesi non avendo i farlocchi, non hanno di questi problemi. Fanno figli, sono fieri della propria cultura e delle proprie radici e te lo dicono proprio chiaramente che ti vogliono colonizzare con la demografia.
    Successe una cosa analoga con il Kosovo, quando i serbi in quella zona divennero minoranza e poi successe quello che successe. Ne parlerò di sta storia del calo demografico perchè come al solito la sinistra è brava a inventarsi le cause e a costruirci teorie fantasiose.
  • Giovanni Nev: Giusto per dare un terzo dato: il tema culturale. Mi avevano detto che Leipzig è, assieme a Berlino, una delle città più giovani perché la famiglia rimane un valore a cui aspirare assieme a una buona carriera. Lo stesso ragionamento qui in Norvegia: famiglia e carriera non in antitesi, evitando la mentalità, diffusa in alcune città tedesche, del “lavoro-lavoro-lavoro”.
  • Daniel Bernoulli: Ricordo quando andai a lavorare in Austria e scoprii gli asili nido dentro le scuole superiori!
    Noi manco nelle grandi aziende 😦

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

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