Aborigenofobia

L’immigrazione netta, includendo i nati da genitori stranieri pesa per l’85% della crescita della popolazione nel Regno Unito dal 2000…. Questo è un genocidio culturale. Gli inglesi aborigeni vengono sostituiti. 14esimo Dalai Lama 2016

Non ha usato la parola “razza”, ma il concetto è lo stesso…

In origine condiviso da Anton Konstantine  su  Google+

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Spettri terribili


La parola “razza” evoca spettri terribili (tra l’altro riferite sì a teorie pseudoscientifiche: non esiste una “razza ebraica” semmai una religione ebraica).

Che io sia diverso da un africano o un cinese è evidente. Come tutte le specie, la specie Homo sapiens è divisa in sottospecie.

Dopo lo shock del nazismo si è pensato che la medicina sarebbe stata quella di azzerrare le differenze. È una strada egualmente errata, e molto simile al nazismo, perché porta egualmente a genocidi culturali. La strada è quella di accettare le differenze. Quando dico che un cinese è diverso, non dico che è inferiore. Dico che è diverso. Accetto la sua diversità culturale, ma anche razziale. Come sempre i cimiteri sono lastricati di buone intenzioni.

Perché ora si sta arrivando all’abominio di negare la diversità sessuale. “Sesso” sta diventando una parola tabù come razza. Oggi si parla di genere. Ma io non sono una donna, non posso scegliere di essere donna: ho determinate caratteristiche fisiche che fanno di me un uomo (a prescindere dalle inclinazioni sessuali). Non ritengo le donne né superiori né inferiori: solo diverse.

Non siamo abbastanza maturi da accettare la diversità, dobbiamo per forza fare classifiche? La diversità esiste, è una ricchezza. Il voler omogeneizzare tutto non è una risposta al nazismo quanto un nuovo nazismo.

Homo sum. Nihil humanum a me alienum puto, scriveva Terenzio. È ovvio avrò sempre una radice comune con un nero o un cinese. Ma oltre ad essere uomo sono maschio, bianco, eterosessuale, italiano, cristiano quantomeno di radice. Ho una mia identità precisa che mi rende diverso da tutti, e questa identità la difendo, perché fa di me una persona unica e irripetibile.

Comunque se si vuole buttare a mare il razzismo (pseudo)scientifico, bisogna buttare a mare Voltaire e tutti gli illuministi. Furono loro i primi a fare classifiche di popoli, definendo inferiori gli africani. Prima ste menate non esistevano: Settimio Severo era nero, Shakespeare trovava normale che un generale della Repubblica Veneziana fosse nero, Pietro il Grande ebbe un generale nero (nonno di Puškin). Tutti ne notavano il colore, ma nessuno li considerava inferiori. E i popoli nemici erano nemici, ma pari in umanità.

Ripreso dal sempre ottimo Andrea Sartori