Pubblicato in: Due pesi due misure, Facce da gluteo

Psicopolizia


Credo di essere stato “attenzionato” dalla psicopolizia di zuccotto faccialibrico: mi hanno comunicato che questo mio commento non sarà visibile da nessuno.

Provate a leggerlo:

Sabato 19 giugno 2021 alle ore 21:08
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Veramente si chiedono le dimissioni della Boldrini perché è una pessima presidente(*) della Camera e per le sue dichiarazioni palesemente anti-italiane:  Presidenta Boldrini lei è la prima razzista: con gli italiani! 
Non è accettabile che la presidente della camera manifesti tutto questo malcelato disprezzo nei confronti dei cittadini italiani.
*: presidente è participio presente e non ha genere.

Dove sarebbe l’incitamento all’odio? Dove sarebbe l’incitamento alla violenza? Ho solo fatto notare che la Boldrini non conosceva le regole dell’italiano. E dicevo che ritenevo opportuno che un’avvocatessa che non conosce l’italiano non avrebbe dovuto ricoprire cariche pubbliche, tanto meno così importanti.

Ora l’articolo dove snocciolavo la cosa «Boldrina torna a scuolina» è di cinque anni fa. Significa che l’algoritmo nasone di zuccotto faccialibro sta andando a scavare nelle mie opinioni passate. Posso vantarmente?

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Pubblicato in: Due pesi due misure, Facce da gluteo, Sinistro

Sulla parola “negraccio”


Ovvero della traduzione in Italiano Fiorentino della parola inglese “nigger”.

Anche il buon Shevatas ha scritto Sulla vicenda di Gina Carano raccontandoci come qualcheduno, magari giornalaio conosce così male la lingua del Bardo da tradurre erroneamente l’offensivo “nigger” con un politicamente correttissimo “persona di colore”.

La parol “nigger” per come viene usato negli US of America è incredibilmente offensiva e svilente.

Andrebbe tradotta con un ben più offensivo “negraccio” e temo che non sia sufficiente perché quando l’ho sentita usare il contesto, il tono e l’intenzione era quello che in fiorentino richiede l’aggiunta di uno strillato “xxx dimmerda!”.

Questo è uno dei campi in cui la lingua inglese è talmente manchevole da suscitare dolorosissimi fraintendimenti: noi abbiamo nero per il colore e negro, caucasico, mongolo per la colorazione della pelle.

L’inglese no. L’inglese non distingue il colore della vernice o di un oggetto da quello della pelle. Che ovviamente è una mera caratteristica fisica e nulla toglie alla dignità della persona. Una nota importantissima: i sinistri che che vogliono accusarmi di razzismo, prima di ricevere un sonoro invito a defecare dovrebbero notare che stimo talmente tanto il cardinale Sarah che vorrei vederlo Papa! E Sarah è negrissimo!

Cercando lumi su questa questione linguistica ho appreso dalla sinistra uichipedia che anche il concetto di etnia sarebbe sinistramente razzista ed una mera ed obsoleta classificazione antropologica (vedi https://it.wikipedia.org/wiki/Negroide).

Oibò ed allora perché giapponesi, cinesi eccetera reggono tanto male l’alcool da ubriacarsi con una birra?

E chissà perché tutte le medaglie d’oro del mezzofondo, della maratona eccetera sono prevalentemente vinte da africani.

Chissà perché, forse perché nonostante i sinistri la considerino obsoleta certe caratteristiche etniche hanno la brutta abitudine di essere reali?

Ho come l’impressione che ai sinistri il razzismo va bene e non deve essere chiamato così solo e soltanto quando va a favorire loro e i loro sodali. Ne avevo già scritto anni orsono in Discriminazione aborigena

Pubblicato in: cristofobia, Due pesi due misure, Facce da gluteo

A parti inverse


Per le serie due pesi due misure. Ma in queso caso è particolarmente odioso:

STERCO SU BANCHETTO
Se fosse accaduto a parti inverse, lo avreste saputo tutti, grazie ai telegiornali, invece, stai leggendo un post su facebook.
Ancora pensate che l’informazione sia libera?
[Banchetto di Pro Vita & Famiglia Onlus a Caravaggio, BG]
(Come giustamente mi facevano notare, a parti inverse non accade. Per ovvi motivi. A noi, non verrebbe mai in mente. Sempre contro le ingiustizie, mai contro le persone)
Maria Rachele Ruiu #GiornataPerLaVita
Pubblicato in: Due pesi due misure, Sinistro

Due pesi


Stefano Burbi su facilibro: 

Nella guerra ormai dichiarata fra un mondo ideale, folle e strampalato, ed un mondo realistico basato su valori ed esigenze naturali, si è capito che il primo può prevalere sul secondo solo se si uccide la bellezza, se la si sfregia e la si nega.

Non potendo uguagliare la perfezione della Gioconda, l’imbrattatore può solo nascondere il dipinto di Leonardo, deturparlo, derubricarlo a frutto di un concetto d’arte desueto per far passare per capolavori le sue modeste opere.

C’è un gruppo che è pronto a tutto per manipolare le coscienze, mettendo contro il figlio ed il padre, il maschio e la femmina, l’imprenditore ed il dipendente, il sano ed il malato, dividendo il mondo in buoni e cattivi (i “deprecabili” di clintoniana memoria).

E per rendere più distanti i “cattivi” e più asettico l’atto della cancellazione e dello sfregio del nemico, si cerca di disumanizzarlo, di renderlo indegno, di attribuirgli vizi e difetti imperdonabili.

Ed ecco che Friedman, dopo avere offeso pesantemente ed ingiustificatamente la signora Melania Trump, icona di stile e di educazione, giustifica il suo volgare attacco affermando che, in fondo, la ex (purtroppo) First Lady non è una vittima, perché “razzista come il marito”, accusa, ovviamente, che non sta né in cielo né in terra.

Tutto ciò non è solo sessismo, è oltre, ed è molto peggio: si calpesta la dignità di una donna che dovrebbe, a detta loro, stare con quell’uomo solo per interesse, perché gli si nega la capacità di essere amato e di amare; in realtà si colpisce la femmina per svilire il maschio e cancellarlo nella sua identità.

Friedman e sodali pseudo democratici altro non sono che il Pietro Cannata o il Lazslo Toth di turno: loro colpirono la Pietà di Michelangelo, questi, invece, colpiscono la bellezza femminile (dove la parola “bellezza” trascende l’aspetto meramente fisico). Melania è stata un grandissima First lady non solo per la sua avvenenza e la sua grazia, del tutto oggettive, ma soprattutto per la creazione di programmi contro il bullismo e per la protezione dei minori e degli ultimi. I sedicenti progressisti, questo lo ignorano bellamente perché Melania mette a nudo la loro viltà nel condurre una bieca campagna di denigrazione del nemico. Per screditare la bellezza, si enunciano dei nuovi canoni che promuovono la sua negazione: sta avvenendo in tutti i campi. In fondo basta cambiare nome alle cose per manipolare i pensieri.

P.S. Nella foto: lodi sperticate a Michelle Obama e critiche severe a Melania Trump sulla scelta dell’abbigliamento. Stravolgimento dei valori e negazione della realtà tipica di certa parte politica. Ma non infierite, vi prego, sulla signora alla sinistra della foto: scadremmo al loro livello. Non è in ballo il paragone fra le due ex First Ladies, è in ballo il doppiopesismo e la volontà di stravolgere le cose e strumentalizzare tutto.Stefano BurbiCommenti: 1

Federico Busetto poi aggiunge:

In realtà è l’indice di bellezza dei sinistri.Viene direttamente da “la volpe e l’uva “ Melania per i sinistri é raggiungibile solo tramite masturbazione.L’altra è accessibile anche ad uno che come i sinistri ha una cura del corpo se non altro “opinabile”

Pubblicato in: Due pesi due misure, Germania

Un caso da manuale


Un caso da manuale di aborigenofobia.

Per una volta sono orgoglioso di essere italiano.

Massimo Siciliano via facebook: · In Germania sono perfino più rincoglioniti che in Italia…

La frase che ha detto non ha NESSUN riferimento razziale. Ed il giudice trentino ha usato il cervello.

Pubblicato in: Aborigenofobia, Due pesi due misure, Facce da gluteo

Un gran bel razzistone


Mi dicono che son fascio e razzista. Ma presempio pur non essendo un appassionato di Formula 1 ho sempre apprezzato le gesta di Hamilton e spesso l’ho visto in cima al podio.

Ma non avevo mai fatto caso al fatto che non fosse caucasico.

Avevo sempre e solo notato che fosse un gran pilota.

L’ho notato solo oggi, quando Marina Marina oggi su Facebook chiedeva:

Ma qualcuno di voi, a parte Formigli, aveva notato che Hamilton non è un bianco?
Solo i razzisti notano il colore della pelle

Ed io chiedo “chi, il pilota di Formula 1?” Poi due pezzi sotto mi trovo questo lungo discorso di Claudia Giulia Antonia che vi riporto nella sua interezza e con le foto qui sotto.

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Pubblicato in: Due pesi due misure

Razzisti e vantandosene!


 “Kamala Harris primo vice presidente donna e primo vice presidente nera”

I politicamente corretti non valutano un candidato politico o un essere umano in base alle sue idee politiche, ai suoi valori, alle sue proposte e ai suoi progetti ma in base al suo colore della pelle e in base al suo genere.

Aprite il dizionario: è l’esatta definizione di “razzista” e di “sessista”.Così scrive Fabio D’Ago via faccialibro.

Che poi potrebbero rinfacciarlo anche a Amy Coney Barrett. A dirla proprio tutta entrambe hanno un curriculum mica da ridere. Non c’è bisogno di invocare il colore della pelle o quello che hanno in mezzo alle gambe, non vi pare?

Però a discredito della Harris c’è più di qualche cosuccia. La Harris è una bigotta che odia chi non la pensa come lei: vedi Kamala Harris’s Record of Bigotry