Pubblicato in: Le tasse sono una cosa bellissima, Sinistro

Magistrale il buon Cristiano Nisoli, anche oggi che discute della faccenda di quella sinistrata di maestra che ha zittitio un prete che recitava – invitato – il Padre Nostro in una scuola :

Non entro nelle polemiche su prete sì/no, crocifisso sì/no e non me ne frega niente della Santaché. La prendo invece più alla larga:

É tempo di abolire la scuola pubblica statale.

È uno strumento che aveva senso per alfabetizzare popolazioni largamente premoderne, che ha (più o meno) svolto quel compito, ma che è stato da subito abusato da liberali prima, dai fascisti in mezzo, da comunisti poi fino ad oggi. Ha avuto il suo momento di gloria quando, sulla forma (eccellente) impostagli dal fascismo, negli anni del boom era al contempo difficile, seria, ma aperta a tutti. È stata allora uno strumento efficace per sollevare le classi lavoratrici e formare una classe media. Ma quel tempo è passato. Se potessimo avere quella scuola pubblica statale, la difenderei per primo. Ma è evoluta in qualcosa di diverso. La scuola pubblica statale non ha più senso nella società contemporanea.

Qualche ragione semplice, buttata a caso:

  • Ogni studio credibile mostra che la scuola privata ha un miglior rapporto risultati/costi. Al netto gli italiani pagherebbero di meno (risparmiando in tasse) ottenendo di più.
  • La scuola giocoforza garantisce un binario per imporre un’ideologia alle masse utilizzabile dal potere politico. Quando il potere ha a disposizione una leva, la tira. Ho notato che idee perfettamente normali in altre nazioni semplicemente non entrano nella testa dell’Italiano. Perché? Probabilmente perché la sua testa è stata plasmata in certe maniere.
  • I politici ed uomini di potere che difendono la scuola mandano poi i figli ad una scuola privata, tutti, in tutte le nazioni. Qui in USA si è scoperto che persino i leader dei sindacati degli insegnanti mandavano i figli alle private.Comprereste pane da un fornaio che si rifiuta di mangiarlo?
  • Questi problemi (qui sotto) non esisterebbero se ciascuno potesse scegliere a che scuola mandare i figli: cattolica, laica, mussulmana, umanista, teosofica, etcetera. Quello è il vero “stato laico” e “multiculturale”, non l’ateismo di stato.
  • È ingiusto che chi rifiuta l’ideologia propagandata a scuola, o che non vuole che ai figli sia insegnato per esempio che, contro ogni evidenza biologica e genetica, i generi sono 137 più altri 2 e mezzo, sia costretto a pagare per una scuola privata, dopo aver già pagato per la xxx con le sue tasse. L’educazione sarà anche un diritto, ma la libertà è un diritto superiore.
  • La riduzione della tassazione connessa alla scuola pubblica (o anche a gran parte del welfare) rilancerebbe l’economia. Un popolo sempre più ricco pagherebbe per scuole e servizi sempre migliori.
  • È plausibile pensare che gli studenti si impegnerebbero maggiormente se dovessero pagare una retta. Tutto ciò che è gratis non vale nulla per definizione. Se sai che ogni minuto che passi sui banchi costa, lo fai valere. Se non lo fai valere, sei probabilmente un cretino e non dovresti sederti ad un banco scolastico.
  • Vale sempre il “quando non paghi per servizi o merci, la merce sei tu”. Se ne deduce che nella scuola pubblica gli studenti sono la merce.
  • Non esistono ricette per tutte le stagioni. Ciò che funziona ad uno stadio evolutivo può non funzionare prima o dopo. Il concetto di scuola pubblica, come di stato sociale, ha senso in una nazione povera. Quando la nazione si sviluppa, lo stesso concetto le impedisce di diventare davvero ricca e la tiene in stagnazione.
  • “Ma l’istruzione è un diritto importante”. Davvero? Più importante che, per esempio, non morire di fame? Ed allora come mai non abbiamo, che ne so, i fruttivendoli pubblici, o i macellai pubblici? Forse perché il fornaio pubblico non garantisce al potere di plasmare i giovani?
  • La scuola pubblica è necessariamente centralizzata. Al corrispondente ministero abbiamo visto alcuni dei più clamorosi pagliacci (o pagliacce) della storia patria. Con la privatizzazione scolastica si può iniziare anche una decentralizzazione.
  • Tutti si lamentano dell’analfabetismo funzionale dilagante. È tutto un riportare di concorsi in cui nessuno passa più gli standard minimi, di giovani che rispondono che Garibaldi ha combattuto contro i Nazisti, e che Aldo Moro era il fondatore delle Brigate Rosse. Mai ci si è lamentato tanto della mancanza di cultura (di solito lo fa chi al contempo difende la scuola pubblica). E tuttavia mai la frequenza scolastica è stata più alta di oggi. Se ne deduce che la scuola pubblica non funziona più.

Fin qui, le parole di Cristiano. Mi son solo permesso di correggere una svista e di mettere un barrato su una sola singola parola. Immaginerete perché

Autore:

La Dea Tutte mi ha inviato a combattere il demone dell'evanescenza, fin dalla pianura che non deve essere nominata

8 pensieri riguardo “

  1. Questa propaganda confessionista mi manda il sangue alla testa. Anche questo è un crimine d’odio.
    Fra i miei confratelli ho almeno una decina di ex cattolici che sono diventati protestanti (valdesi o metodisti) per soprusi come quelli. E non votano certo FdI (conosco uno triestino che ha detto che vota per un certo Marchesich, un tempo era leader del movimento che chiedeva la re-istituzione del TLT, e al ballottaggio se ne starà a casa).
    Per la legge, il sopruso non l’ha fatta il docente ma il prete.

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    1. Perdona l’ignoranza, ma il Padre Nostro non è lo stesso per tutte le confessioni? Perlomeno fino alla versione in latino dovrebbe esserlo!
      Pater noster, qui es in caelis,
      sanctificetur nomen tuum,
      adveniat regnum tuum,
      fiat voluntas tua,
      sicut in caelo, et in terra.
      Panem nostrum supersubstantialem da nobis hodie;
      et dimitte nobis debita nostra,
      sicut et nos dimittimus debitoribus nostris;
      et ne inducas nos in tentationem,
      sed libera nos a Malo
      O no?

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    2. Non credo che il sacerdote si sia invitato da solo. E se lo inviti in veste ufficiale, lo inviti per chiedere una benedizione ed una preghiera. E ripeto, il Padre Nostro accomuna tutti i Cristiani. Almeno, ne ero sinceramente convinto

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  2. Certe volte i preti si invitano da soli (politically incorrect: si imbucano).
    Il Padre Nostro è stato scritto in greco, come tutto il NT dove appare (due volte: Matteo e Luca).
    Questa del latino lingua sacra è una menzogna bella e buona: il NT è stato scritto in greco, gli apostoli parlavano greco fra loro, anche se qualcuno era cittadino romano (come Paolo e forse anche Giuda Iscariota). Cristo parlava in aramaico, anche se sicuramente la lingua franca greca la capiva.
    Anche sulla frase più contestata, quella sulla tentazione, non è che ci sia accordo: noi protestanti da tempo abbiamo “e non esporci alla tentazione” ma l’originale (sia in Mt che in Lc) usa “e non metterci alla prova”.
    Ne abbiamo in innario anche una versione cantata (in molti la troviamo la meglio riuscita e la più piacevole, anche se non letteralissima) del 1705. Eccola, per chi vuole cantarla:

    Fai clic per accedere a Padre%20nostro%20che%20in%20cielo%20dimori.pdf


    I pastori che ho avuto (tranne uno tutti ancora vivi) potrebbero fare una conferenza di un giorno intero sull’argomento.
    Non posso ripetere invece cosa sui soprusi clericali dicono i miei confratelli “rifugiati”…

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      1. I greco-ortodossi lo fanno. :mrgreen:
        Il fatto importante è che gli apostoli celebravano nella loro lingua o comunque una che usavano regolarmente.
        Con la discesa dello Spirito Santo cosa accade? Tutti furono riempiti di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, come lo Spirito dava loro di esprimersi. (Atti 2:4). E farsi capire dai loro interlocutori, non costringere i loro interlocutori a cercare di capirli, sarebbe…

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