Pubblicato in: cristofobia, eterofobia

PETITION: Apple News bans LifeSiteNews without warning: says it ‘shows intolerance’ | LifePetitions

PETITION: Apple News bans LifeSiteNews without warning: says it ‘shows intolerance’ | LifePetitions

Ma ancora la comprate la robaccia di Apple?

Aggiornamentolo (7/8/19): pare che abbiano riconsiderato la questione.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

16 pensieri riguardo “PETITION: Apple News bans LifeSiteNews without warning: says it ‘shows intolerance’ | LifePetitions

  1. siamo alle solite. la apple, su news (che, peraltro, in europa nemmeno c’è) mette il gran cazzo che vuole: è una sua proprietà e la gestisce a suo piacimento; se vuole, da domani, sono accettati solo articoli sui gattini. non hai nessun diritto di scrivere su apple news. così come non hai nessun diritto di apparire su un canale televisivo nazionale e non hai nessun diritto di chiedere ad un editore di pubblicare un libro con le tue coglionate. la gente la deve finire di rompere i coglioni con facebook, apple e google. non ti piacciono le regole di apple/facebook/google? ti affitti un sito (poche decine di euro l’anno) e ci scrivi quello che vuoi.

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    1. Certissimo, ma tu queste cose le sai, la stragrande maggioranza delle persone non ci pensa o le ignora.
      Ed io mi faccio punto d’onore di invitare le persone ad evitare la robaccia di Apple, nemica della libertà. È peggio della Microsoft degli anni ’90

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          1. veramente sono diversi anni che puoi semplicemente scaricarti xcode (gratis) e farti un profilo senza pagare una mazza. la licenza da sviluppatore serve solo per mettere le robe che scrivi sullo store. anche la certificazione delle app viene fatta solo per la roba che deve stare sullo store. il processo di firma è totalmente locale – anche perché implica una cifratura a chiave pubblica. l’unica cosa che passa dalla apple è il “provisioning profile” ossia il file che dice all’iphone “puoi fidarti della roba firmata da questa chiave qui”. la roba che sta sullo store, invece, ovviamente la firma la apple, per la medesima ragione.

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            1. Questo lo so. Il problema è che devi sempre e comunque passare dalle forche caudine di Apple per ottenere “il certificato”. Il vulnus è proprio quello. Libertà significa che non devo andare a chiedere il permesso ad Apple di sviluppare

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              1. il certificato per uso privato te lo scarica xcode con un click. non devi fare nulla. a dire il vero, il certificato per uso commerciale è uguale, l’unica differenza sono i dollari da pagare. peraltro. non è che hai il diritto di cambiare sistema operativo alla tua lavatrice, o installare programmi sul tuo televisore. è una funzionalità che il venditore decide o no di offrirti. nei limiti che ritiene più opportuni e più redditizi.

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                1. È **esattamente** il motivo per il quale da qualche anno consiglio di EVITARE i prodotti Apple. Ho dovuto fare un’inversione ad U: nell’epoca pre-iPhone Apple è stata molto, molto più bendisposta nei confronti di chi volesse installare altri OS sulle sue macchine. Anzi, lo supportava apertamente, vedi http://mklinux.org/
                  “MkLinux is a project begun by the OSF Research Institute (now Silicomp RI) and Apple Computer to port Linux, a freely distributed UNIX-like operating system, to a variety of Power Macintosh platforms running on top of OSF Research Institute’s implementation of the Mach microkernel.”
                  Non che altri non lo facciano, beninteso, ma perlomeno altri OS (Android in primis) ha l’opzione “permetti l’installazione da terze parte” che lascia avviare binari non firmati.
                  Se fossi offline sei tagliato fuori. Ok, evento improbabile oggidì, ma sempre possibile.

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                  1. nell’era post-jobs la apple si è chiusa molto (vedere la keynote del 1996, in cui jobs parlava di standard aperti, di internet e roba simile). ma è solo una tendenza che, in questo periodo, stanno seguendo tutti. però, “consenti applicazioni di terze parti”, è una ben miserabile concessione, considerando quello che google vuole in cambio, ossia la tua intera vita.

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                    1. Tutto giusto. Infatti io sul mio telefono ho AOSP, e soprattutto senza app di Google. Ma è una cosa oltre la portata di moltissimi. Ci sarebbe il Librem5, quando uscirà e tutte le ROM senza Gapps. Ma bisogna desiderare di liberarsi dal gioco di Google (o di Apple e Facebook) e soprattutto prima bisogna esserne consci.
                      Tu non esiti a dare la palma del cavaliere nero a Google. Io francamente pongo quasi sullo piano Google, Apple, Facebook ed anche Amazob

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                    2. aosp e le varie rom artificiali sono roba alla portata di pochi. la metà dei quali non si rendono nemmeno conto dei rischi che corrono. peraltro. togli google dal telefono android ed hai un nokia del 1999. solo più grosso, più fragile e con una batteria che dura la radice quadrata del tempo.

                      comunque. non è che alla apple siano dei santi. ma il modello di affari della apple è venderti a 5000€ un portatile da 2000€. il modello di affari di google+facebook è regalarti dei servizi con con cui fotterti i dati personali.

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                    3. Su molti aspetti concordo.
                      Se togli le Gapps non torni indietro di vent’anni ma elimini tutti i ventordicimila automatismi che Google ha infilato per rendere piacevole l’uso del furbofonino. Non torni al 1999. Telegram funziona. Osmand è un buon navigatore. Firefox funziona egregiamente. Fdroid avrà numericamente poche applicazioni, ma non è “tornare al 1999”

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                    4. “ipèrbole s. f. [dal lat. hyperbŏle, gr. ὑπερβολή, da ὑπερβάλλω «gettare oltre» (il greco aveva già tutti e due i sign.)]. – 1. In retorica, figura consistente nell’esagerare per eccesso (è un secolo che aspetto!; te l’ho detto, te l’ho ripetuto mille volte), o per difetto (berrei volentieri un goccio di vino); nel linguaggio poet., si può ottenere attraverso un tropo o una similitudine in cui il termine di paragone è volutamente esagerato”.

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