Non è che un paese più è istruito e più è ricco. È che più è ricco e più è istruito.

Non è che un paese più è eco-friendly e più è ricco. È che più è ricco e più è eco-friendly.

Non bisogna investire in istruzione e green-economy. Bisogna lasciare la gente libera di arricchirsi. (nonexpedit)

Renato LvMises Lanzini via faccialibro

Mitico, il buon Andreas Arno Michael Voigt, che oggi scrive:

Ragazzi, non sono gli italiani ad essere sulla graticola.

È lo Stato Italiano che è in crisi.

È lo Stato Italiano che è indebitato.

E per come stanno le cose, l’assunzione che voi siete lo Stato, non è più vera da un pezzo.

Solo che lo Stato per mantenersi in vita cerca di affogarvi.

Ma qualcosa mi dice che morirà prima lo Stato di voi.

Diamine!In Italia son passati mille padroni, uno più uno meno, che importanza ha? Finirà anche questo.

Quanto mi auguro che abbia davvero ragione!

C’è speranza

Pubblicato in: Bel Paese di merda, Sinistro

In mani sinistre


Fusaro ha un pregio: identifica molto bene i problemi. Poi però, a causa della sua fallimentare ideologia propone soluzioni assurde

È incredibile come con tutta la pochezza e l’insulsaggine dei suoi uomini/donne la sinistra politica sia riuscita a detenere e conservare il potere.

Questo dimostra due cose: l’altrettanta insipienza ed evanescenza degli uomini/donne dell’opposizione di destra (quindi una classe politica in generale di livello desolante) e l’ottimo lavoro compiuto nel trentennio 70/80/90 dai politici del PCI (checché se ne dica … e lo dico da feroce anti-comunista… un vero partito con dirigenti e quadri strutturati e preparati) nell’infiltrare i propri uomini in tutti i vari centri e livelli di potere e nelle istituzioni, dall’istruzione alle Forze Armate, dalla magistratura alle Forze dell’ordine dai mass media allo spettacolo, ecc.

Bisogna riconoscere ai vecchi dirigenti e quadri del PCI che il loro piano a lunga scadenza per occupare tutte i centri delle leve del potere ha perfettamente funzionato:

Il Paese é materialmente nelle loro mani.

Purtroppo per noi a godere i frutti del loro diabolico piano sono un branco di imbelli senza arte né parte che si ritrovano al comando in tutti i gangli del potere senza avere la capacità minima per esercitarlo in modo costruttivo.

Tutti patetici ducetti che hanno trasformato un Paese da quarta o quinta potenza industriale mondiale in una disastrata repubblica delle banane . E questo i dirigenti del PCI non potevano prevederlo …

Questo in origine l’ho scovato su VK. Non è mio, ma lo riprendo integralmente

Pubblicato in: Bel Paese di merda, Lombardia

Questa me la ricorderò


Questo il sogno, almeno in teoria, di ogni indipendentista. Un confine invalicabile all’interno di uno Stato unitario che ne sancisce, di fatto, la fine. Per essere anche un sogno completo servirebbe però anche una batteria di contraerea per tirar giù le “frecce tricolori” che Roma manda comunque per ricordare chi comanda ancora, nel caso violassero lo spazio aereo.

Questa immagine, ce la ricorderemo bene. Io la archivio e mi scuso con la persona a cui l’ho rubata ma ha una valenza simbolica straordinaria.

Pubblicato in: Bel Paese di merda, Due pesi due misure, MaGGistratura, Sinistro

Morta


Ci siamo giustamente e inutilmente stracciati le vesti perché i parlamentari Lotti e Ferri facevano le riunioni carbonare con dei magistrati per decidere le nomine nelle sedi vacanti per scoprire, ad un anno di distanza, che addirittura l’allora Ministro dell’Interno, S.E Minniti, brigava e complottava con Palamara per mettere a Procuratore di Reggio Calabria (sua città natale e immagino collegio elettorale principale) una figura gradita. Lavorio peraltro andato a buon fine.

Scusatemi, è ora di prenderne atto. In Italia c’è un regime estremamente più pericoloso del Fascismo perchè nascosto dietro un simulacro di democrazia.

La Costituzione è morta, lo Stato di Diritto è morto, la Democrazia è morta.

Pubblicato in: Bel Paese di merda

Prudenti. Come serpenti


Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe

Vangelo di Matteo, 10:16

Questo passaggio m’è venuto in mente quando ho letto lo sfogo di Cristiano Nisoli

che su faccialibro sigmatizza così il trattamento “sanitario obbligatorio” recentemente inflitto a don Gianluca Loda:

Vedo che in Italia in fatto di totalitarismo non ci si fa mancare niente.

Va be’ dai, canta Bella Ciao che ti passa.

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