Pubblicato in: Germania

Dovremmo mischiarci

Grazie Andreas Arno Michael Voigt, grazie per la tua riflessione odierna sulle peculiarità italiane e tedesche. Ci voleva un italo-tedesco sereno come te per raccontarla!

Ad un certo punto scrivi che dovremmo mischiarci. Oh certo che dovremmo! Dovremmo, anzi dobbiamo rifondare l’Europa sulla cultura, incentivando tantissimo i semestri all’estero.

La mia proposta è che di far passare il primo semestre della terza e quarta superiore all’estero. Per più o meno tutti. Nel giro di una generazione si fa l’Europa delle persone e dei popoli e non quella delle banche

Per giudicare un popolo qualsiasi esso sia, devi conoscere e parlare la sua lingua, altrimenti cadi nello stupido pregiudizio.Una cosa che ho notato è che non esiste un tedesco che riesca a parlare un italiano perfetto. Lo senti subito che è tedesco. La morbidezza della lingua italiana al tedesco non è congeniale. Per contro, ho conosciuto italiani che parlano un tedesco cristallino, perfetto. Una di questi è Felicita Ratti. Niente accento, un Hochdeutsch degno di Goethe o Schiller.L’italiano se possiamo stereotiparlo in un unico soggetto (perché di italiani diversi ne esistono parecchi) è tutto nella sua meravigliosa lingua, è morbido, è gentile, è musicale, è armonico, quasi un’opera d’arte.I tedeschi, come tutti del resto, tendono a giudicare gli italiani secondo i propri parametri e secondo i propri modelli comportamentali. Se per un tedesco “Ein Befehl ist ein Befehl” (un ordine è un ordine) per l’italiano non lo è e non per incapacità di eseguire un compito ma perché dopo mille dominatori l’italiano ha inventato il vaffanculo. Persino “vaffanculo” è dolce, gentile, morbido e detto con una unica emissione di fiato. Ma quel vaffanculo, comunque, arriva dritto all’obiettivo e ignorarlo significa prendere 3 pere nei denti ai mondiali.E così per un tedesco la lingua italiana è ostica, non ne comprende le sfumature, fa fatica a comprendere la costruzione semantica anche dopo 10 anni di latino, si inceppa come una vecchia Luger. Nun je la fa.Mio nonno diceva che gli italiani non è vero che non lavorano, anzi, lavorano troppo. Non è vero! Gli italiani lavorano per amore. I tedeschi lavorano per dovere e responsabilità civile. Ecco dove sta la differenza.Io comincio ora a capire, dopo 40 anni vissuti in Emilia, che preferisco lavorare per amore. Forse ce l’ho fatta. Ma per un tedesco mica è facile capirlo. Cambiano tutti i paradigmi, cambia il modo di relazionarsi.Io non so quale sia il modello vincente e francamente nemmeno mi interessa saperlo. Io sono nato tra due Patrie, due lingue, ho due cervelli, posso seguire due modelli diversi e comprenderli entrambi ed è la grande eredità che i miei genitori mi hanno lasciato.Conosco i tedeschi meglio dei tedeschi e gli italiani meglio degli italiani. Ecco, tornando all’incipit, dovremmo mischiarci, perché ne uscirebbero solo cose belle e la smetteremmo di dare giudizi astrusi e senza cognizioni sugli altri (a proposito di un commento che ho letto poco fa).Io sono orgoglioso della mia metà italiana tanto quanto lo sono della mia metà tedesca. Certo, mi sento più vicino alle vicende italiche perché ho vissuto più a lungo in Italia e ho sposato una donna italianissima a cui la lingua tedesca non va giù proprio per niente, ‘na faticaccia! Delle vicende tedesche mi importa meno, tanto quelli son sempre uguali, hanno la loro rotta già stabilita e vanno avanti col pilota automatico, una noia mortale. Posso tornare in Germania ogni 10 anni, mi guardo in giro, è tutto più o meno OK e amen.In Italia no. È tutto un bordello. Cambiano pure i governi ogni scorreggia di topo. Cosa c’è di più bello? Il vaffanculo. Nessuno sa dire vaffanculo così. E lo puoi dire arrabbiato o ridendo ma rimane un gran bel vaffanculo. Boccaccio docet!Buona giornata a tutti.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

5 pensieri riguardo “Dovremmo mischiarci

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