Pubblicato in: Confronti - comparisons, Facce da gluteo

Sotto traccia

Credo che la questione centrale di questi giorni sia sotto traccia. Mi spiego.

C’è un articolo del New York Times (Vaccine Makers Are Asked to Expand Safety Studies on Children) che parla della richiesta della FDA , l’agenzia del farmaco statunitense, a Pfizer e Moderna, di aggiungere altri 3000 bambini da 5 a 11 anni al proprio campione per testare i vaccini anticovid per i bambini sotto i 12 anni.

Vaccini che si stima saranno pronti per l’autunno (non dubito che diverranno poi praticamente obbligatori anche in Italia).

Si apprende così che la richiesta di test è stata presentata a Marzo per un totale di 4500 bambini divisi in due fasce d’età (due gruppi fino a 5 anni e uno da 5 a 11 anni).

Va bene, non fa testo, ma ad esempio il vaccino antipolio fu testato per diversi anni su 1,8 milioni di bambini. Altra storia, non paragonabile. Ma il problema è altrove…

Il problema è nel modello di fondo. Il modello legato al binomio profitto privato e monopolio (o duopolio). Pfizer dai soli vaccini covid prevede incassi in un anno di oltre 26 miliardi di dollari (su un totale di 70). Moderna, già messa in discussione nel passato per la scarsa trasparenza, otterrà 8 miliardi di dollari di incassi, ma pagherà le imposte in Svizzera, mentre i suoi brevetti sono depositati nel paradiso fiscale del Delaware (ovviamente parte dei profitti finiranno in quel paradiso fiscale). Anche Pfizer disperde i propri profitti fra le varie sedi che pagano ridicole percentuali di imposizione fiscale (Delaware, Lussemburgo) o non pagano affatto imposte (come nel caso della succursale olandese). Quindi il dilemma resta sempre legato alla contrapposizione fra profitto e interesse generale. Perché di rado le due cose possono coesistere serenamente. E se questo accade è grazie a garanzie, codici etici, coinvolgimento del pubblico, di ricercatori indipendenti etc. etc. Insomma il controllo dello Stato sul privato. Eppure negli Usa un membro del comitato pubblico per i vaccini deteneva 10 milioni di quote azionarie di Moderna. La punta dell’iceberg di tutta una serie di inevitabili intrecci fra pubblico e privato. E questo, sia chiaro, al netto di tutte le vite salvate dai vaccini e dalla ricerca. Ma non si può comunque mettere la polvere sotto il tappeto. Quando, poniamo, in autunno / inverno, sarà autorizzato il vaccino sui bambini fino a 12 anni e magari sarà reso obbligatorio per la frequenza in presenza, senza volerne contestare né l’efficacia, né i presupposti, siamo sicuri che lo Stato, gli Stati avranno reso un buon servizio di controllo e garanzia per i propri cittadini più piccoli, ritenendo sufficienti test svolti per pochissimi mesi un campione internazionale di circa 7500 bambini? Siamo sicuri che gli Stati non siano oggi sempre più proni al potere del capitale e del profitto e sempre meno in grado di stabilire regole che governino, anche in una situazione di grande emergenza, il rapporto fra salute e profitto privato di un oligopolio statunitense?

Non si tratta di questioni mediche, ma politiche che ormai nessuno sembra porre, dando per scontato che il sistema debba funzionare soltanto in questo modo. E che si debba ricorrere ad una comunicazione divisiva e irrazionale, che non aiuta a comprendere da un lato l’efficacia dei vaccini e dall’altro la presenza stabile, sicura, dello Stato al fianco dei cittadini, ampliandone le garanzie, specie per quelli più deboli. E non solo di questa ricca ed efficiente parte del mondo. Non intendo scatenare reazioni di sorta, ma riflettere su un aspetto che a mio avviso spiega molte delle resistenze istintive, spesso irrazionali, a quanto sta accadendo. E che nessuno ha intenzione di affrontare, assecondando così perplessità e dubbi. Destinati inevitabilmente a crescere man mano che ci si avvicinerà ai bambini al di sotto dei 12 anni.

Da ultimo vorrei anche ricordare che i ricercatori che han creato i due principali vaccini anti-polio, malattia veramente molto più pericolosa del COVID-19, Jonas Salk e Albert Bruce Sabin si sono rifiutati di brevettare i loro vaccini.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

13 pensieri riguardo “Sotto traccia

  1. in pratica, giorno nuovo palla nuova. prima non era sicuro, ora ci sono dietro oscuri interessi economici. duh. quindi la gente lavora per soldi e non per il bene dell’umanità. sono scioccato, ci vorrebbe una bella rivoluzione comunista.

    in una nota: brevettare una cosa, implica spiegare come è fatta. quindi il brevetto, in genere è la “ricetta” (più o meno offuscata) della cosa. il che vuol dire che il governo X, se decide, può prendere la ricetta e pulirsi il culo con il resto del brevetto (volendo può farlo anche una azienda, ed eventualmente combattere il tribunale la validità del brevetto – succede ogni giorno). se, invece, il brevetto non c’è potresti non avere nemmeno la ricetta. senza contare che nulla impedisce di regalare una cosa brevettata, e nulla impedisce di vendere a peso d’oro una cosa che non lo è.

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  2. Ai tempi del vaccino anti polio, non c’era tutto questo sudiciume del profitto: l’obiettivo era sempre e solamente il benessere della persona.

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    1. non credo che tu viva nello stesso pianeta in cui viviamo noi: una delle prime aziende farmaceutiche implicate nella produzione del vaccino anti polio, finì in uno scandalo perché il vaccino aveva un difetto che ha causato una certa percentuale di vittime, importante abbastanza da far partire una indagine con il conseguente ritiro dal mercato del prodotto.

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      1. Stai facendo confusione con il medico che scopre la cura, e non vuole brevetti che gli avrebbero portato milionidi dollari, per seria ideologia ed integritá morale oltre che medica, e la/le casa/e farmaceutica che producono il farmaco, quindi profitto con minima spesa e relativi controlli di qualitá, ergo niente di nuovo sul fronte occidentale (se hai letto il libro cogli al volo la metafora, se non lo hai letto, leggilo)

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      2. stai facendo confusione tra il fatto che una cosa il prodotto un singolo autore, che quindi può decidere e disporre quello che vuole, e il prodotto di un centro di ricerca in cui ogni singolo implicato ha fatto la sua parte, ma nessuno può (generalmente anche contrattualmente) prendersi la paternità di alcunché.

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    2. Essù… i bei tempi andati di una volta in cui si scalpellava il cervello degli scassapalle cronici e si vendeva sapone radioattivo contro le rughe anche no magari…

      Sabin e Salk hanno regalato il brevetto dell’antipolio. Questo fa loro onore.
      Ma Sabin e Salk non avrebbero potuto elaborare un vaccino come il Pfizer-Biontech in 10 vite lavorando 25 ore al giorno.

      Esattamente come Watson e Crick hanno raggiunto il limite tecnico assoluto della tecnologia del loro tempo per scoprire il DNA (con una certa dose di culo), ma il progetto Genoma Umano ha richiesto centinaia di miliardi, migliaia di ricercatori e decenni per sequenziarlo. E non sarebbe mai stato possibile senza “quegli stronzi di big pharma”.

      Stiamo, tutti, gradualmente perdendo il contatto con la complessità in cui siamo immersi. Non è più il 1800, dove la gran figata era inventare un modo per sintetizzare la gomma.

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    3. sempre molto comico questo confronto con il vaccino antipolio, tra l’altro. visto che è uno dei vaccini che ha dimostrabilmente causato più vittime. certo. molte meno vittime di quante ne avrebbe causate la polio senza vaccino, ma se si usasse il metro dei moderni sciroccati, staremmo ancora qui a testarlo, o forse sarebbe stato vietato. però chissà che evoluzioni nella tecnologia delle sedie a rotelle.

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          1. Allora non eri obbligato. Non diventavi un paria sociale. Non ci cacciavano dal lavoro. Era una malattia invalidante, molto più pericolosa del Covid. Ma non obbligavano tutta la popolazione a partecipare alla sperimentazione come di fatto puntano a fare ora. Non voglio far la fine di Illi che si è fatto il vaccino sperimentale e poi quando esce quello che funziona davvero non posso farlo perché hanno interazioni strane

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            1. cazzate. hanno scelto delle scuole negli stati più poveri e vaccinato a tappeto. e tanti saluti. quando è uscito il vaccino, uno dei produttori aveva fatto qualche cazzata, e sono rimasti mezzi storpi a bizzeffe, più un certo numero di morti.

              (quindi adesso abbiamo una balla nuova. è che il vaccino è sperimentale, ne uscirà uno “vero” e quindi si aspetta quello. assolutamente credibile).

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