Pubblicato in: Climatologia portami via, Due pesi due misure, Facce da gluteo

Sui Ferrandez ad Ibiza


Per evitare al buon DG il dispiacere di cercare riporto qui un paio di commenti faccialibrici riguardo alla recente vacanza dei Ferrandez ad Ibiza.

Parrebbe non sia una bufala: la grande suocera riporta la notizia citata su dozzine di testate online tra cui Sky TG 24, Radio Italia, La Gazzetta, Elle e svariati altri siti che proprio non possono essere accurati di essere diarietti da complottista di quart’ordine come il sottoscritto…

Chiara Ferragni e Fedez volano a Ibiza sul loro jet privato e scoppia la polemica. Perché? Perché un aereo privato inquina molto se consideriamo quanti passeggeri può trasportare rispetto a un aereo di linea.

Polemica sterile? Io ci vedo invece qualcosa di interessante. Sì perché è il più grande paradosso dei nostri tempi (ne ho parlato anche nel video sull’ecoansia): da una parte siamo tutti spinti a consumare, perché altrimenti l’economia va male e ci perdiamo tutti (economicamente). Dall’altra consumare inquina, e chi inquina di più: ovviamente i ricchi, perché sono quelli che possono consumare maggiormente.

Ma chi sono i ricchi? Dipende dalla prospettiva che assumiamo. In termini assoluti, a livello mondo, noi italiani facciamo parte dell’1% più ricco del pianeta (a tal proposito vi invito a guardare le storie in evidenza @entropyforlife che lo spiega bene), mentre se prendiamo come riferimento il costo della vita in rapporto al reddito o al patrimonio (anche qui cambia), ovvero quanti beni o servizi ci possiamo effettivamente permettere, allora molti, anche in Italia, potrebbero benissimo essere considerati “poveri”. In ogni caso ognuno di noi, chi più chi meno, consuma tanto e dunque inquina più della media delle persone su questo pianeta.

Nelle critiche ai “Ferragnez” ci vedo dunque tanta ipocrisia e il solito bisogno di deresponsabilizzarci. Però ci vedo anche un fondo di verità. Perché in un mondo, quello dei social, dove le “battaglie sociali” che sposi ti portano un ritorno economico diretto sotto forma di sponsor, è giusto sottolineare le contraddizioni di chi si arricchisce con tale modello di business.

E allora no: se vuoi essere “bello e pulito” non inquini.

In un mondo libero da ipocrisie morali i Ferragnez risponderebbero alle polemiche dicendo: “Sì, è vero, noi inquiniamo tanto, più di voi, perché possiamo permettercelo”. Ma ovviamente non lo possono fare, perché sono schiavi del loro personaggio sponsorizzabile.

Ecco il cortocircuito degli influencer. Una gabbia dorata da cui non possono fuggire e che noi gli aiutiamo a costruire bevendoci la loro apparenza. Siamo tutti complici di questo sistema, che ci piaccia o meno.

di Marco Crepaldi su FB

Mi segnalano che i Ferragnez, per staccare dalla loro tumultuosa vita lavorativa, avrebbero deciso di viaggiare da Milano a Ibiza con tutte le comodità del caso a bordo di un jet privato Bombardier Challenger 850.

Una scelta rispettabile, dopotutto ciascuno fa del proprio denaro ciò che meglio crede, ma che stona con i principi ecologisti di cui si fanno sponsor e che sistematicamente cavalcano per guadagnare quattrini.

Difatti, questo jet brucia 20 litri di kerosene al minuto, rilasciando nell’atmosfera 5,6 tonnellate di CO2 per i 90 minuti di tragitto previsti.

Due persone, in un anno intero di trasporti, inquinerebbero in egual misura.

E così Chiara Ferragni e Fedez, due paladini e simboli delle sinistre ZLT di tutto lo Stivale, anche oggi a mezzo social continueranno la loro lotta di classe, anzi la loro lotta di prima classe…

di Marco Lancini, sempre su FB.

E sempre parlando di piccoli emettitori di ciodue, lui mi cita tale Guglielmo Cancelli. Quanto volerà il suo jet privato? Immagino ci faccia anche voli lunghetti. Il suo “misero” jet privato probabilmente è in grado di travolare l’Atlantico. Quanta CO2 emette all’anno? Però si sente autorizzato a triturare le gonadi a noi dicendo di non emettere ciodue.

Ma andasse a defecare in un prato di ortiche giganti, lui, la cara Greta e tutti i nazi-ecologisti.

Boom jet privati a Davos

Il cambiamento climatico è in cima all’agenda Economia di Davos, dunque, è un controsenso presentarsi con un jet privato? L’anno scorso ci sono state 1300 richieste, mentre quest’anno si arriverà a 1500.

“Le domande superano notevolmente quelle registrate per altri eventi come il Super Bowl negli Stati Uniti o la finale della lega dei campioni di calcio”, osserva il responsabile di ACS Andy Christie. “Abbiamo persino ricevuto prenotazioni da Hong Kong, India e dagli Stati Uniti. Nessun altro evento ha una tale portata internazionale”, ha aggiunto. La tendenza, tra l’altro, è per i jet più grandi e costosi possibili – termina Christie: “Distanze a parte, probabilmente alcuni rivali commerciali non vogliono essere surclassati”.

Fonte rainews.it
Pubblicato in: Climatologia portami via, Complottismo, Facce da gluteo

Dispendiose


Il World Economic Forum chiama a porre fine alla proprietà di auto private “dispendiose”.

https://neonnettle.com/news/19677-world-economic-forum-calls-to-end-wasteful-private-car-ownership

Quando vedrò Swab, Gates, la Tumberg e tutti i membri delle elite girare in bicicletta o sugli autobus dei comuni mortali allora inizierò a prendere in considerazione la cosa. Per poi rigettarla.

Pubblicato in: Bel Paese di merda, Climatologia portami via

Maltempo od incuria?


Straripa torrente nel Bresciano, evacuate almeno 40 persone È accaduto in Vallecamonica, tre feriti lievi. A causa del maltempo che nella notte si è abbattuto sulla Vallecamonica, nel Bresciano, è esondato il torrente Re. Quaranta persone sono state evacuate dai comuni di Braone e Niardo. Si registrano tre feriti non gravi. I Vigili del fuoco sono al lavoro per mettere in sicurezza i due paesi.

Da quanto non veniva pulito il letto del torrente? Molto, molto probabilmente son passati decenni e c’erano cresciuti gli alberi dentro.

Succede nel bresciano, succede in Liguria, succede ovunque.

È una mefitica combinazione di incuria, ecologismo imbecille in salsa BANANA (Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything) e ristrettezze economiche dovute all’eurismo rimbecillito che ci flagella da oramai trentanni.

Pubblicato in: Climatologia portami via, Complottismo, Facce da gluteo

Vi risulta?


https://www.tgcom24.mediaset.it/spazio/una-tempesta-geomagnetica-colpira-la-terra-entro-due-giorni_52708880-202202k.shtml

Me la sono persa. Vi siete accorti che é collassata la rete dati?

Fanno ridere oramai. Certo lo sappiamo che una tempesta solare può bloccare le reti dati, collegamenti satellitari, le reti WiFi eccetera.

Ce ne faremo una ragione.

Nel frattempo ho deciso di smettere di ascoltare tutti questi profeti di sventura ed i loro “Al lupo, al lupo!” … abbiamo oramai capito che sono tutte prese per i fondelli e che mirano a dominarci col terrore e la paura…

https://www.tgcom24.mediaset.it/spazio/una-tempesta-geomagnetica-colpira-la-terra-entro-due-giorni_52708880-202202k.shtml

Pubblicato in: Climatologia portami via

Franco, Romano e l’abbaglio


Grazie a Fausto Grassi per averlo condiviso. Leggetela questa intervista, sintetizza in modo superbo tutte le obiezioni che condivido anche io su tutta questa faccenda “emergenza climatica”.

Romano Prodi l’ho visto anche la settimana scorsa, in giro per Bologna.È sempre con qualcuno, veste come un poveretto, nessuno lo ferma.Forse non tutti sanno che esiste anche un membro sano della famiglia, ovviamente misconosciuto.

“Con Greta siamo di fronte a un abbaglio mondiale”. Intervista a Franco Prodi (di Nicola Mirenzi, Huffington Post)”

Per il fisico dell’atmosfera e climatologo di fama mondiale il movimento giovanile incanala “nella direzione sbagliata, cioè la lotta al riscaldamento globale, quella che è in realtà un’urgenza giusta, ovvero la salvaguardia del pianeta”

A differenza della maggior parte di noi, per cui può essere una minaccia, una previsione pessima o una spiacevole seccatura, per lui è un incanto: “Il temporale è un fenomeno geofisico meraviglioso. Si espande lungo ben dodici ordini di grandezza, partendo da minuscole goccioline d’acqua grandi un dodicimillesimo di millimetro, e culmina in uno avvenimento spettacolare, i cui effetti sono visibili fino a quaranta chilometri di distanza”. La voce del professor Franco Prodi, fisico dell’atmosfera e climatologo riconosciuto in tutto il mondo, si riempie di stupore quando descrive gli eventi naturali a cui ha dedicato la sua vita di studio e di ricerca: “Cominciai nell’osservatorio scientifico e sperimentale dell’aeronautica militare del Monte Cimone, la vetta più alta dell’Appennino tosco-emiliano. Appena arrivai, il colonnello Ottavio Vittori, un fisico di livello straordinario – uno di quelli che non ti aspetti di incontrare durante il servizio militare – mi guardò negli occhi e mi disse: “Ti occuperai di questo”. Aveva aperto il palmo della mia mano e ci aveva appoggiato sopra un chicco di grandine, il materiale naturale più inconsueto e intrigante che ci sia, come avrei scoperto dopo – ma in quel momento, per me, era ancora un banale chicco di grandine, e basta”.

Nono fratello di una famiglia in cui si contano storici, matematici, medici, nonché un due volte presidente del Consiglio, per il professor Prodi “l’amore per il pianeta” è cresciuto di pari passo alla conoscenza dei fenomeni naturali che riguardano il clima: “Il servizio militare, che molte persone ricordano come una sciagura, per me è stato una salvezza. Nell’aeronautica, ho incontrato degli scienziati che mi hanno trasmesso la passione per la ricerca, grazie ai quali ho capito quale direzione da dare alla mia vita professionale: ovvero, applicare le leggi della fisica dello stato solido ai fenomeni atmosferici”. Ritiene che tutti i governi del mondo dovrebbero “puntare sulla tutela dell’ambiente, l’unica mossa che consentirebbe di prendersi veramente cura del futuro dell’umanità”. Ma, al contrario di alcuni suoi colleghi e del nuovo senso comune ecologista, è convinto che la battaglia portata avanti dalla sedicenne svedese Greta Thunberg e dal movimento Fridays For Future, non stia andando nella giusta direzione: “Con Greta – dice- siamo di fronte a un abbaglio mondiale”.Perché, Professore?

Perché questo movimento incanala nella direzione sbagliata, cioè la lotta al riscaldamento globale, quella che è in realtà un’urgenza giusta, ovvero la salvaguardia del pianeta.

Perché sarebbe la direzione sbagliata?

Perché, al momento, nessuna ricerca scientifica stabilisce una relazione certa tra le attività dell’uomo e il riscaldamento globale. Perciò, dire che siamo noi i responsabili dei cambiamenti climatici è scientificamente infondato.

Il cambiamento climatico è un falso?

No, io non nego affatto che ci siano i cambiamenti climatici. La storia del nostro pianeta è anche la storia dei cambiamenti climatici che si sono susseguiti nel tempo.

Quali, per esempio?

Nel tardo Medioevo, intorno all’anno 1200, è noto che la temperatura della Terra aumentò significativamente. Così come sappiamo che a metà del diciassettesimo secolo ci fu un fenomeno inverso, ovvero una piccola glaciazione. In entrambi i casi, l’uomo non aveva ancora sviluppato tutte quelle attività industriali che oggi sono considerate responsabili dei cambiamenti climatici. Come si può dire, dunque, che per il 95 per cento è colpa dell’uomo?

Ma il riscaldamento globale c’è o non c’è?

I dati che abbiamo a disposizione dicono che, dai primi anni dell’ottocento (quando sono state state impiantate le prime stazioni meteorologiche in diverse parti del mondo), la temperatura media globale è cresciuta ogni secolo di un decimo di grado. Questo è innegabile, nessuno lo contesta. Ciò che è in discussione, nella comunità scientifica, è la causa di questa crescita.

Cosa si sa per certo?

Che il clima terrestre è il risultato dello scambio di due flussi di fotoni: uno che dal Sole va verso la Terra, e l’altro che sale dalla Terra verso l’esterno. Come sa, il Sole è un corpo che misura quasi 6 mila gradi kelvin. La Terra, invece, ha una temperatura di 300 gradi kelvin, circa 25,5 gradi centigradi. È come se da una parte ci fosse una lampada, e dall’altra una palla di vetro. In mezzo a esse, l’atmosfera. Cosa significa concretamente?

Che la temperatura della palla di vetro dipende da una molteplicità di fattori, tra cui la distanza che c’è tra la lampada e la palla di vetro. Una distanza che non è sempre costante, e che dipende da una molteplicità di fattori che non sono facilmente calcolabili. Per questo, non possiamo stabilire con esattezza quanto il riscaldamento climatico sia responsabilità dell’uomo e quanto, invece, dipenda da altri fattori.

Perché la scienza è così incerta?

Perché la scienza del clima è ancora nell’età dell’infanzia. È nata nel 1800. Prima non esisteva nulla di paragonabile. E con i modelli che ha a disposizione, può solo elaborare degli scenari incompleti. Incompleti, soprattutto, se qualcuno intende basare su di essi il destino dell’umanità. Farlo, non sarebbe un atto di coscienza ecologica. Piuttosto, di incoscienza scientifica.

Ma lei si allarma o no quando legge che una parte del Monte Bianco si sta sciogliendo?

Sinceramente no, non mi allarmo. Sono fenomeni che abbiamo già conosciuto. La pianura padana, per dire, era un’enorme ghiacciaio. Poi, la vita è ripresa. Perché lei è uno dei pochi scienziati a dire queste cose?Sono uno dei pochi, ma non sono l’unico: sia in Italia, sia nel mondo. Peraltro, non è nella mia natura essere controcorrente. Le confesso che, a volte, mi sento anche a disagio nel ruolo di grillo parlante.

Però?

Però non posso fare a meno, quando parlo, di parlare facendo riferimento alle conoscenze scientifiche che abbiamo a disposizione, e che non dicono quello che il regime catastrofista che domina il discorso pubblico vorrebbe che dicessi. Tutto qui”.