Com’è solito fare Cristiano Nisoli ha condiviso il suo pensiero. Questa volta riguarda la recente sentenza della Corte Costituzionale statunitense che ha annullato la sentenza “Roe v Wade”.

Come al solito col suo magistrale ed ineccepibile argomentare. Voglio salvarla qui prima che venga colà cancellata assieme agli altri suoi scritti sotto la mannaia della censura faccialibrica (neologismo cui mi vanto d’aver dato i natali)

Il titolo di Repubblica, come sempre, è demenziale. La corte suprema non ha “abolito” alcun diritto perché non può “abolire” alcun diritto, né “dare” alcun diritto. La corte interpreta la costituzione. Nemmeno la costituzione ‘dà’ diritti, a dire il vero: li riconosce come preesistenti all’entità statuale. Figuriamoci se lo può fare la corte suprema. Ma vabbè’, a Repubblica il più intelligente perde a dama contro una scimmia, lo sappiamo.

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Sulla sentenza delle corte statunitense


Dal sempre ottimo Cristiano Nisoli  su FB:

Possibili evoluzioni io le vedo
1) Flusso continuo di armi, sostegno economico all’Ucraina, lotta prolungata.
Risultato:
L’Ucraina viene rasa al suolo, morti civili, eccetera. La Russia raggiunge ancora l’obiettivo primario di tenere l’Ucraina fuori dalla NATO, ma ad un costo maggiore. Grandi costi economici per l’Europa
Vincitori:
USA. Punteggio 9/10 (sanguina la Russia, indebolisce i concorrenti europei, ottiene la separazione strategica tra Russia ed Europa. Ma gli europei la guardano con sospetto)
Perdenti:
UE. Punteggio 4/10 (disastro economico, guerra alle porte, spada di Damocle che pende sulla sua testa)
Ucraina. Punteggio 2/10 (pesanti perdite, devastazione diffusa, intere città rase al suolo)
Nel mezzo:
Russia 5/10 (Sanguata dalla guerra, raggiunto l’obiettivo primario di non avere NATO al confine)
2) La situazione sfugge di mano, la NATO si coinvolge, ma in qualche modo non diventa nucleare (probabilità condizionale molto improbabile, ma consideriamola)
Risultato:
Guerra convenzionale che si estende alle aree d’Europa. Devastazione in molte nazioni europee. Nessuna devastazione negli USA
Vincitori:
USA 7/10 (al di fuori della distruzione, indebolisce fortemente i concorrenti europei, ottiene la separazione strategica tra Russia ed Europa, paga il costo umano in guerra)
Perdenti:
Russia 3/10
EU 3/10
Ucraina 0/10
3) La situazione sfugge di mano, la NATO viene coinvolta, la situazione diventa nucleare (alta probabilità condizionale)
Risultato:
Olocausto nucleare
Vincitori:
BLM 10/10
Perdenti:
Molte persone con la pelle bianca muore. Probabilmente anche un buon numero di asiatici orientali.
4) La Russia vince in meno di un mese, l’Ucraina spartita. Donbas + Est va in Russia. Ucraina occidentale neutrale. Risultato molto probabile a mio avviso, poiché l’Ucraina si rende conto che la NATO l’ha condotta lungo il sentiero Primrose.
Risultato:
La Russia raggiunge i suoi obiettivi, include l’Ucraina di lingua russa, previene l’invasione della NATO. L’UE deve affrontare le conseguenze della ristrutturazione dell’approvvigionamento energetico e dei mercati.
Vincitori
Russia: 7/10 (raggiungere obiettivi primari, compromettere il partenariato con l’Europa)
Perdenti:
UE: 2/10 (approvvigionamento energetico perso, approvvigionamento alimentare, materie prime, mercati, devono affrontare il dopoguerra fragile)
Nel mezzo:
USA: 6/10 (obiettivo primario perso per accerchiare la Russia, ma nessuna minaccia esistenziale. Concorrenti europei indeboliti. Raggiunge la separazione strategica tra Russia ed Europa)
5) I leader dell’UE si rendono conto che la NATO è il problema, non la soluzione, si incontrano tra gli europei, e fanno una credibile proposta di cessazione delle ostilità, la propongono alla Russia. Seguono colloqui di pace
Risultato:
La Russia prende il Donbas e una porzione più piccola (del punto 4) dell’Ucraina orientale come satelliti. Riconoscimento UE della Crimea come russa. Uso della carota e del bastone (sanzioni UE sul partenariato) per dare alla Russia meno di quello che vuole. Forse inizio di un percorso che riconosca la NATO come fonte di instabilità e la sostituisca con una difesa comune europea che faccia offerte europee, non americane.
Vincitori:
UE: 9/10 (Stabilizza una crisi sul suolo, si stacca dalle interferenze della NATO, possibile inizio di un sistema di difesa comune europeo, mantenere l’accesso all’energia e alle materie prime, dimostra la necessità della sua esistenza)
Russia: 7/10 (Raggiunge l’obiettivo primario della sua dottrina strategica, vede la NATO come una minaccia in continua diminuzione)
Perdenti
USA: 4/10 (Controllo Nato sull’Europa fortemente indebolito)
In ordine decrescente di probabilità: 4, 1, 5, 3, 2
In ordine decrescente di utilità per l’Europa: 5, 4, 1, 2, 3

Pubblicato in: Bel Paese di merda, Citazioni, Cristiano Nisoli

Il COVID non è stata una pandemia


Il COVID non è stata una pandemia

Verremo studiati come caso di idiozia collettiva.

Così praticamente chiude Cristiano Nisoli ragionando della diffusione su base regionale del Covid:

Il COVID non è stata una pandemia. “Pan” significa ‘tutto” ed ogni aspetto del COVID non riguarda mai il tutto ma sempre qualche parte piccola ed estremamente specifica del tutto.La mortalità COVID non solo è concentrata in una fascia d’età e di comorbidità, ma anche geograficamente. Ha i tratti di una patologia locale, persino comunale, che non ha rappresentato un problema statisticamente rilevante nella maggior parte della penisola. L’intero centro-sud non ha registrato un eccesso di mortalità nel 2020.

È facile vedere come le regioni più colpite dal COVID-19 siano le stesse più colpite anche dall’influenza stagionale [Immagine da Scientific Reports volume 11, Article number: 5304 (2021)]. Questa sovrapposizione spesso si ripete comune per comune, con alcuni comuni molto colpiti, altri, magari vicini, molto meno. Questo–come tante altre cose–vale sia per il covid che per l’influenza.

Le concause geograficamente specifiche possono essere molte, ma l’inquinamento gioca un ruolo prominente. Secondo uno studio di Harvard [Science Advances, 6.45 (2020): eabd4049] la mortalità da COVID-19 aumenta dell’11% per ogni ug/m3 di PM2.5.

La tragedia è stata che questa specificità non è stata sfruttata. Le misure per la Lombardia erano le stesse che per la Basilicata. Quelle per i 90enni le stesse di quelle per i bambini. Tutte uguali e tutte ugualmente stupide.

Verrà studiato come caso di idiozia collettiva.

A me almeno è servito a scoprire quante persone pensavo fossero intelligenti, ma, tristemente, non lo sono.


Un rischio statisticamente irrilevante

Sempre ottimo Cristiano Nisoli, anche oggi:

Secondo dati ISS, in due anni di pandemia, nella fascia under 50 (composta di circa 33 milioni di persone, più di metà della popolazione) sono morte in Italia 1.743 persone. Ciò corrisponde ad una mortalità di una ventina di persone per milione, o equivalentemente dello 0.0025%, su base annua.

É utile ricordare che i decessi (per ogni causa) degli under 50 sono stati nel biennio 2017-2018, circa 37.000. Se ne deduce che i deceduti COVID under 50 sono stati meno del 5% dei deceduti totali nella stessa popolazione. In altre parole, mentre noi fermavamo il mondo per il COVID, il 95% dei morti under 50 sono morti di qualcosa che non era COVID.

Inoltre, ogni giorno in Italia, muoiono in media

1.800-1.900 persone (e non per COVID-19). In altre parole, I deceduti di COVID 19 nella fascia under 50 in due anni di pandemia sono stati un numero inferiore di quello dei deceduti per ogni causa in una giornata qualsiasi.

Se poi notiamo che i deceduti COVID hanno una media di 3.7 patologie pregresse (dati ISS), e ci limitiamo quindi agli under 50 morti *esclusivamente* di COVID, il numero si riduce ulteriormente (circa di un decimo, ma in realtà anche meno, poiché solo il ~3% dei deceduti non avevano patologie di rilievo). Troviamo quindi che i deceduti esclusivamente di COVID nella fascia under 50 hanno rappresentato in due anni di pandemia un numero inferiore a quello dei deceduti per ogni causa ogni due ore qualsiasi che il buon Dio manda in terra.

Con calcoli simili, e sempre partendo da dati ufficiali ISS, potete trovare facilmente che la probabilità che un under 40 in buona salute ha avuto di morire di COVID durante gli ultimi due anni è inferiore alla probabilità di morire colpito da un fulmine nella sua intera vita.

Anche uno sguardo distratto ai dati dovrebbe convincere qualsiasi persona di intelligenza almeno mediocre che il COVID sia stato un rischio statisticamente irrilevante per chiunque fosse più giovane di 60 anni, mentre per chi fosse oltre quell’età sia stato un rischio statisticamente importante solo se la sua salute era già pesantemente compromessa da obesità, diabete, malattie cardiovascolari, cancro. Ma nella stessa fascia d’età e di salute, la brutta stagione influenzale 2014-2015 ha costituito un rischio paragonabile (sempre dati ISS). La differenza? L’esposizione mediatica.

Un rischio statisticamente irrilevante

Pubblicato in: Citazioni, Cristiano Nisoli, cristofobia

Deve smettere di fare il katéchon!


Cristiano Nisoli è la prova plastica che esiste vita intelligente dentro a FacciLibro, che vale la pena rimanervi e che gli strumenti non sono buoni o malvagi in se, ma per l’uso che se ne fa. Come quando ci ripropone un’intervista di Cacciari del 1993.

Credo che Cacciari abbia ottenuto quel che chiedeva e che stia iniziando a pentirsene…


Non ho fatto in tempo a scrivere il cappello all’ultimo pezzo che ripropone la riflessione su Beccaria che subito vi devo riproporre un’altra riflessione dell’ottimo Cristiano Nisoli, sull’origine dei diritti

Il sistema istituzionale Americano presuppone che i diritti individuali preesistano allo stato, perché il “Creatore” che li ha dati (“endowed by their Creator”) è superiore allo stato, e quindi delimita i poteri dello stato.Il sistema istituzionale Italiano delimita invece i poteri dell’individuo, e quei pochi che rimangono dopo averli tosati li chiama diritti. Poiché i diritti non sono diritti, ma piuttosto concessioni graziose dello stato, sono sempre comunque revocabili, in nome della famosa “collettività”, che è superiore all’individuo.

Poiché nel sistema istituzionale Americano l’individuo è depositario di un potere superiore a quello statale, in quanto di origine divina, il potere deve procedere dal basso all’alto. Poiché invece nel sistema istituzionale Italiano il potere è dello stato e dallo stato, esso procede dall’alto al basso. Non troverete spesso qui in America qualcuno che intervistato dalla TV a proposito di un problema, lamenti, come succede invariabilmente in Italia, la famosa “assenza dello stato”. Per il vero Americano, se lo stato è assente è un bene. Lo stato anzi deve essere il più possibile assente: i problemi che può risolvere lui, li risolve lui, coi suoi amici, la sua comunità. Questo è fondamentale nella mentalità dell’Americano, anche se va scemando, ed antichissimo, basti leggere le pagine primo-ottocentesche di de Tocqueville.

Sulla fonte del Diritto


Con oggi inauguro una nuova categoria per raccogliere i numerosi interessanti scritti che Cristiano Nisoli ci elargisce su Faccialibro. Quello di oggi riguarda Beccaria.

Cristiano Nisoli scrive così spesso interventi così interessanti e che condivido che mi sono sentito in dovere di chiedergli una volta per tutte il permesso di ripubblicarli qui, visto che i sodali del padrone di casa FacciaLibro, ossia Ciccio Zuccotto, prima o poi interverranno per censurarlo.

L’intento di preservare le sue preziose ed intelligenti riflessioni giacché le perché condivido praticamente sempre. Non ci cavo manco un tallero, essendo questo un blog WordPress gratuito; nell’infausto ma sempre più probabile caso di vederci bannati o censurati basterebbe un colpo di wget o di curl per recuperarli tutti.

Mi sembra il caso di suggerire a tutti di dare un occhio al Fediverso ed alle reti sociale “alternativa” (Mastodon, pleroma, Gnu Social, Friendica, eccetera).

Pochi Italiani sanno che il nostro Cesare Beccaria, nonno del Manzoni, ebbe una forte influenza sulla nascente repubblica Americana, soprattutto su Thomas Jefferson, James Madison, e John Adams.

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Cesare Beccaria e gli USA