Pubblicato in: Bel Paese di merda, Le tasse sono una cosa bellissima, Neurodeliri

Non torneranno come prima

Quando le imprese cominceranno davvero a concentrarsi sulla trasformazione digitale, come pensate di trovarlo un lavoro? Ve lo siete chiesti?

No, le cose non torneranno come prima anzi, accelereranno ancora di più.

Come pagherete le cure ai vostri anziani? Che istruzione sarete in grado di dare ai vostri figli? E come e con che cosa sosterrete l’enorme debito che state accumulando?

Non lo sapete. Anzi stare costringendo altri a fare come voi pensando che sia moralmente accettabile, solo per convenienza.

Molti si prodigano a spiegarmi che anche il Giappone ha un debito pubblico enorme. Certo! Ma il Giappone ha una capacità industriale gigantesca e il debito pubblico è quasi solo interno. Il Giappone stampa gli yen.

Quello che sta per accadere è già scritto. Non è colpa del Covid-19. Solo che avete fatto tutti finta di niente. Qualche borbottio di qua, qualche lamento di la. Ma vi siete resi complici. Certo, non tutti, ma tanti. Di sicuro 14 mila forestali siciliani.

L’Italia, di fatto è entrata in recessione a metà anno del 2019,confermando il calo di produzione nell’ultimo trimestre 2019 ed entrando in recessione tecnica pre Covid all’inizio del 2020.

Adesso che il Covid ha messo in luce le fogne, ci si guarda in faccia tutti schifati. Oh, ma prima era sempre fogna!
Adesso c’è la corsa al debito. Prestiti, garanzie dello Stato, fondi, finanziamenti a fondo perduto… 10.000, 25.000, milioni, miliardi. Debiti. Lo Stato apre i cordoni con 55 miliardi racimolandoli sul mercato finanziario col cappellino in mano. I 400 mld sono un ricordo di gioventú bruciata. L’Europa ci deve aiutare perdio!

I debiti non sarebbero nemmeno un problema se venissero erogati per immettere denaro fresco in un sistema sano. Ma se possiamo usare come esempio l’Alitalia, capite anche voi che qualcosa non funziona. Sono debiti che serviranno per finanziare il NON cambiamento, per tornare come prima, per salvare il salvabile, per ignavia. Questo è il problema. Per questo l’Europa anglosassone non si fida, e ha ragione. I sondaggi che danno questo governo in crescita in termini di consenso, sono l’evidenza, la prova del 9.
Basta un bonus spesa di 50 euro, o una ricarica telefonica per comprare un voto. Allargando il concetto, basta promettere che tutto tornerà come prima e sono tutti contenti, anche i 14 mila forestali della Regione Sicilia.

Ma non tornerà tutto come prima, anzi, i cambiamenti saranno ancora più repentini. E non vi piaceranno. Fatevene almeno una ragione.

Questo lo sfogo su faccialibro· lo sfogo di Andreas Arno Michael Voigt che poi rincara la dose:

Si sta consumando la più grande tragedia socioeconomica che l’Europa abbia mai conosciuto. La distruzione dell’Italia.

Sono catastrofista? No. Sarà un processo di messicanizzazione velocizzato dal Covid.

Sapete cos’è?

Immaginate l’Italia fatta di centri di eccellenza economica, tipo Milano o centri più piccoli ma attivissimi come l’automotive modenese e il comparto biomedicale mirandolese. Questi centri difesi dalla polizia in assetto militare e tutt’intorno povertà. Povertà, violenza, degrado e mafia.

Le azioni della Bellanova di voler importare poveri coi voli charter per permettere ai ricchi di avere le fragole è la cartina di tornasole. Il fatto che sarebbe magari il caso di rivedere la filiera agroalimentare per permettere agli agricoltori di poter vivere dei frutti della loro terra e fare in modo che le fragole le possano mangiare tutti, quello casca in secondo piano.

Sarà come la Russia del dopo Gorbaciov. Tycoons ex politicanti che si prendono tutto. Poi la Russia è cresciuta ma la Russia è immensa e ha gas metano, petrolio oro, diamanti, carbone e ogni ben di Dio. E ha forza militare, è nel Consiglio dell’ONU come membro permanente e ha un governo stabile.

Questi qui invece, stanno portando l’Italia a sbattere, esattamente come i socialisti di Pedro Sanchez con Podemos stanno facendo in Spagna. Un disastro.

500 miliardi il Recovery fund. Ora sognano! A fondo perduto! Ma non raccontano che se mai si farà, ogni Paese UE dovrà contribuire ad alimentare il fondo in base al proprio PIL. 63 miliardi ora, per l’Italia. 63 miliardi che i contribuenti italiani pagano con le tasse, per averne indietro quanti a fondo perduto? Dicono 100, dicono. Sperano! Ma sulla base di cosa?

Tra l’altro, il fondo è una idea Franco-tedesca. Eh, questi tedeschi! Tutta colpa della Merkel no?

Chi è contro? Olanda, Finlandia, l’Austria… Quei soldi vanno restituiti.
Giustappunto, la responsabilità, la colpa…

Ma vi sbattono in faccia un Decreto Rilancio da 55 miliardi a pioggia spalmati su 400 pagine di vuoto assoluto. Ancora una volta si alza il grido tribale del comando: “Armiamoci, e partite!!!”. L’importante è che paghiate le bollette e le loro tasse, mica le vostre.

Vi hanno inchiappettato con la vasellina. Ma tra poco arrivano col sabbione. Vi compreranno per due tozzi di pane perché non avete liquidità. Avete le case ma le case non te le mangi a pranzo. Le banche oggi, son piene di immobili, le aste giudiziarie vanno a vuoto! Arriveranno i cinesi della Via della Seta e pagherete loro l’affitto.

E continuate a credere a costoro, fermi sui vostri principi di eguaglianza, fratellanza e libertà. Ragazzi, è tragico lo sapete?

Cambiare si può se lo si vuole. Va bene, si perderanno per strada un po’ di case. E allora? Volete mettere, la libertà?

Invece no, continuano a stringere il cerchio e voi zitti. Limitato l’uso del contante a 2000 euro e nel 2021 a 1000.
Nessuno dicon loro, per giustificarsi, gira con 1000 euro in tasca. E poi serve per controllare i flussi di denaro per combattere “il sommerso”.

Che con la limitazione del contante si sia distrutto un sacro principio di libertà al possesso non lo si discute. Eppure, libertà, eguaglianza, fratellanza.

Vi compreranno gli alberghi per un tozzo di pane. Vi recinteranno le spiagge. Voi andrete a lavorare nelle strutture ricettive per due euro, quelle strutture che erano vostre e la sera, fuori da coglioni per non disturbare i turisti stranieri. E se protestate, vi spegneranno la carta di credito e state a morire di fame mentre vi fate drogare dai telegiornali.

Non potrete permettervi neanche l’automobile per spostarvi liberamente. Tanto molti di voi già oggi non riescono a pagare l’assicurazione della macchina. E vi metteranno in concorrenza coi poveracci portati su coi voli charter dall’Africa. Il senegalese prende 3 euro l’ora? Voi quanti ne chiedete? Volete lavorare? Allora facciamo 2.5

Ed ecco la messicanizzazione.

Se ne parlava già negli anni ’70 ma era un tabú. Poi è arrivata la sbornia degli anni ’80. Son passati 40 anni ma alla fine, a furia di spingere, ci siete arrivati.

Anzi no! Ci siamo arrivati. Sono coinvolto pure io, mio malgrado.

Andate pure a votare. Ma se non cambiate voi, non succederà nulla di buono. Io sono cambiato. Io ho capito.

Aggiungo: sono incazzato.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

6 pensieri riguardo “Non torneranno come prima

  1. cazzate. enormi, spaventose, imbarazzanti cazzate.

    l’economia italiana è stata distrutta dal “miracolo economico degli anni ottanta”. che non è stato un miracolo proprio per il cazzo. semplicemente c’è stata una liberalizzazione selvaggia del credito a consumo per i privati. improvvisamente “tutti potevano permettersi tutto”. ed il manovale ha cominciato a credere di poter vivere come il borghese, ma è finito a pagare a rate anche la carta per il culo, creando un giro di inflazione degno di una dittatura del centro africa. in quel periodo è nato anche il mito del “piccolo imprenditore”, ossia dell’imbianchino con partita iva, che non ha potere di trattativa nei confronti né dei clienti né dei fornitori, che non risparmia, non investe, non cresce. tira semplicemente a campare tra un condono, un credito d’imposta e qualche lavoretto in nero. milioni di “piccole imprese” hanno creato un regime fiscale insostenibile (anche grazie al fatto che si è chiuso ben più di un occhio di fronte ad una situazione che era chiaro a tutti sarebbe finita nella tragedia – ma tanto, il conto l’avrebbe pagato “il prossimo governo”), che ha trascinato la nazione in un baratro di leggi sempre più comicamente specifiche, grazie ad una cultura di elusione ed evasione pervasiva, in cui se la legge non indica il caso preciso fino al quinto decimale c’è “vuoto normativo” e, allo stesso tempo, c’è “una burocrazia oppressiva”.

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      1. il cosiddetto “risparmio privato” ammonta principalmente ad una enormità di immobili, comprati (o, più comunemente, in corso d’acquisto, con debiti generazionali) a prezzi e condizioni completamente non realistiche, a cui le banche danno un altrettanto non realistico valore, perché sono quarant’anni che non fanno altro che mutui. l’eventuale scoppio della bolla immobiliare farebbe scomparire nel nulla i due terzi delle banche italiane e, con loro, le annesse obbligazioni, lasciando un cratere fumante nell’economia della nazione. l’investire nel mattone, prodotto di una inflazione così fragorosa che anche il peggiore dei prestiti pareva vantaggioso, ha lasciato prezzi completamente fuori dal mercato e case che (dato che l’acquirente ha passato un quarto di secolo a pagare rate proibitive) sono in condizioni disperate.

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        1. Sì, ma ai tedeschi ed agli olandesi questo non frega un casso. Guardano solo il numero puro. E vedono per l’Italì un numero più grande di Krucconia e si incazzano come una bestia.
          Glielo vai tu a spiegare?
          Poi c’è da fare il discorso simmetrico: debito pubblico e privato. Se li sommi, la tanto vituperata italì ne viene fuori benissimissimo, almeno stando a chi questi discorsi li incomincia, a partire da Tremonti, giusto per citare quello più “moderato” che ha sollevato la questione

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          1. ne viene fuori benissimo una ricca fava. l’economia italiana è alla canna del gas. e i vari governi, invece di fare qualcosa, continuano da una parte, ad elargire mancette, e dall’altra a pretendere che sia l’europa a tirare fuori i soldi. è chiaro che qualcuno in europa cominci a rompersi il cazzo dell’italia: è quello che succede nel nord italia con le varie casse del mezzogiorno.

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