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BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI DIRE CHE I DATI DEI MORTI COVID SONO FALSI

Non serve fare ragionamenti elaborati, bastano i dati ufficiali. Ci sto rimuginando da qualche giorno. Forse è il caso che mi dia una svegliata e veda di finirlo quel pezzo

Paolo Becchi

di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi, su Libero il 27 Marzo 2021

I 400 a 500 morti Covid al giorno che tutti pensano siano dei morti in più del normale, sono fasulli. Sono usciti i dati settimanali di mortalità totale (per tutte le cause) rilevati dall’Osservatorio Europeo (EuroMoMo
://euromomo.eu/graphs-and-maps) e l’indice per l’Italia è il più basso mai registrato in questo periodo dell’anno, anche rispetto agli anni come il 2019 o 2018, quindi anni pre- Covid. In altre parole, il numero di morti totali, per tutte le cause e non solo per Covid, è ritornato nella media (anzi leggermente più basso del normale per questo periodo dell’anno). Si muore nel complesso di meno da almeno due mesi. Non c’è più nessuna emergenza.

Entriamo nel merito dei dati. L’Osservatorio Europeo fornisce il totale dei decessi settimanali per l’intera Europa, mentre per i singoli paesi fornisce una stima, indicando una deviazione statistica…

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La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

6 pensieri riguardo “BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI DIRE CHE I DATI DEI MORTI COVID SONO FALSI

  1. bisogna avere il coraggio, dopo tre milioni di morti, di smettere di credere alla gente che vi dice quello che volete sentire, invece che quello che sta davvero succedendo. certo, è bello sentirsi dire che va tutto bene, che è tutto a posto. solo che non è vero.

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      1. selezionando accuratamente i dati, ottieni qualsiasi risultato tu voglia. sono trucchetti molto semplici. tipo “il numero di morti più basso della storia cristiana in questo periodo” dipende dal dettaglio banale che se ne sono morti molti più il mese passato, questo mese ne rimarranno, in generale, meno, anche tra quelli che muoiono. ma, se vai veramente a vedere i grafici di cui ai link, le notizie sono tutt’altro che buone.

        peraltro. nel secondo link nemmeno si parla del 2021 (“L’andamento dei decessi nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre per gli anni 2015-2020. Dati anticipatori per l’anno 2020 sulla Base dati integrata della mortalità giornaliera comunale”), a chiara indicazione dell’antichissimo metodo “butto giù una marea di dati, rilevanti o meno, tanto chi vuoi che si metta a guardarli”.

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        1. Io invece mi domando: se una malattia con una mortalità dello 0.5% causa 2 anni di crisi al sistema politico-economico occidentale, il prossimo vaiolo (mortalità 50%, aggiustata 35-40%) cosa farà? L’Apocalisse termonucleare? Il ritorno di Chtulu a cavallo dell’Anticristo?

          Dal punto di vista medico, 3 milioni di morti su 7 miliardi non sono niente. Gli oltre 15 milioni di morti l’anno per ictus non si notano neanche, ed è una patologia con un profilo di mortalità per età piuttosto simile.

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          1. intanto. casi di covid 150 milioni. morti 3 milioni → 2%, come già si diceva. scegliendo con cura i numeri puoi dire qualsiasi cosa.

            poi. mortalità e contagiosità non sono sinonimi. mortalità e capacità di debilitazione neanche. fare confronti incrociati non ha nessun senso.

            in ogni caso, se arrivasse una malattia contagiosa come le influenze e con una mortalità anche solo del 10%, l’intera razza umana sarebbe ridotta in ginocchio. probabilmente si verificherebbe un crollo della civiltà come la conosciamo. ma lo stesso succederebbe con una malattia contagiosa non mortale, ma con un decorso lungo e/o complicato.

            dai gente. non è difficile da capire: uno che muore di ictus è morto e basta. è solo un oggetto di cui puoi sbarazzarti nella maniera che ti è più pratica. anche durante l’eventuale decorso non serve nessuna misura particolare per gestirlo. posso mettere quello che sta morendo di ictus nella stessa stanza con l’ottantenne pluri-infartato e sotto dialisi. posso lasciarlo nel corridoio a morire come un cane. non cambia nulla per gli altri. non posso fare la stessa cosa con uno che ha una malattia contagiosa.

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