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Lion of Venice, Piazzetta San Marco

Il 25 aprile è da quasi 80 anni il giorno di una peculiarissima liturgia totalitaria all’italiana. Si manifesta contro un totalitarismo imperfetto morto e sepolto, del quale occorre però tener viva la memoria in vista dell’istaurazione di un totalitarismo sempre più perfetto. Cosa collega il passato al presente e al futuro delle aree italiche? Il profondissimo credo fascio-comunista ormai diventata una seconda pelle per la popolazione e soprattutto per le sue classi ‘digerenti’, riassunto mirabilmente da Giovanni Gentile nel 1932. “Lo Stato è un assoluto, davanti al quale individui e gruppi sono il relativo … tutto è nello Stato, e nulla di umano o spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello Stato”. Questo è vero sia per i fascisti di destra, sia per quelli di sinistra. Per fortuna il 25 aprile è la festa di San Marco, patrono della millenaria e Serenissima repubblica, rappresentato da un leone che guarda placido e beffardo queste baruffe da cortile fra fascisti e più fascisti.

Marco Bassani via faccialibro
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Da leggere


Scriveva Wells «Verrà il giorno in cui il pensiero statistico sarà tanto neccessario per un’ efficiente cittadinanza quanto il saper leggere e scrivere».
Quel giorno è arrivato già da molto tempo eppure nelle nostre scuole nessuno si occupa di insegnare le basi della statistica. Io almeno di statistica non so assolutamente nulla. Comunque che voi l’abbiate studiata o meno vi consiglio di leggere questo piccolo libricino del 1954.
«Questo libro è una specie di breviario su come usare le statistiche per ingannare. Può sembrare un manuale per gli imbroglioni. Forse posso giustificarlo alla maniera di quel ladro in pensione le cui memorie pubblicate si traducevano in un corso universitario su come scassinare una serratura o disattivare un allarme. I FURFANTI CONOSCONO GIÀ QUESTI TRUCCHI, LE PERSONE ONESTE DEVONO IMPARARLI PER DIFENDERSI.»

La Costituzione Italiana dice che la Repubblica Italiana è una e indivisibile, Art. 5.

Un bel giorno quattro regioni che prima del 1860 erano facenti parte del Lombardo-Veneto e cioè Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia si “adombrano” pesantemente con il Governo di Roma e decidono di autoproclamarsi indipendenti. Un bel terzo abbondante di PIL se non quasi la metà di quello nazionale, chiede di sganciarsi dall’Italia. Ma non solo PIL, parliamo di residuo e di virtuosità fiscale essendo Regioni con basso indebitamento.

L’Italia così finirebbe ad allargare la fila dei Paesi del mondo semi-sottosviluppato. Per Roma sarebbe un disastro economico terrificante.

Le regioni secessioniste, baserebbero le loro richieste sul presupposto che potrebbe anche avere una certa presa e un certo valore di legittimazione internazionale sul fatto di essere state CONQUISTATE col ferro e col fuoco con pretesti futili su cui si è basata la politica di espansione dei Savoia nella penisola italica e grazie all’alleanza con una nazione straniera: la Francia.

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Analogie

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Fratelli di talia


Visto che il penultimo video del buon Silver Nervuti era stato tosto bannato da iutubbe potete ancora seguirlo su Instagram, per ora:

Oppure, meglio ancora su Telegram.

L’ottimo sarebbe che caricasse il tutto su IPFS e che tutti lo usassimo. Ci arriveremo. Ci arriveremo, un passo alla volta.