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Il buon Sartori Andrea oggi ci parla della caduta della DDR. Sempre interessante, anche per chi ha letto Anschuss di Vladimiro Giacchè. Libro che ho citato qualche volta ma di cui vi ho parlato troppo poco. Urge rimediare

1989-2019
Il crollo del comunismo non è stato, in se stesso, una disgrazia. In particolare non lo è stato il crollo della DDR, una nazione da incubo, dove la delazione e il controllo di massa erano all’ordine del giorno. La fine del comunismo poteva davvero essere un gran giorno per l’umanità. Ma…
“Amo talmente la Germania che ne preferivo due” diceva quella volpe di Andreotti, persona non sospettabile di filocomunismo. Si pensava che dopo quarant’anni dalla fine del nazismo la Germania non fosse più quella. E invece la Germania era quella prima del nazismo ed era quella dopo: una nazione che vuole egemonizzare l’Europa ma che, a differenza di altre potenze imperialiste (Roma, Napoleone, Impero Britannico, gli stessi Stati Uniti) che strangolano ma “danno” anche qualcosa, i tedeschi strangolano e basta, e questo a prescindere dal nazismo: non a caso il regime comunista più feroce, ottuso e cupo d’Europa, anche più di quello sovietico, era quello tedesco. Inoltre l’Europa è stata dominata in questi anni da un avanzo di DDR: Angela Merkel, che arriva proprio da quel mondo e applica quel modello. Perché la disgrazia è che non ha vinto “il modello occidentale”. Ha vinto solo dal punto di vista economico (il marxismo non funziona: qual è la differenza tra fascismo e marxismo? Il fascismo bisognò tirarlo giù con una guerra, il marxismo è caduto da solo, su se stesso).
La Germania, con quella voglia di strozzare il resto d’Europa, è la stessa dai tempi dei lanzichenecchi e forse sta meglio divisa: la disgrazia cominciò con Bismarck che la unificò. Da allora ha provocato solo guerre, di cui due mondiali.
Poi c’é una conseguenza più profonda
Il Muro di Berlino fece vivere meglio noi. Di là stava l’inferno. Il muro venne costruito per impedire che la gente fuggisse dal “paradiso socialista”.
In Occidente, per evitare tentazioni totalitarie, il “potere” si teneva a freno. Lo sappiamo bene: dagli anni Sessanta agli anni Ottanta l’Occidente era davvero, se non il paradiso in terra (che non può esistere) qualcosa che ci andava parecchio vicino. Stavamo bene, eravamo sia liberi che stabili, c’era la pace. Mentre di là si rischiava il lager per uno starnuto sbagliato. Il comunismo e la paura del comunismo dei nostri governanti fu una fortuna PER NOI.
La morte del comunismo, e quindi di un vero spauracchio politico alternativo (oggi si agita la paura del fascismo, ma è davvero creata ad arte: il fascismo è morto nel 1945 e non tornerà mai più) ha lasciato mano libera al potere.
Levati ai lavoratori quei pochi diritti acquisiti anche grazie al comunismo (o meglio, alla paura del comunismo) i governanti hanno importato i metodi della DDR: basti solo vedere il controllo di massa affinato (i nostri “microfoni dietro il muro” sono i nostri smartphone) o quei politici che arrivano a invitare alla delazione. Ultimamente il controllo di massa sta avendo un’impennata con lotta al contante e simili. Questa è pura DDR. L’Unione europea ha una forma di governo molto simile a quella sovietica: una casta di superburocrati non eletta dal popolo, ma in conclavi simili ai congressi del Partito Comunista. Paradossalmente il modello occidentale, addirittura reaganiano, è la Russia di Putin.
Qui però entra in gioco la natura umana: chi prende il potere e ne ha “troppo” e non bilanciato tenderà sempre al totalitarismo. Perché non lo vuole perdere. Non c’entrano più fascismo, comunismo e tutti gli “-ismi” che volete. È la natura stessa del potere.
Diciamo che i dittatori intelligenti “addolciscono” la medicina
Ma l’Europa è stata dominata da un avanzo di DDR. Ovvero dal punto più alto mai toccato dall’ottusità del potere.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

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