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accinandosi rischi la vita, ma è importante farlo perché proteggi i più fragili? Pa

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Vaccinandosi rischi la vita, ma è importante farlo perché proteggi i più fragili? Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

La prima cosa che dovrebbe sorprendere l’osservatore disincanto e libero da pregiudi ideologici è che nonostante la vaccinazione di massa in corso ci sia una esplosione di contagi soprattutto nei Paesi con più vaccinati come il Regno Unito. In questi giorni si è arrivati fino a 50mila casi al giorno in Inghilterra, ad esempio, e l’anno scorso in luglio erano meno di 1,000. È vero che si fanno circa 4 o 5 volte più tamponi dell’anno scorso, ma qui parliamo di 50 volte di più e anche rispetto a inizio anno l’aumento è impressionante

Questa mera constatazione fattuale solleva una prima domanda: i vaccini non dovevano servire ad immunizzare dal contagio? Possiamo dire che al momento, se questo era l’obiettivo, non è stato realizzato. Il paese più vaccinato al mondo è Abu Dhabi, con 70% circa vaccinati, anche più di Israele (56%) e UK (64%). Oggi il governo ha annunciato un nuovo lockdown parziale, perché i casi stanno salendo di colpo. Qualcosa nella narrazione ufficiale non torna.

Nel Regno Unito per ora il governo ignora l’aumento dei casi e non vuole richiudere perché i decessi sono pochi, ma anche a luglio 2020 i decessi erano quasi spariti. In Francia la mortalità è sotto la media, ma lo stesso Macron ha annunciato che entro un paio di mesi chi non è vaccinato non potrà accedere ai luoghi pubblici, inclusi anche i centri commerciali (per i supermercati dove compri da mangiare non è ancora capito se varrà il divieto per i non vaccinati). In alternativa si potrà fornire un tampone positivo negli ultimi tre giorni, ma mentre il vaccino è gratuito il tampone no, per cui in pratica per fare shopping o andare al bar, ristorante o palestra o teatro un cittadino dovrebbe spendere un centinaio di euro in tamponi alla settimana. Da un paio di giorni sono iniziate in Francia le proteste di piazza di massa, con video di barricate che bruciano che si possono vedere ad esempio qui https://rumble.com/vjv5mk-nuovi-video-dalla-francia-in-rivolta.html (ma non al TG). Da noi tutto tace, i grandi organi di informazione spingono il governo a fare come in Francia. Per fortuna Salvini e Meloni resistono.

Quello che sta succedendo è pazzesco. Si sta spingendo alla vaccinazione forzata di massa per evitare i contagi, quando proprio grazie alle vaccinazioni di massa i contagi aumentano. Ma vi è di più.

Un noto esperto, quotidianamente in televisione, in questi giorni ha dichiarato (citiamo parola per parola): “LA VACCINAZIONE VUOLE DIRE RISCHIARE LA PROPRIA VITA, perché la vaccinazione ha degli eventi avversi anche se molto limitati… ma questo lo vedo come un elemento favorente la vaccinazione, perché va vista in un ottica di solidarietà con gli elementi più fragili e la comunità…”. Cosa ha spinto l’esperto a dire “vaccinarsi vuole dire rischiare la propria vita?”.

Il fatto è che di vaccino si può anche morire. Ogni giorno si possano trovare nelle cronache locali almeno un paio di casi di persone sane, sportive anche, decedute improvvisamente per arresti cardiaci successivamente alla vaccinazione, come ad esempio questa infermiera di 49 anni, ovviamente vaccinata, per la quale la procura persino ha aperto una indagine, https://www.chietitoday.it/cronaca/miglianico-infermiera-trovata-morta-tamara-orsini.html ma i giornali che riportano il caso non menzionano l’ovvio sospetto, cioè il vaccino.

Non si tratta di casi isolati, come in Italia si vuol far credere. Se si va sul sito americano di VAERS (vedi qui https://vaers.hhs.gov/) i casi totali con reazioni avverse sono 400mila e tra questi quelli di morte a causa di vaccino sono arrivati ora (2 luglio) a 9mila.

A Washington due senatori Repubblicani hanno tenuto una conferenza stampa con alcune vittime dei vaccini e in particolare dei test sui vaccini tenuti questa estate da Pfizer e Moderna, portando al Senato la testimonianza di donne che hanno partecipato alla sperimentazione e adesso soffrono di sclerosi multipla. Hanno scritto una lettera aperta al CEO di Moderna, Steve Bancel, chiedendo spiegazioni del fatto che il 4% dei partecipanti ai test hanno poi sofferto di problemi neurologici (vedi https://www.ronjohnson.senate.gov/services/files/22F4DB50-66A2-4E40-8F74-50ABBA10A542).

Andrebbe notato che Moderna, una società che fino al 2020 era in perdita cronica da dieci anni, è aumentata da 3 a 85 miliardi di dollari in valore in borsa e Bancel personalmente ha visto la sua ricchezza crescere di circa 2 miliardi. Una donna che i senatori hanno portato ora in audizione al Senato USA, Brianne Dressen – apparsa anche su ABC news – dopo aver partecipato al test del vaccino Moderna ha invece accumulato 250mila dollari di spese mediche per sclerosi multipla susseguente alla vaccinazione sperimentale.

A questo proposito va ricordato che i vaccini Moderna e Pfizer sono stati autorizzati in via eccezionale, ma non ancora approvati perché l’approvazione richiede almeno due anni e test su animali, mentre in questo caso è stato fatto tutto in sei mesi e senza test animali. Inoltre, i partecipanti ai test sono stati seguiti solo per due mesi, per cui casi come quelli della signora Brianne Dressen che ha sviluppato sclerosi multipla successivamente, non sono stati contemplati nello studio. In parole povere, chi si è sottoposto l’estate scorsa ai test in base ai quali sono stati autorizzati è stato seguito solo due mesi e il fatto che ora si ammetta che il 4% ha avuto problemi neurologici (oltre a quelli cardiaci che appaiono nelle cronache) non è stato considerato nei test.

Si dirà che il vaccino però complessivamente protegge. Può essere, ma il calo dei casi dei decessi è dovuto ai vaccini o è stagionale? Anche l’anno scorso si era verificata la diminuzione dei decessi ma i vaccini non c’erano ancora. Intanto sia nel Regno unito che Israele i morti Covid (che sono pochi) ora sono in maggioranza tra i vaccinati. Qui, ad esempio, in questi giorni su uno dei maggiori quotidiani israeliani si leggeva che il 56% dei morti Covid sono vaccinati

In America il dato della proporzione tra vaccinati e non vaccinati morti non è facile da trovare, ma ad esempio in Massachussets si vede che ci sono 79 morti tra i vaccinati.

Se si analizzano i dati si vede che in aprile e maggio non c’erano morti, ospedalizzati e contagi tra i vaccinati, ma ora stanno salendo ovunque. Moderna e Pfizer insistono per una terza dose da fare entro l’autunno e quindi sembra che il vaccino abbia un effetto che forse dura solo pochi mesi. Nei test in base ai quali sono stato autorizzati non è morto nessuno, perché si è scelto un campione di gente sana per avere meno problemi evitando anziani e i malati. Quindi in base ai test non puoi dire se o meno il vaccino riduca la mortalità.

Al momento quello che si può dire è che la vaccinazione, per le persone sane e non molto anziane sta facendo danni senza offrire benefici. I vaccinati si ammalano di nuovo e muoiono anche loro come mostrano i dati citati. Affermare come fa l’esperto che “vaccinandosi rischi la vita, ma ne vale la pena perché proteggi i più fragili” è una tesi difensiva della strategia di vaccinazione che sembra dettata più dalla disperazione che dalla logica.

Le statistiche dicono che il 99% dei morti Covid aveva più di 64 anni in Italia, per cui su 60 milioni di italiani circa 50 milioni non sono mai stati a rischio Covid. Che questi 50 milioni si debbano vaccinare tutti obbligatoriamente o forzandoli in tutti i modi è solo un esperimento non esente da pericoli che non ha precedenti nella storia. Non era mai successo che si vaccinassero milioni di persone che non hanno rischio di malattia. È un esperimento, sulla base di vaccini autorizzati senza passare per le procedure normali di test dei farmaci. Anche la tesi del “sacrificarsi” per gli altri è smentita dal boom questo mese ovunque dei “contagi” (versione “Delta”). Un sacrificio inutile perché gli altri si ammalano lo stesso e io rischio la mia vita per niente.

In buona sostanza, una persona diciamo sotto i 60 anni e in salute non ha motivo per vaccinarsi andando incontro ad alcuni rischi che sono ormai documentati a livello cardiaco e anche neurologico e che vanno da allergie e malesseri vari fino a casi di paralisi, cecità parziale e disabilità e morte. Il fatto che i casi seri di “evento avverso” capitino a una persona su 5mila e i media ne parlino poco fa sì che non lo noti nella normale vita quotidiana (anche se noi personalmente ne abbiamo conosciuti alcuni).

Di solito però un farmaco che causi 50 o 100 morti viene sospeso e qui siamo ormai nell’ordine di 20mila morti tra America ed Europa ed altri Paesi susseguenti alle vaccinazioni AstraZeneca, J&J, Moderna e Pfizer (per non parlare di Sinovac che in Cile e Asia ha fatto danni ancora maggiori).

La vaccinazione degli anziani e dei malati fragili, visto che non si vogliono proporre cure come l’idrossiclorochina e ivermectina, può avere senso. Ma per il resto della popolazione che non è veramente e non è mai stata a rischio Covid, la logica della vaccinazione non ha un senso medico, serve solo a garantire profitti miliardari alle multinazionali del farmaco.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

6 pensieri riguardo “accinandosi rischi la vita, ma è importante farlo perché proteggi i più fragili? Pa

  1. “quando proprio grazie alle vaccinazioni di massa i contagi aumentano”. le vaccinazioni di massa aumentano i contagi? improbabile quanto meno. nel caso peggiore non servono ad una fava. magari, senza le vaccinazioni di massa, a questo punto si brucerebbero i morti ai lati della strada. non si più realmente dire: qualunque affermazione in proposito, è automaticamente una minchiata, perché non si può verificare il contrario.

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  2. poi. seriamente. vorrei credere che ci troviamo davanti al classico sempliciotto che ha letto una cosa, non l’ha capita ed ha preso cazzi per palazzi, tipo la storia dei feti abortiti. però il sito https://vaers.hhs.gov/ , per farti vedere i dati, ti fa clickare diverse volte su un riquadro che dice “While very important in monitoring vaccine safety, VAERS reports alone cannot be used to determine if a vaccine caused or contributed to an adverse event or illness” in quanto si tratta di un servizio di segnalazione. i dati non sono nemmeno verificati. quindi, ancora una volta “scenari economici” spaccia apertamente in malafede una cazzata.

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      1. quindi il conto dice che chiamata stretta, tra i vaccinati, quelli si ammalano sono leggermente meno in quattro fasce su sette. meglio che niente. ci sarebbe anche l’interessante indagine sociologica a riguardo dei comportamenti: non è che i non vaccinati si sono ammalati meno perché sono rimasti tappati in casa, mentre i vaccinati uscivano?

        poi ci sarebbe da capire quanti di questi sono gravi, rispetto a semplicemente positivi al tampone. e si potrebbero fare infinite congetture di discutibile valore scientifico su quanti di questi sarebbero gravi, se non fossero stati vaccinati.

        in parole povere, sono dati inconclusivi ben lontani dal provare che “vaccinandoti ti ammali”.

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        1. Vero. Però con questi dati non mi pare si possa sostenere che “vaccinandoti non ti ammali” e neanche che “vaccinandoti freni la diffusione della malattia” (beh, per questo ho altre fonti che ora non riesco a pubblicare)

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        2. “vaccinandoti non ti ammali” è tra caso molto speciale e vera e propria balla: generalmente i vaccini producono una infezione asintomatica breve, o riducono notevolmente la durata e l’intensità dei sintomi. riducendo la durata e l’intensità dei sintomi, automaticamente riduci l’ampiezza della diffusione. riducendo l’ampiezza della diffusione il patogeno ha vita dura, ed eventualmente si estingue.

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