Pubblicato in: Novella bella

Carcasse

Sempre molto profondo Cristiano Nisoli, specialmente nella sua riflessione odierna che riporto qui sotto. Sono molto felice di averlo incontrato in rete. Temo che riflessioni come questa siano completamente incomprensibili alla gente che applaude Jenus.

Quando Aleksandr Solzhenitsyn parlò ad Harvard nel 1978, molti rimasero scornati. Il dissidente sovietico autore di Arcipelago Gulag, lungi dal magnificare l’Occidente liberatore, come ci si attendeva, ci spiegò quanto il nostro mondo fosse degenerato, decaduto, disgustoso, e destinato al nulla. La sua intuizione anticipava di un decennio o più quella di intere popolazioni dell’Europa orientale, che comprensibilmente felici all’inizio della caduta dei regimi comunisti, realizzavano presto quanto un occidente degenerato non fosse poi quanto loro speravano fosse. L’aver poi sofferto decenni di pensiero unico e propaganda alla quale pochi credevano li aveva immunizzati alle varie forme di propaganda della degenerazione occidentale. A tutt’oggi, tra gli accademici che conosco, i pochi che non abboccano come carpe sceme all’amo del pensiero ricevuto, con l’unica preoccupazione di mostrarsi il più conformisti possibile, sono o Russi o comunque dell’Est Europa.

La mia impressione è che abbiano realizzato che mentre il sistema comunista era coercitore violento ed intimidatorio, ma generava comunque dissidenti come Aleksandr Solzhenitsyn, il sistema occidentale facesse proprio marcire l’essere umano dal di dentro, producendo nuove generazioni di “vita indegna di vivere”, gente che posta roba tipo “Fedez ha tanto coraggio”.

Nei regimi totalitari c’è quello che pensi, e poi c’è quello che fingi di pensare. Nel nostro sistema, semplicemente, si è incapaci di pensare

Il comunismo distruggeva la libertà ma almeno non l’idea di libertà. l’Occidente postmoderno distrugge invece l’idea stessa di libertà, rimarchiandola come “poter fare quello che vuoi”. Questo, naturalmente, è esattamente il contrario di libertà, come la nostra civiltà aveva capito per millenni. Spiegava (se ricordo bene) Schopenhauer che io non sono libero di volere quello che non voglio, o non volere quello che voglio. Non esiste quindi nessuna “libertà di fare quello che voglio”. Paradossalmente, io sono solo libero di NON FARE quello che voglio fare, e fare quello che non voglio fare. Questa idea di libertà era già nota a Platone, quindi a Socrate, poi agli stoici (citofonare Imperatore Marco Aurelio), e fu sintetizzata dalla patristica alla Sapienza classica con la morale giudaico evangelica, nel concetto di peccato non come offesa al dio padrone, ma come malattia dell’anima che distrugge la libertà umana (“chi il figlio rende libero, è libero” vangelo di Giovanni). Scrive per esempio Agostino di Ippona: l’uomo probo, pur se schiavo è libero. L’uomo pervertito, pur se Re, è solo uno schiavo, perché ha tanti padroni quanti i suoi peccati.

Né si può dimenticare che dall’integrità morale procede, nella tradizione occidentale, la libertà politica. Ed un padre fondatore americano scrisse: il sistema di libertà che abbiamo creato funziona solo presupponendo un popolo profondamente morale.

Forse questo intendono i vari critici est europei del postmodernismo occidentale. Sotto il comunismo erano “schiavi” ma liberi da se stessi. Noi, pur credendoci re, siamo schiavi. Dire di sì a qualsiasi desiderio non è solo, per gli antichi, la peggior schiavitù, quella alla propria zoologia, ma anche agli altri, visto che il 90% dell’economia si basa sul controllo dei desideri. Ma credi davvero, sciocchina che segui l’influencer d’essere libera? Chi ha deciso che tu metta jeans ascellari oggi, ma inguinali 7 anni fa? Tu?

“Ma io penso che…”. Tu pensi? Ma se non sai nemmeno cosa significhi pensare!? Quando è stata l’ultima volta che hai pensato davvero a qualcosa, non dico per un giorno o nemmeno un’ora, ma per 7 minuti?

Niente, queste son solo considerazioni inattuali che vengono in mente andando su e giù per i canyon, osservando ossa di animali e carcasse sembrate da coyote ed avvoltoi, e pensando alla greggia che siamo diventati, quella di cui diceva il Leopardi “la tua miseria, io penso, non sai”. Gente talmente ignorante, talmente superficiale, talmente intellettualmente ottusa, da non trovare niente di strano nel fatto che il PM, naturalmente non eletto (la democrazia in Italia, se è mai esistita, di certo non esiste più dal 2011) e gran parte della sua maggioranza, prima considerano ingerenza intollerabile una nota diplomatica che ricorda all’Italia che una proposta di legge viola concordati bilaterali col loro stato (uno stato cui, tra parentesi, l’Italia ha rubato con le armi il 99.99% del territorio sovrano) dall’Italia liberamente sottoscritti, e poi, neanche 48 ore dopo, ingerisce negli affari interni di un altro stato, uno di quegli stati appunto dell’est Europa, che la nostra degenerazione rifiutano. La cosa mi preoccupa poi non più di tanto: dopotutto, nella storia, i degenerati non sopravvivono a lungo. La storia, come i canyon, è piena di carcasse.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

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