Pubblicato in: Facce da gluteo

Lo dicono

Un articolo de The Lancet sostanzialmente dice no all’inoculazione di una terza dose di vaccino anti-Covid. Non è che le cose non le dicono, le dicono eccome, è che le voci discordanti rispetto alla narrazione ufficiale sono coperte dal frastuono dei virologi di regime.

Lo trovate su http://doi.org/10.1016/S0140-6736(21)02046-8 che punta a https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(21)02046-8/fulltext che era già stato archiviato da altri su https://archive.is/fMMu0.

Ecco qua il sugoso PDF. In inglese,

La chiosa apre blandendo le tesi vacciniste. Leggete:

The vaccines that are currently available are safe, effective, and save lives. The limited supply of these vaccines will save the most lives if made available to people who are at appreciable risk of serious disease and have not yet received any vaccine. Even if some gain can ultimately be obtained from boosting, it will not outweighthen the benefits of providing initial protection to the unvaccinated. If vaccines are deployed where they would do the most good, they could hasten the end of the pandemic by inhibiting further evolution of variants. Indeed, WHO has called for a moratorium on boosting until the benefits of primary vaccination have been made available to more people around the world.18 This is a compelling issue, particularly as the currently available evidence does not show the need for widespread use of booster vaccination in populations that have received an effective primary vaccination regimen

Nel finale infatti esordiscono con

I vaccini attualmente disponibili sono sicuri, efficaci e salvano la vita.

per una arbitraria definizione di “sicuri” e di “efficaci” mi verrebbe da aggiungere, come usavano dire certi docenti universitari.

Il mio invito è quello di leggere il più possibile da The Lancet ossia dalle fonti attendibili.

Per esempio cercando di “Covid cure” solo sul Lancet si trovano cose interessanti, come il fatto che gli anti-infiammatori non-steroidei, iboprofene in primis, sembrano esacerbare i sintomi. E l’ibuprofene è il principio attivo di un sacco di medicinali, il Lasonil, il Fluibron, il Moment, oppure il Nurofen. Voi che li guardate ancora, le dicono queste cose ai telegiornali?

Oppure che budesonide in aerosol nelle fasi iniziali sembra dare benefici (vedi anche https://www.thelancet.com/journals/lanres/article/PIIS2213-2600(21)00171-5/fulltext). Altro che tachipirina e vigile attesa.

Oppure che la vitamina D ha effetti benefici. Lo dicono? L’articolo è di oltre un anno fa…

In attesa dei risultati di tali prove, sembrerebbe incontrovertibile promuovere con entusiasmo gli sforzi per raggiungere le assunzioni di riferimento di vitamina D, che vanno da 400 UI/giorno nel Regno Unito a 600-800 UI/giorno negli Stati Uniti. Questi sono basati sui benefici della vitamina D per la salute delle ossa e dei muscoli, ma c’è una possibilità che la loro attuazione potrebbe anche ridurre l’impatto della COVID-19 nelle popolazioni in cui la carenza di vitamina D è prevalente; non c’è nulla da perdere dalla loro attuazione e potenzialmente molto da guadagnare.

Da https://www.thelancet.com/journals/landia/article/PIIS2213-8587(20)30268-0/fulltext, tradotto con www.DeepL.com/Translator (versione gratuita)

E cosa dire dell’invermectina? Leggete

In sintesi, i nostri risultati supportano l’ipotesi che IVM abbia un’attività antivirale dipendente dalla concentrazione contro la SARS-CoV-2 e forniscono indicazioni sul tipo di valutazioni da considerare nella valutazione dei farmaci antivirali per il controllo della COVID-19. Gli studi di follow-up per confermare i nostri risultati e per identificare l’utilità clinica di IVM nella COVID-19 sono giustificati.

Da Antiviral effect of high-dose ivermectin in adults with COVID-19: A proof-of-concept randomized trial Tradotto con http://www.DeepL.com/Translator (ed archiviato su https://archive.is/hxRRE)

Che dire? Dosi superiori a 160ng/ml di sangue sembrano avere effetti positivi. Ora pagherei volentieri una birra a chi riesce a tradurmelo in dosaggio da assumere…

Stando poi a COVID-19: combining antiviral and anti-inflammatory treatments (archiviato su https://archive.is/4eN5x) anche il Olumiant – Baricitinib è promettente:

Sia la malattia da coronavirus 2019 (COVID-19) che la sindrome respiratoria acuta grave (SARS) sono caratterizzate da una risposta infiammatoria sovrabbondante e, per la SARS, la carica virale non è correlata al peggioramento dei sintomi.
….
Baricitinib è stato identificato come un inibitore di NAK, con un’affinità particolarmente elevata per AAK1, un regolatore fondamentale dell’endocitosi mediata da clatrina. Abbiamo suggerito che questo farmaco potrebbe essere utile per contrastare le infezioni da SARS-CoV-2, a condizione che sia sottoposto a test clinici appropriati.

Poi ci sono gli studi che non mostrano effetti rilevanti. Ma la questione non è questa. La questione è, Internet esiste ed è uno strumento stupefacente se usato nel modo corretto. Usatelo nel modo corretto!

Andate alle fonti. E salvatevi una copia di tutto il materiale interessante.

Meglio due, anzi tre. Una copia nel computer, una su un dispositivo esterno ed anche in servizi online come archive.is o archive.org cui giovano sempre donazioni.

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

10 pensieri riguardo “Lo dicono

  1. Pingback: blissandlove
  2. un articolo (quindi vuol dire poco) ma è su lancet quindi principio di autorità, è vero per forza. poi. la gran parte degli articoli è ad un livello tecnico alla portata di pochissimi, ed è estremamente facile estrapolare le quattro righe che sembrano confermare il pregiudizio del giorno, specialmente se il resto, che poi magari dice l’esatto contrario, serve una risma di lauree per capirlo veramente.

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    1. no. non è “risalire alle fonti”. è dire “è vero perché è scritto su the lancet”. ma ogni pubblicazione scientifica diventa “vera” non quando viene pubblicata, se pure su una testata autorevole, ma quando un numero sufficiente di pubblicazioni la confermano. perché, contrariamente a quello che dice Il Noto Coglione™, la scienza è democraticissima. non importa se sei un premio nobel, o l’assistente di laboratorio dell’universita popolare: quello che pubblichi deve essere analizzato, verificato e confermato da tuoi pari.

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        1. l’incipit dice “un articolo di the lancet sostanzialmente dice no all’inoculazione di una terza dose di vaccino anti-Covid“. non è dunque questione di “risalire alle fonti”, ma di declamare il proclama “lo dicono su the lancet”. presumibilmente intendendo dire che è vero, o quantomeno attendibile.

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  3. qui c’è proprio un bell’esempio della “grande illusione di internet”.

    nel mondo reale, per capire la medicina, devi essere un esperto di medicina. per capire l’informatica devi essere un esperto di informatica, per capire l’edilizia devi essere un esperto di edilizia. pure per capire un “banale” impianto elettrico, al di fuori delle trivialità del cambiare una presa, un interruttore, o una lampadina devi essere un esperto del settore. altrimenti ti fai male.

    invece, su internet, basta prendere l’articolo su (inserisci una fonte autorevole di tuo gusto) e anche il tubista con la licenza media duramente conquistata a diciannove anni diventa un esperto di tutto ed ha prove che tutti gli stanno raccontando balle.

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  4. Non capisco il punto.

    C’è qualcuno (intendo medici) che nega l’esistenza di farmaci di profilassi e terapia per la SARS-CoV-2?

    Non è che se un giornalista, un pirla a caso o un ministro laureato a SciPol dicono o lasciano intendere una cosa, diventa l’opinione della comunità scientifica.

    Si stanno facendo molte ricerche di base su possibili principi attivi, noti e nuovi, che possono avere effetti positivi. Quelli che balzano agli occhi vengono sperimentati in trial clinici. Se hanno successo, si usano.
    Più è piccola la finestra temporale, meno sarai preciso e specifico con i protocolli, le dosi di massima efficacia e la dose di incertezza sarà maggiore.

    Io capisco che tutti si aspettavano l’antitetanica ed è arrivato il vaccino per l’influenza, non è carino. Ma mettere a punto un protocollo clinico sicuro ed efficace, azzeccando tempi e posologie, con risultati affidabili e generalizzabili, richiede molto più impegno che fare un vaccino.
    Si deve spesso andare per tentativi ed errori, sempre guidati dalla ricerca di base, e si possono anche fare delle solenni minchiate.

    Questo non giustifica le sparate alzo zero “questo non serve”, “quest’altro è inutile”, “tachipirina e vigile attesa ad oltranza”.
    Ma non giustifica neanche il complottismo: che i FANS non sono una buona idea l’abbiamo scoperto quando li abbiamo somministrati alla gente. Non c’era il tempo di fare 3 anni di trial coi topini per verificarlo, avevi i pazienti lì e qualcosa dovevi fare. La minchiata è stata imporre un unico qualcosa a tutti i medici quando nessuno aveva informazioni per saperlo.

    Ma poteva anche andare alla grande, potevano funzionare benissimo. Tutti eroi in quel caso?
    Quello che è ridicolo, ma pertiene più alle organizzazioni politiche ed amministrative, è l’eccesso di dirigismo e l’ostinazione puerile a non ammettere di aver avuto sfiga. Questo alimenta le dietrologie ed è segno di totale assenza di leadership.

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    1. Dal tuo commento si capisce perfettamente la tua buona fede. Prova a guardare il video di Mazzucco https://odysee.com/@luogocomune:5/covid-le-cure-proibite:d
      Il video è lungo ed il titolo è provocatorio. Ma se solo la metà dei fatti che riferisce – e lo fa snocciolando le prove – sono attendibili allora qualsiasi persona di buona volontà non può che dubitare fortemente della buona fede di governanti e burocrati della sanità.
      Se invece le prove non sono attendibili sarei felice di vedere i documenti veri.

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      1. il problema di internet di cui sopra. i farmaci esistono. molti sono in sperimentazione e molti sono promettenti, si dice. ma la percentuale di commentatori che ha realmente le competenze (ed il tempo) per andare ad analizzare tutte le pubblicazioni è microscopica. quello che succede è che il laureato all’università della vita legge tre righe che dicono “il farmaco x funziona”, e finisce ad uccidersi (o ad uccidere qualcuno) perché sbaglia il dosaggio. o magari, perché non ha letto/capito le righe dopo, che spiegano quando funziona e che non era quello il caso.

        poi, tutti profeti il giorno dopo. che la terapia x, che ha funzionato decentemente in tanti casi simili prima, fosse controproducente, lo sappiamo perché l’abbiamo provata. ma siamo allo stesso livello del condannare gli scienziati che non hanno previsto il terremoto. ci vuole poco a fare la schedina da 13, se la compili dopo che le partite sono finite.

        e tutte queste cure “miracolose” che saltano fuori dal nulla, da signori nessuno, non sono assolutamente sospette. invece il prodotto di trent’anni di ricerche, materializzatosi in una urgenza proibitiva, con un lavoro su scala planetaria che ha pochissimi precedenti nella storia della razza umana stimola infinite teorie complottiste. perché?

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