Pubblicato in: Bel Paese di merda, Le tasse sono una cosa bellissima

… Ricapitolando

Ricapitolando: Lavoro e percepisco uno stipendio già tassato alla fonte.

Mi obbligano ad aprire un Conto Corrente per acreditarlo, pago anche il costo annuale per le Carte, poi non posso prelevare liberamente i MIEI soldi in contanti?

Mi dite il nome del nuovo Dittatore?

Di falcemartello via smettoquandovoglioforse, abr e fartguy. Quest’ultimo aggiunge:

forse non tutti sanno che che i soldi, dal momento in cui sono depositati in una banca, non sono più TUOI ma diventano PROPRIETÀ DELLA BANCA  (art.1834 codice civile).  La quale difatti usa i tuoi soldi come crede, senza domandare a te cosa può farne. Ciò fin che non li ritiri, sempre che le rrregole te lo consentano.

I limiti al prelievo di contante di fatto rendono materialmente irreversibile tale cambio di proprietà. Benvenuti nel comunismo (a vostra insaputa c’eravate già).

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

12 pensieri riguardo “… Ricapitolando

    1. l’articolo completo, dice “Nei depositi di una somma di danaro presso una banca, questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine convenuto ovvero a richiesta del depositante, con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi”. ossia ne fa il cazzo che vuole, ma deve ridarteli uguali su richiesta. che poi è ovvio, se hai mai messo dei soldi in un conto in banca.

      ossia quanto scritto è una completa cazzata. come sempre in questi casi chi scrive non può essere davvero così stupido, quindi è evidentemente in malafede.

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      1. Caro DG, il diavolo sta nei dettagli, perché con “con l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti o dagli usi” significa che possono dire che il loro uso attualmente è ridarteli alla morte termica dell’universo e loro rispetterebbero la lettera della legge. O no?

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        1. se hai firmato un contratto con la banca che dice che una operazione viene eseguita in miliardi di anni, certamente. ma ho la sensazione che non sia il caso comune.

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          1. Ancora ti sei perso quel “dagli usi” che permette alla banca di non indicare nulla nel contratto e dire che il suo uso è di limitare l’erogazione del contante e di ridartelo tra un milione di anni. A me sembra proprio che siamo all’arbitrio assoluto reso legge dello stato grazie a qualche cavillo

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            1. no. veramente no. un contratto ce lo devi avere ed il contratto ha dei termini di servizio. non è che domattina la banca decide che tu fai un bonifico e te lo esegue in sei mesi. capisco che c’è una corrente politica che punta a ritornare allo stato di natura ma, fortunatamente, siamo ancora ad uno stato di diritto.

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              1. Oh, capisco che non capisci. Ora sono conscio che lo scenario che prefiguro io è più o meno improbabile ma termini o non termini di servizio quel riferimento “agli usi” sarebbe una comoda scappatoia per darti i contanti con un ritardo arbitrario.
                Che i bonifici li facciano in pochi giorni è pacifico, quello è davvero coperto dal contratto e dal fatto che se non li facessero ci sarebbe una tale fuga di capitali da farli chiudere ma “in punta di diritto” quel “dagli usi” permette alla banca di darti il contante coi tempi che più aggrada loro o al politastro di turno: è sufficiente che “sbadatamente” i tempi di erogazione del contante non siano oggetto del contratto. Stasera vado a controllare sul mio, di contratto

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                1. no. perché “agli usi” non vuol dire “chi se ne fotte del contratto”. vuol dire che tipo il contratto dice “l’esecuzione dell’operazione richiede dieci giorni lavorativi”, ma solitamente sono tre. e, se pure la banca volesse non darti il contante, non potrebbe rifiutare che tu emetta un assegno. e potresti semplicemente andare a cambiarlo, magari in un’altra banca.

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            1. da quasi un quarto di secolo, ormai. ho anche aperto una azienda, che non è finita particolarmente bene. ma almeno non abbiamo rubato l’inps ai dipendenti.

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              1. Mhmmm….. partita IVA da quasi un quarto di secolo e società chiusa senza “fregare” i dipendenti, immagino con notevoli sacrifici per far quadrare i conti.
                Questo spiega e giustifica ampiamente l’apparente acredine che hai nei confronti della categoria “imprenditore veneto”. Spero di non offenderti dicendoti che è mia opinione che la tua acredine sia giustificata, ma hai “ciccato” ad identificare il bersaglio: tu ce l’hai – GIUSTAMENTE! – con i furbi che ahimé albergano in tutto il consesso sociale, sia tra i dipendenti sia statali che privati che negli imprenditori e nei professionisti.

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                1. sinceramente. a parte l’azienda che è andata in culo – ti dirò, colpa mia perché ci ho badato poco, sperando che gli altri due soci, che erano inesperti, mi avrebbero avvertito PRIMA della proverbiale merda sul ventilatore – non è che mi sono ammazzato di lavoro. non lavoro di notte, rifiuto i tour de force di sedici ore “perché è urgente”, non passo sabati, domeniche, e feste comandate con il capo chino a Lavorare come un Negro™.

                  sembra incredibile. ma l’onestà paga (perché se ti arriva la cartella sballata, al massimo passi qualche mese a bestemmiare contro l’ente che l’ha emessa – ma è molto più facile che se devi ANCHE nascondere tutto il vero illecito). sembra incredibile, ma conoscere i propri limiti ti evita “slanci” che poi ti lasciano con il culo nella ghiaia. sembra incredibile ma evitare i “magari, forse, a volte” che ti fanno diventare milionario (che ne so, comprare i bond di una nazione sull’orlo del fallimento, partecipare all’azienda innovativa che ha una idea così geniale che non può raccontartela perché se no gliela rubano, o cose così) di solito paga, perché se di milionari ce ne sono così pochi, un motivo deve esserci.

                  l’acredine è contro quelli che credono che sia tutto facile. e quando si rendono conto che non lo è si mettono a lamentarsi. contro quelli che ti raccontano che a tenere aperto il negozio tredici ore al giorno, guadagnano meno che a fare le pulizie part time tre giorni alla settimana, ma che, per qualche ragione non chiudono. contro tutti quelli che, scoperto che il pasto gratis non esiste, invece di tirarsi su le maniche, si mettono a ragliare che il pasto gratis LORO lo meriterebbero.

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