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Potenziali


Il grafico (a cura dell’inesauribile Markku Peltonen) mostra – aggiornata al 21 novembre – la percentuale di vaccinati con prima e seconda dose (rispettivamente in colore rosso e blu) in rapporto alla popolazione che può ricevere il vaccino (grigio).

Notate come come i Paesi Baltici e la Svezia siano indietro nella vaccinazione, mentre d’altro canto l’Islanda ha coperto quasi tutti i vaccinabili con due dosi.

Sarà interessante confrontare come gli andrà l’inverno che dalle loro parti è sempre duro…

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Confronti


Il Kerala, un piccolo stato indiano, presenta la maggior parte dei casi Covid in India e il 25% dei decessi, anche se ha solo il 3% della popolazione indiana. Come mai? Hanno smesso di usare Ivermectina. Il Kerala ha 619 volte più casi dell’Uttar Pradesh e oltre 100 volte più morti. https://t.co/QWRGeob6by

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Sotto traccia


Credo che la questione centrale di questi giorni sia sotto traccia. Mi spiego.

C’è un articolo del New York Times (Vaccine Makers Are Asked to Expand Safety Studies on Children) che parla della richiesta della FDA , l’agenzia del farmaco statunitense, a Pfizer e Moderna, di aggiungere altri 3000 bambini da 5 a 11 anni al proprio campione per testare i vaccini anticovid per i bambini sotto i 12 anni.

Vaccini che si stima saranno pronti per l’autunno (non dubito che diverranno poi praticamente obbligatori anche in Italia).

Si apprende così che la richiesta di test è stata presentata a Marzo per un totale di 4500 bambini divisi in due fasce d’età (due gruppi fino a 5 anni e uno da 5 a 11 anni).

Va bene, non fa testo, ma ad esempio il vaccino antipolio fu testato per diversi anni su 1,8 milioni di bambini. Altra storia, non paragonabile. Ma il problema è altrove…

Il problema è nel modello di fondo. Il modello legato al binomio profitto privato e monopolio (o duopolio). Pfizer dai soli vaccini covid prevede incassi in un anno di oltre 26 miliardi di dollari (su un totale di 70). Moderna, già messa in discussione nel passato per la scarsa trasparenza, otterrà 8 miliardi di dollari di incassi, ma pagherà le imposte in Svizzera, mentre i suoi brevetti sono depositati nel paradiso fiscale del Delaware (ovviamente parte dei profitti finiranno in quel paradiso fiscale). Anche Pfizer disperde i propri profitti fra le varie sedi che pagano ridicole percentuali di imposizione fiscale (Delaware, Lussemburgo) o non pagano affatto imposte (come nel caso della succursale olandese). Quindi il dilemma resta sempre legato alla contrapposizione fra profitto e interesse generale. Perché di rado le due cose possono coesistere serenamente. E se questo accade è grazie a garanzie, codici etici, coinvolgimento del pubblico, di ricercatori indipendenti etc. etc. Insomma il controllo dello Stato sul privato. Eppure negli Usa un membro del comitato pubblico per i vaccini deteneva 10 milioni di quote azionarie di Moderna. La punta dell’iceberg di tutta una serie di inevitabili intrecci fra pubblico e privato. E questo, sia chiaro, al netto di tutte le vite salvate dai vaccini e dalla ricerca. Ma non si può comunque mettere la polvere sotto il tappeto. Quando, poniamo, in autunno / inverno, sarà autorizzato il vaccino sui bambini fino a 12 anni e magari sarà reso obbligatorio per la frequenza in presenza, senza volerne contestare né l’efficacia, né i presupposti, siamo sicuri che lo Stato, gli Stati avranno reso un buon servizio di controllo e garanzia per i propri cittadini più piccoli, ritenendo sufficienti test svolti per pochissimi mesi un campione internazionale di circa 7500 bambini? Siamo sicuri che gli Stati non siano oggi sempre più proni al potere del capitale e del profitto e sempre meno in grado di stabilire regole che governino, anche in una situazione di grande emergenza, il rapporto fra salute e profitto privato di un oligopolio statunitense?

Non si tratta di questioni mediche, ma politiche che ormai nessuno sembra porre, dando per scontato che il sistema debba funzionare soltanto in questo modo. E che si debba ricorrere ad una comunicazione divisiva e irrazionale, che non aiuta a comprendere da un lato l’efficacia dei vaccini e dall’altro la presenza stabile, sicura, dello Stato al fianco dei cittadini, ampliandone le garanzie, specie per quelli più deboli. E non solo di questa ricca ed efficiente parte del mondo. Non intendo scatenare reazioni di sorta, ma riflettere su un aspetto che a mio avviso spiega molte delle resistenze istintive, spesso irrazionali, a quanto sta accadendo. E che nessuno ha intenzione di affrontare, assecondando così perplessità e dubbi. Destinati inevitabilmente a crescere man mano che ci si avvicinerà ai bambini al di sotto dei 12 anni.

Da ultimo vorrei anche ricordare che i ricercatori che han creato i due principali vaccini anti-polio, malattia veramente molto più pericolosa del COVID-19, Jonas Salk e Albert Bruce Sabin si sono rifiutati di brevettare i loro vaccini.

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Motivi


Qualche giorno fa ho scoperto con piacere che Bortocal a cui si era rotto il PC qualche mese fa è in salute. Non ricordo come ci siamo incontrati ma nonostante abbiamo visioni molto diverse su parecchi aspetti della vita (fede, ragione, islam, immigrazione) ho sempre apprezzato il confronto con lui cui bisogna riconoscere una grande onestà intellettuale, una grande cultura ed una ferma pacatezza.

Per questo non sono rimasto particolarmente colpito nello scoprire che nonostante sia pensionato pare abbia deciso di non vaccinarsi.

Ed in questo concordiamo.

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I dati, i freddi dati


Avevo già trovato la pagina dell’Istat che permetteva di fare i confronti comune per comune ma non avevo avuto tempo di mettere insieme i dati e trarre le conclusioni. Ringraziamo   che ha fatto il lavoro per noi su fronteampio.it. Ero arrivato anche io alle stesse conclusioni ma non avevo proprio voglia di mettermi a litigare in rete per la cosa:

L’Istat ammette : in 13 regioni su 20, nel 2020 meno morti ! | Fronte Ampiohttps://www.fronteampio.it/listat-ammette-in-13-regioni-su-20-nel-2020-meno-morti/

Le morti da Covid-19 : quattro domande a cui gli esperti non hanno risposto. I numeri dell’ISTAT sulla strage d’over 75 in Lombardia.

Non ci credete? Andate a visionare voi stessi i dati sul sito dell’Istat! Ma ricordate che tutti han tagliato selvaggiamente la sanità.

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Un affarone!


Ogni volta che qualcuno vi dice “i soldi dell’Europa” ricordatevi questa tabellina.

Dal 1999 al 2019 abbiamo versato all’Eu 302,55 miliardi di euro, per vederci restituiti 200,93 miliardi di euro. Con una perdita cumulata nei 20 anni in questione di 101,62 miliardi di euro. Nel solo 2019 abbiamo versato 17,26 miliardi per vederci restituire 10,47 mld con una perdita di 6,79 miliardi di euro. A tutto questo aggiungeteci la perdita della sovranità monetaria e la continua imposizione di misure di austerità. Non c’è molto da dire, un affarone l’Europa. Un affarone.

Di Giuseppe Masala) via stegano-marke su Tumblr.com