Pubblicato in: Aborigenofobia, Due pesi due misure, Facce da gluteo

Un gran bel razzistone

Mi dicono che son fascio e razzista. Ma presempio pur non essendo un appassionato di Formula 1 ho sempre apprezzato le gesta di Hamilton e spesso l’ho visto in cima al podio.

Ma non avevo mai fatto caso al fatto che non fosse caucasico.

Avevo sempre e solo notato che fosse un gran pilota.

L’ho notato solo oggi, quando Marina Marina oggi su Facebook chiedeva:

Ma qualcuno di voi, a parte Formigli, aveva notato che Hamilton non è un bianco?
Solo i razzisti notano il colore della pelle

Ed io chiedo “chi, il pilota di Formula 1?” Poi due pezzi sotto mi trovo questo lungo discorso di Claudia Giulia Antonia che vi riporto nella sua interezza e con le foto qui sotto.

  1. Chi distingue le persone non per meriti o simpatie, ma in “nere” e “bianche”, mi fa tanto schifo e mi sa di abitante degli stati sudisti degli USA pre-anni ’60.
  2. Cosa penserebbe la gente se io scrivessi un post in cui, per esempio, parlando di Cristiano Ronaldo, dicessi che “il dio del calcio è bianco”? Mi arresterebbero.
  3. Non credo che Hamilton sia il dio dei piloti. Il dio dei piloti mi sa che è Mercurio.
  4. Il post avrebbe avuto un pochino di senso se a scriverlo fosse stata una persona nera o mulatta. Si potrebbe capire il senso di “orgoglio” e rivendicazione. Anche se lo avrei ugualmente classificato come “cavolata”, visto che la gente non si giudica per il colore della pelle, ma per i meriti (come ho scritto prima). Però il “campanilismo” è un po’ “capibile”. Ma scritto da una persona bianca è molto grottesco (Cosa vuoi dirci? Cosa vuoi intendere?).
  5. Hamilton non è nero ma mulatto (in foto la mamma, che è più bianca di Casper).
  6. Hamilton è inglese. Quindi imparagonabile con quello che vogliono intendere sotto sotto gente viscida come l’autore del post.
  7. Hamilton guida una Mercedes e fa pubblicità alla Hugo Boss. Ed entrambi questi marchi hanno avuto un legame molto stretto col regime nazista.
  8. Hamilton non porta a spalla la sua auto. È l’ “esecutore materiale” del lavoro intellettuale e pure manuale di un team, in stragrande maggioranza composto da bianchi (se vogliamo abbassarci al livello dell’autore del post e parlare di colori).
  9. I soldi che guadagna sono bianchissimi pure loro.
  10. Leggendo il post del signor Formigli, Hamilton, da ragazzo inglese, mulatto, di cultura e modo di vivere europeo, che è nato da una madre bianca e da un padre anch’esso mulatto e di cultura europea (il nonno di Hamilton viene dai Caraibi, non dall’Africa), ha vissuto, socializzato e studiato in Europa, viene declassato ad abitante della savana africana, che improvvisamente diventa re della Formula Uno. Fossi in Hamilton mi offenderei. Non tanto per la savana africana (luogo affascinante), ma per la mistificazione della realtà e la cancellazione del proprio albero genealogico, della propria storia personale, della propria cultura (Hamilton è culturalmente identico ad un qualsiasi ragazzo inglese e totalmente distante da un ragazzo africano). Lo capirà quando tutto questo “circo” finirà (i soldi che sta guadagnando ora, gli serviranno per curare lo psicologo fra qualche anno). (Claudia Giulia Antonia)

Formigli è un gran bel razzistone ecco cosa.

Finché ci sarà gente razzista come Formigli, non ci sarà mai una vera uguaglianza

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

2 pensieri riguardo “Un gran bel razzistone

  1. Narrazione Raf; non so se hai visto la narrazione per il vaccino scoperto da una azienda fondata dai discendenti di due migranti tedeschi. Narrazione tesa a far intendere che la gente sui barconi, e che al 99% la trovi o preda di farabutti o a fare a loro volta i farabutti, fosse come loro.

    Riguardo alla F1 posso dirti che oramai è stata snaturalizzata completamente, il bello della F1 erano i duelli al limite, i motori spinti al limite e le “sportellate” fra i piloti. A furia di volerla spettacolarizzare l’hanno trasformata un uno spettacolo soporifero. Oramai l’unico team competitivo è la Mercedes, gli altri son solo sparring partner per evitare che corra da sola. Non ci sono macchine comparabili con la mercedes, per quanto possa essere un bravo pilota è difficile vincere guidando un autocarro. Vedi gli inizi di shumacher in ferrari.

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    1. L’ho seguita svogliatamente la questione del vaccino. Oramai mi son convinto che – come dice un mio conescente – “tanto in un modo o nell’altro il covid ce lo becchiamo tutti”.
      Quanto alla F1, io ho ricordi mitici di Lauda alla TV al mare. La spiaggia quasi si fermava per assistere al GP. E poi anche Prost, Mansell, Senna, Piquet. Già ai tempi di Schumacher era chiaro che la macchina incideva pesantissimamente.

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