Pubblicato in: Bel Paese di merda

Prudenti. Come serpenti

Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe

Vangelo di Matteo, 10:16

Questo passaggio m’è venuto in mente quando ho letto lo sfogo di Cristiano Nisoli

che su faccialibro sigmatizza così il trattamento “sanitario obbligatorio” recentemente inflitto a don Gianluca Loda:

Vedo che in Italia in fatto di totalitarismo non ci si fa mancare niente.

Va be’ dai, canta Bella Ciao che ti passa.

Lui citava questo sfogo. Che è uno sfogo, davvero. Ci sono alcuni passaggi in cui “sbava un po’”, ma tant’è

Vasco Rossi 13 h

[IL PARROCO BRESCIANO SOTTOPOSTO A TSO]

Così don Gianluca è stato prelevato e portato via. Per il reato di “diverso pensiero”.

A Castelletto di Leno (millecinquecento abitanti, provincia di Brescia) c’era una volta un parroco. Questo parroco si chiamava don Gianluca Loda e aveva una strana abitudine. Anzi, tre. La prima era quella di pensare con la sua testa, la seconda era quella di dire ciò che pensava, la terza quella di pensare cose piuttosto diverse da quelle imposte dal pensiero dominante.

Per esempio, nell’aprile del 2017 don Gianluca disse che in Europa è in atto un’invasione islamica pianificata, studiata e calcolata a livello mondiale, denunciò la profanazione di un presepio nella sua frazione, invitò a riflettere sulla crisi demografica, disse che i nostri governanti, a Roma come a Bruxelles, si allontanano sempre di più dalla vita concreta delle persone e si preoccupano solo della grande finanza, li invitò a riflettere sulla Brexit, denunciò l’arrendevolezza di fronte alla Turchia di Erdogan e, in polemica con il politicamente corretto che impone di fare l’elogio del dialogo, aggiunse: “Si dice che il confronto con altre culture e civiltà arricchisce; ed è vero. Però, mi permettete, non vorrei far cambio con la cultura e con la civiltà di nessun altro; mi sento contento della mia. Oggi lo posso dire ancora liberamente. Ma fino a quando?”.

Già. Fino a quando?

Le cronache ci dicono che don Gianluca di recente è stato prelevato dalle forze dell’ordine e portato in ospedale “per accertamenti”.

Ospedale? Accertamenti? E perché?

Perché giorni fa, in polemica contro le restrizioni imposte dalle autorità, il suddetto don Gianluca pranzò in piazza, all’aperto, insieme ad altre quattro persone (quattro operai arrivati da Treviso per realizzare alcuni lavori nella chiesa). Fu multato (quattrocento euro), ma mangiò all’aperto anche alla sera (questa volta da solo: una pizza) e tornò a rivendicare il diritto di pensare con la sua testa, senza cedere al clima di terrore.

Non solo. In precedenza, circa le restrizioni imposte alla Chiesa cattolica causa coronavirus, don Gianluca disse che le autorità ecclesiastiche sono “prone al potere”, che per il governo “noi cattolici contiamo meno del pallone, meno della Serie A… meno dei cani”. Poi, già che c’era, aggiunse riflessioni tipo che “i lombardi vanno bene al governo solo per spremerli con le tasse”, che “gli italiani vanno bene all’Europa solo per far funzionare il carrozzone dei marpioni della massoneria” e, dulcis in fundo, che “i cattolici vanno bene finché fanno opere sociali e tamponano i buchi dello Stato”.

Domanda finale di don Gianluca: “Secondo voi è un mondo che gira giusto?”.

Ora, specificando che non ho mai conosciuto don Gianluca e mai ho avuto occasione di parlare con lui, mi sembra di poter dire che le sue osservazioni, certamente espresse in modo alquanto diretto, non sono tanto strane.

Eppure…

Eppure, un bel giorno a casa di don Gianluca si presentarono la polizia locale, i carabinieri e i vigili del fuoco (mancavano solo i marines), i quali, dopo aver forzato una finestra, entrarono nella canonica (il che, se non ricordo male, si chiama violazione di domicilio), lo prelevarono e lo portarono in ospedale (il che assomiglia molto a un sequestro di persona).

Direte: ma la diocesi non ha protestato?

Volete scherzare? Certo che no. Anzi, la diocesi ha diffuso una nota nella quale si legge: “Alcuni comportamenti di don Gianluca Loda negli ultimi giorni sono frutto di un evidente disagio personale. In questo frangente, il vescovo e i suoi collaboratori, dopo un momento di ascolto e con la consulenza del medico curante, hanno concordato con don Gianluca di mettere in atto una serie di azioni per recuperare al più presto una condizione personale più serena. Nelle prossime settimane, pertanto, l’attuale parroco di Castelletto di Leno sarà assente dalla parrocchia e sarà accompagnato in un percorso di verifica e di sostegno che gli consenta un pieno ristabilimento”.

Ripeto ad abundantiam: non ho mai conosciuto don Gianluca e non so nulla del suo stato di salute fisica e mentale. Circa le dichiarazioni fatte nel 2017, sento di poter dire che mi trovo piuttosto d’accordo con lui. Idem per quanto riguarda le più recenti. E quanto al pranzo all’aperto, credo che non abbia infranto alcuna norma. Tuttavia, nei suoi confronti sono scattate queste che la curia diocesana molto carinamente chiama “azioni per recuperare al più presto una condizione personale più serena”.

Il caso di don Gianluca mi fa venire alla mente per analogia quello del signor Dario Musso, che a Ravanusa in provincia di Agrigento, lo scorso 2 maggio andò in giro per le strade della sua città con un megafono, invitando i concittadini a uscire, a riprendere le loro attività lavorative e a non cedere al clima di terrore.

Risultato? Il signor Musso fu intercettato dalle forze dell’ordine, gettato a terra, sedato, prelevato, portato all’ospedale di Canicattì e immobilizzato in un letto di contenzione. Un Trattamento sanitario obbligatorio, che dovrebbe essere autorizzato solo in casi di grave pericolo per la comunità e invece in questo caso è scattato per presunti sintomi di “scompenso psichico e agitazione psicomotoria”.

Molto bene. Ora lo sappiamo. In questo paese chi pensa con la propria testa, e dice quel che pensa, e pensa in modo diverso rispetto al pensiero dominante, da un momento all’altro, pur non avendo infranto la legge, può essere (usiamo le belle parole della curia bresciana) “accompagnato in un percorso di verifica e di sostegno che gli consenta un pieno ristabilimento”.

Non vi sentite più sicuri?

AMV

Al solito, uno non sa più se è una feic-nius, se è una velina di regime o cosa. Quindi ho chiesto alla papera di cercare qualche notizia su don Giacomo Loda. Escludendo per partito preso i giornalini filo-governativi che non danno notizie, ma interpretano la realtà con gli occhiali governativi, ho voluto dare un occhio ai giornali locali.

Da quanto riportano queste fonti locali (e prendendole per buone) don Giacomo mi sembra vittima della psico-polizia del politicamente corretto.

Certamente di questi tempi bisogna essere molto, molto accorti per non incappare nella sinistra psico-polizia. Quasi fossimo in Cina.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

10 pensieri riguardo “Prudenti. Come serpenti

  1. oppure è un pazzo pericoloso, o almeno in potente rompicoglioni, che per la filosofia per cui ogni bástian contrari ha automaticamente ragione in quanto “contro il mainstream” viene elevato a eroe.

    mi aspetto a breve articoli in cui pure il SignorNò passa la barricata da sciroccato spaccacoglioni a oppresso dal regime.

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      1. @Raphael realisticamente, no. non “vedremo cosa ne verrà fuori”. non abbiamo né probabilmente avremo mai delle informazioni sufficientemente affidabili ed imparziali per poter dare un giudizio sulla cosa.

        Piace a 1 persona

    1. Resta che se facessero un TSO a quel pirla del Signor Nò perché fa le foto dal terrazzino, sarebbe una violazione dei suoi diritti ed un abuso della legge sui trattamenti psichiatrici.
      Se il soggetto ha commesso un reato, lo si persegua. Il TSO è uno strumento *medico* estremamente delicato che poco si presta al mantenimento della pace sociale. Non è un sostituto dell’indagine penale.

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      1. (il SignorNò che urla e bercia che il suo intero condominio è nelle mani della Grande Cospirazione™ e che si accaniscono contro di lui perché guidati da (i poteri forti/i massoni/gli alieni – scegliere uno o più a piacere) e non perché sono anni che non paga il riscaldamento, qualche dubbio lo fa venire… ma è ben noto che egli è un complesso mix di “ci fa” e “ci è”).

        a maggior ragione. quanto è probabile che sia stato fatto il tso a qualcuno perché “lo ha detto il sindaco”? seriamente, forze dell’ordine, medici, l’ospedale hanno tutti quanti ubbidito?

        questo è il materiale di cui è fatto il complottismo. “erano tutti d’accordo” perché la Grande Cospirazione™ sono “tutti tranne me”.

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        1. Per il TSO due sono le volontà che contano: quella del sindaco e quella di un medico (che non è necessario sia psichiatra).
          L’ospedale, le forze dell’ordine, il prefetto, non hanno voce in capitolo.
          È effettivamente sufficiente trovare un medico e un sindaco particolarmente imbecilli, quindi la storiella “regge”. È anche vero che non succede molto spesso, in Italia, di vedere il dispositivo applicato in modo totalmente arbitrario. Soprattutto i medici tendono a metterci un po’ di serietà.

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          1. più o meno. in medicina c’è un codice deontologico. ce lo sbattono in faccia in continuazione (frequentemente per difendere una palese discrezionalità nella scelta dei trattamenti, dipendente solo da ideologie personali degli implicati). e tu stai cercando di dirmi che mandano un povero cristo qualunque a fare un tso, e questi, come dei priebke qualsiasi ubbidiscono bovinamente?

            ritornando al succo della discussione, tuttavia. il punto è che non abbiamo informazioni adeguate per capire se si è trattato di una misura eccessiva o di una misura necessaria: se leggo “il signor pallavicini ha subito un tso, perché credeva che il sindaco fosse un alieno”, posso pure immaginare che sia una misura eccessiva. ma, essendo la notizia incompleta, magari non so che non si trattava di un innocuo pazzoide che girava con il cartello “il sindaco è un alieno”, ma di un tutt’altro che innocuo piromane che ha ripetutamente appiccato il fuoco alla casa del sindaco giustificandosi con il fatto che è un alieno.

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        2. Sul terrazzinato, hai ragione che oltre al “ci fa” ci è anche un bel po’.
          Ma il trattamento obbligatorio dovrebbe, a rigor di legge, essere riservato a chi è pericoloso per sé e per altri: lui semmai è fastidioso.

          Giusto o sbagliato, d’accordo o non d’accordo che si possa essere, con la legge 180/78 si è deciso che il fatto di essere fastidiosi, strambi e disturbare lo status quo non era più condizione sufficiente per l’istituzionalizzazione.

          In pratica, la logica del sistema sanitario in tema di salute mentale è attulmente quella di far prevalere il diritto all’integrazione sociale sul diritto di non avere stramboidi che imprecano contro il cielo in giro per strada.

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