Pubblicato in: Bel Paese di merda

Di COVID non si muore più

Da infermiera voglio diffondere questo concetto che vi invito a diffondere.
Di COVIF non si muore più.
Si moriva a marzo/aprile per complicanze dovute ad errati protocolli di cura: il governo vietava le autopsie. Oggi i protocolli di cura sono efficaci, anche se nessuno ne parla.
Quelli che i telegiornali annoverano come morti di COVID sono persone positive decedute per altre patologie, nella migliore delle ipotesi.
I positivi asintomatici sono persone sane, non contagiose.
Il virus clinicamente non esiste più. Invito a spegnere la televisione ed accendere il cervello.
Via Sartori Andrea su faccialibro, dove aggiunge “Ci sono infermieri e medici comprati dal regime (quelli che obbediranno all’ordine di non fare autopsie) e quelli, coraggiosi, che dicono il vero”

Ed io aggiungo che se quel dittatoruncolo della mutua che fa “gonde” di nome istituisse un’altra serrata, io mi rifiuterò di obbedire

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

7 pensieri riguardo “Di COVID non si muore più

  1. basta con queste coglionate. davvero. il “non ve lo dicono” ha frantumato i coglioni, ma proprio li ha fatti sabbia. si capisce la proporzione della minchiata dalle prime frasi: il classico “da infermiera dico” (non scrivono più “sono un dottore”, perché a fare ricerche sull’albo sono ormai capaci tutti, e la figura di merda da “come capita che non sei nell’albo?” è garantita). sono tutte minchiate. non si muore più come all’inizio, intanto perché quelli che dovevano morire ormai sono morti; e poi perché il virus, sia che l’isolamento abbia effettivamente funzionato, sia che le mutazioni generazionali lo abbiano neutralizzato, circola evidentemente meno. se hai cento casi al giorno invece che cinquemila, è chiaro che puoi curarli con più attenzione. le autopsie non erano vietate, semplicemente erano in atto protocolli di sicurezza, per evitare di mettere a rischio il personale sanitario che, essendo sottodimensionato, rischiava pure di diventare un pericoloso vettore. siccome molti ospedali, semplicemente non avevano i mezzi per rispettare i protocolli di sicurezza non potevano fare le autopsie. peratro, cosa pensano che sarebbe uscito dalle autopsie? i protocolli di cura, nessuno ne parla, perché sono esattamente gli stessi che si usavano a marzo. ovviamente sul novantottenne con triplice infarto e il diabete, tendevano a funzionare meno bene. è ovvio che la gran parte delle morti di covid sono state conseguenza di altre patologie. quindi? sticazzi? lasciamo contagiare tutti e facciamo una bella operazione di igiene sociale? che razza di discorso da ebeti è? la storia degli asintomatici. poi, indica chiaramente che quello che ha inventato questa storia, non ha la più minuscola idea di come funzioni un virus.

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    1. No, i protocolli di cura non sono affatto gli stessi e me l’hanno confermato in molti che operano in sanità. All’inizio i trattamenti anziché alleviare la malattia la aggravavano.
      Ovvio, la mia non è una critica, non mi metto a fare il professorino col senno di poi.
      Questa l’ho condivisa perché l’ho sentita da più fonti che ritengo attendibili. Non ho certo la pretesa che tutti lo considerino oro colato.
      I cosidetti asintomatici non sarebbero persone che l’han fatto in forma lieve ed ora hanno il sistema immunitario attrezzato per rispondere al CoVid?

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      1. gli asintomatici sono, come suggerisce già il nome, quei soggetti che pure risultando positivi ai test per verificare la presenza di una certa patologia, non ne mostrano i sintomi caratteristici. il termine è ampio ed estremamente vago. si può essere asintomatici in quanto immuni naturali, per ragioni genetiche, ambientali o altresì. si può essere asintomatici semplicemente perché il test che rileva la presenza del contagio è eccessivamente sensibile o non sufficientemente selettivo, o perché la caratterizzazione dei sintomi di una certa patologia è incompleta. di conseguenza dire che un asintomatico non è contagioso è una minchiata prodigiosa.

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        1. Eddai DiGGì, mi fai una dotta ma compresibilissima dissertazione e poi me ne esci con un turpiloquio che mi vanifica tutto il discorso precedente.
          Di tutte le casistiche di asintomatici che hai elencato mi pare che tutte per un motivo o per l’altro non siano contagiose, chi per immunità che “tiene a bada” la riproduzione del virus, chi perché ne ha proprio pochino di virus nel sangue eccetera eccetera.
          Non me ne volere ma il tuo “di conseguenza” mi ***pare*** una implicazione non giustificata dalle premesse.
          Ma lo vedremo presto, al massimo tra due settimane: se non c’è un’iperbolica impennata di casi nell’area di Berlino dove nei giorni scorsi c’è stata una grossa manifestazione di gente assembrata e senza mascherine allora potremo ragionevolmente ipotizzare che l’asintomatico è poco/niente contagioso. Se invece l’iperbolica impennata di casi ci sarà allora l’asintomatico è verosimilmente contagioso.
          Ad maiora! 🙂

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          1. veramente praticamente tutti i casi elencati sono potenzialmente contagiosi. essere immune non impedisce di portare in giro la malattia. ci sono un sacco di casi di altre malattie in cui gli untori sono gente immune che ha contagiato qualcuno che immune non era. senza contare che l’asintomatico potrebbe essere perfettamente malato ma non mostrare sintomi per altre ragioni (come appunto indicato). quindi si, asserire che gli asintomatici siano innocui, a fronte di una ricerca su scala planetaria volta a determinare la natura della condizione e non ancora completata, è una completa minchiata.

            inoltre c’è una enorme differenza tra “asintomatico” e “sano”, anche se il testo originale vuole apertamente intorbidire le acque: un asintomatico risulta positivo ai test.

            l’assembramento senza mascherine, non ha nulla a che vedere con gli asintomatici – per quanto ne sappiamo, la gente assembrata sono semplicemente sani. in questo momento, in germania ci sono tipo ottomila casi verificati, su una popolazione di ottanta milioni di persone.

            sulla questione “turpiloquio”. è importante sottolineare e ribadire che una cazzata è una cazzata, in parole chiare. altrimenti, portare avanti il discorso rischia di dargli autorità.

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    2. Anzi, mi dicevano anche che quando hanno iniziato a fare le autopsie si sono accorti che i trattamenti fatti fino ad allora erano completamente sbagliati e che con le indicazioni raccolte dalle autopsie han migliorato di molto.
      All’inizio gli bruciavano gli alveoli già semicompromessi dalla trombosi capillare indotta dal covid

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      1. All’inizio gli bruciavano gli alveoli già semicompromessi dalla trombosi capillare indotta dal covid cazzate. ripetere a scimmietta le cose che presunti esperti raccontavano non la fa diventare vera. la terapia ammonta ad areazione forzata ed anti infiammatori esattamente come prima. la storia della trombosi capillare è una supercazzola. trovate qualche reale documentazione medica in proposito e poi ne parliamo. non “mio cugggino che fa l’infermiere”. qualcosa di pubblicato e revisionato.

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