Pubblicato in: Due pesi due misure, Facce da gluteo, Sinistro

Sulla parola “negraccio”

Ovvero della traduzione in Italiano Fiorentino della parola inglese “nigger”.

Anche il buon Shevatas ha scritto Sulla vicenda di Gina Carano raccontandoci come qualcheduno, magari giornalaio conosce così male la lingua del Bardo da tradurre erroneamente l’offensivo “nigger” con un politicamente correttissimo “persona di colore”.

La parol “nigger” per come viene usato negli US of America è incredibilmente offensiva e svilente.

Andrebbe tradotta con un ben più offensivo “negraccio” e temo che non sia sufficiente perché quando l’ho sentita usare il contesto, il tono e l’intenzione era quello che in fiorentino richiede l’aggiunta di uno strillato “xxx dimmerda!”.

Questo è uno dei campi in cui la lingua inglese è talmente manchevole da suscitare dolorosissimi fraintendimenti: noi abbiamo nero per il colore e negro, caucasico, mongolo per la colorazione della pelle.

L’inglese no. L’inglese non distingue il colore della vernice o di un oggetto da quello della pelle. Che ovviamente è una mera caratteristica fisica e nulla toglie alla dignità della persona. Una nota importantissima: i sinistri che che vogliono accusarmi di razzismo, prima di ricevere un sonoro invito a defecare dovrebbero notare che stimo talmente tanto il cardinale Sarah che vorrei vederlo Papa! E Sarah è negrissimo!

Cercando lumi su questa questione linguistica ho appreso dalla sinistra uichipedia che anche il concetto di etnia sarebbe sinistramente razzista ed una mera ed obsoleta classificazione antropologica (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Negroide).

Oibò ed allora perché giapponesi, cinesi eccetera reggono tanto male l’alcool da ubriacarsi con una birra?

E chissà perché tutte le medaglie d’oro del mezzofondo, della maratona eccetera sono prevalentemente vinte da africani.

Chissà perché, forse perché nonostante i sinistri la considerino obsoleta certe caratteristiche etniche hanno la brutta abitudine di essere reali?

Ho come l’impressione che ai sinistri il razzismo va bene e non deve essere chiamato così solo e soltanto quando va a favorire loro e i loro sodali. Ne avevo già scritto anni orsono in Discriminazione aborigena

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

Un pensiero riguardo “Sulla parola “negraccio”

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