Pubblicato in: Fascisti

Domandina storica

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Domandina storica: chi ha vietato il porto d’armi libero in vari paesi occidentali?

Risposta: in Germania baffetto; in Russia baffone; in Italia scucchione di Predappio.

Approfondimenti storici: cosa imposero i Romani agli Iceni (quelli dell’eroica Boudicca o Boadicea che dir si voglia) dopo averli massacrati? Di non portare armi.

E cosa impose Meiji Tenno ai suoi sudditi, in ispecie Samurai, per evitare che protestassero contro l’imposizione forzata di abitudini occidentali e la distruzione di tutto l’antico apparato Giapponese del Bushido? Di non portare armi.

Perché checché ne dicano i sinistronzi, “fascista” non è portare armi per un civile; tirannico, anzi fascista è imporgli di non portarne, perché significa rendergli impossibile il difendersi dai soprusi del malvagio al potere

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

10 pensieri riguardo “Domandina storica

  1. Non solo agli Iceni, il divieto di portare armi per i non Romani era generico.
    Grazie di averlo ricordato, vado un po’ OT per darti una mia (sì, non solo mia) deduzione derivata da questa norma. Riguarda il mestiere di Giuda Iscariota. Quando Gesù viene arrestato, Giuda è accompagnato da uomini in armi che, appunto perchè armati, per le norme romane non potevano essere dei Giudei. La cosa porta a dedurre che Giuda e i suoi colleghi fossero ausiliari dell’esercito romano. Anche su come è morto (v. Atti 1:18, ti lascio la sorpresina. Io mi sono basato sulla Nuova Riveduta, la trovi sul sito laparola-punto-net), ricorda molto un suicido militare romano.

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  2. la considerazione sulla libertà di portare le armi ammonta a tutta una serie di questioni intorno alla filosofia del diritto – nominalmente c’è il rischio di trasformare la sentenza per ogni reato in condanna a morte.

    poi c’è la questione pratica che la gran parte della gente non è particolarmente abile ad usarle, probabilmente meno del balordo contro il quale potrebbero essere utili, ed il fatto che sono decisamente pericolose, per metterle in mano a milionate di dilettanti.

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    1. La questione dell’abilità è capziosa: se l’accesso è difficile, anche la possibilità di fare esperienza e pratica nell’uso sarà limitata. Ergo, sarà limitato il livello generale di competenza.

      È come dire che andrebbero vietate le auto perché nessuno di coloro che prendono la patente ha mai guidato prima e non è molto bravo a farlo.

      Tra l’altro, le auto sono molto più pericolose e chi le usa è tendenzialmente molto poco abile a farlo.
      Se si pretendesse lo stesso livello di competenza alla guida (compreso certificato di idoneità psichica e fisica) che si richiede per il tiro sportivo, la maggior parte delle persone andrebbe in bicicletta.

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    2. cinque al sei per la battuta, tre per la logica: l’automobile è pericolosa per la sua natura di oggetto pesante facilmente accelerabile, ma è di per sé, progettata per essere il meno pericolosa possibile. la pistola è letteralmente progettata per essere letale. uccidere una persona con una automobile è possibile. uccidere una persona con una pistola è facilissimo (chi ha fatto il militare ha potuto apprezzare che qualunque idiota diventa notevolmente efficace nell’usare un’arma da fuoco in pochi giorni).

      però, mi sono spiegato male. la mia padronanza della lingua a volte mi tradisce. quello che intendevo è che il balordo medio sarà (essendo un balordo) molto più propenso e disponibile a sparare a qualcuno di quanto non lo sia una persona normale, da cui, nel confronto balordo vs. vittima, che la vittima abbia una pistola rischia di aumentare, invece che diminuire, la probabilità che l’assalto finisca con la vittima cerchiata di gesso sull’asfalto.

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      1. Sul piano della disposizione psicologica sono d’accordo. Ci sono anche studi di psicologia sociale in questo senso, fine anni ’90/inizio ’00.
        Anche dal punto di vista della disposizione a portarle, le armi: non credo che se fosse “facile” torme di persone normali si precipiterebbero in armeria. Ma è una mia sensazione.

        Io il militare non l’ho fatto per una questione anagrafica, ma tu che hai avuto modo di vedere dal vivo cosa significa imparare ad usare un’arma confermi quindi che non è richiesta chissà quale predisposizione o abilità. In questo senso l’argomento che mi pareva tu stessi ponendo mi è sembrato malposto. Dopodiché, stavi dicendo un’altra cosa quindi ho scritto parole inutili.

        L’automobile, per quanto progettata per una sempre maggiore sicurezza, ammazza molte più persone (circa 36.000 contro circa 27.000) delle armi anche in quei paesi come gli USA piuttosto “allegrotti” nell’uso della forza letale e con codici della strada e polizia stradale molto più “cattivi”.
        In parte perché è molto più complicata da usare, in parte perché a differenza di una pistola, che anche l’utilizzatore concepisce immediatamente come “oggetto che serve ad uccidere”, l’automobile non viene vista così.

        Non credo si tratti di una mera questione di “è pesante ed accelerato, la fatalità ci scappa per forza”. I mezzi fa da cava o gli autoarticolati sono ben più pesanti e difficili da usare, ma ammazzano meno gente.
        Un po’ per ancora maggiori controlli, un po’ perché il conduttore, sebbene non si parli di pozzi di scienza, è molto più responsabilizzato e consapevole.

        Questo vale per i Paesi civili, ovviamente.

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        1. no, aspetta. imparare ad usare un’arma da fuoco, nel senso stretto di “le munizioni vanno in quel buco lì, il proiettile esce da quell’altro buco, e premendo questo fa bum” richiede praticamente solo la padronanza della postura bipede e l’uso del pollice opponibile. e tirare nella generale direzione del bersaglio richiede solo una vista mediocre. ma non è che uno diventi competente nell’uso delle armi da fuoco in un pomeriggio, né tantomeno in un pomeriggio guadagna la freddezza e la stabilità per usare la forza letale in situazioni di stress e/o di pericolo. (senza contare che, fortunatamente, la gran parte degli esseri umani non sono omicidi, e quindi, anche di fronte un pericolo grave, probabilmente non sarebbero istintivamente in grado di usare forza letale).

          il confronto tra incidenti d’auto e morti per armi da fuoco cade nell’errore logico di quantità: anche in un posto in cui tutti hanno una pistola in tasca, la gran parte della gente non maneggia armi da fuoco per al giorno, mentre un’ora o due di automobile al giorno sono la normalità in qualunque città. così come gli incidenti con mezzi da cantiere sono più rari un po’ per la maggiore competenza degli implicati, ma principalmente per la enorme differenza numerica.

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