Pubblicato in: Complottismo, Facce da gluteo, Francia

Prossimamente anche in Italia


Prossimamente anche in Italia

Quindi fatemi capire Fino a una certa ora la Le Pen Era in vantaggio su Macron, poi all’improvviso gli ultimi 4 milioni di voti vanno al 100% a Macron e vengono sottratti ex post dei voti alla Le Pen?

Mi pare la stessa cosa successa alle elezioni USA con i voti di Biden rispetto a Trump…

Ci vogliamo far prendere per il culo ancora o è giunta l’ora di farsi sentire?

L’han fatto con Bibet negli iuessei, aspettiamoci che lo facciano anche qui in italì l’anno venturo.

Pubblicato in: Francia

Il ridicolo antifascismo


Interessante la riflessione odierna di Matteo Brandi sulle elezioni francesi.

Il ridicolo antifascismo

Interessante: i pennivendoli che paventano il ritorno del nazismo in Europa qualora vincesse Marine Le Pen sono gli stessi che decantano le gesta del battaglione Azov in Ucraina.

È un trionfo di ipocrisia e doppiopesismo degno di una classe giornalistica che ha perso qualsiasi credibilità. Ormai il termine “antifascismo” denota solo l’adesione fanatica e acritica al pensiero unico, in ogni campo. Diventa antifascista chi accetta il Green Pass e diventa un camerata chi lo rifiuta. È antifascista il bocconiano che invoca più austerità e, di conseguenza, è un balilla colui che combatte i dogmi neoliberisti. Ti inginocchi per BLM ed esalti Greta Thunberg? Sei un erede dei partigiani! Non lo fai? Sei sicuramente un fan del Duce. E così via.

Esiste un processo simile anche a destra, dove spesso si tira in ballo il comunismo a sproposito. La differenza sta nella sproporzione di mezzi mediatici. Oggi è l’isteria antifascista dei giullari di corte a dominare il mainstream. Così facendo, i termini “fascista” e “anti-fascista” hanno perso qualsiasi significato storico. Sarebbe come se oggi venisse chiamato “guelfo” chi ama il sushi e “ghibellino” chi invece preferisce la cucina messicana.

Tornando alla Francia, Marine Le Pen, ad una attenta analisi, si è allontanata dalle battaglie antieuropeiste. La sua è stata una parabola simile a quella della Lega ed è facile prevedere che vedremo la stessa cosa anche con Fratelli d’Italia (anzi, lo stiamo già vedendo). Chi non mette in discussione la gabbia europea non mette in discussione il sistema vigente: semplice e lineare.

Dunque, tra le grida sguaiate di chi vede croci uncinate all’orizzonte e non al proprio fianco, attendiamo l’esito del ballottaggio francese. Ovvero l’ennesimo scontro farlocco tra buoni e cattivi…

Matteo Brandi

#Francia #ballottaggio #Eliseo #Macron #LePen #elezionifrancesi #Parigi #futuro #Europa #antifascismo #media #massmedia #ipocrisia

Temo che il burattino vincerà ancora a causa dell’idiozia di Melenchon. Se anche vincesse la Le Pen sarebbe già un miglioramento, ma non è risolutivo giacché costei e il suo partito hanno “sbiadito” tante delle posizioni che la rendevano una buona alternativa. Purtroppo è un’altro specchietto per le allodole, come il Signor Felpa o la pasionaria Sorella d’Italia che giammai avranno il mio voto adveniente.

Pubblicato in: Bel Paese di merda, Francia, Germania, Neurodeliri

Sapevano tutto


Alla CIA sapevano tutto. Nel 1978

Già, mi direte voi miei quattro lettori, è il loro lavoro sapere tutto.

E cosa sapevano? Gli effetti che un cambio monetario rigido tra Lira ed altre monete avrebbe avuto l’Italia.

Sapevano come sarebbe andata a finire: da potenza mondiale saremmo scivolati nella povertà.

Il famigerato rapporto – pieno di omissis per la verità – stava su https://www.cia.gov/library/readingroom/docs/CIA-RDP80T00702A000900060002-4.pdf ma è stato scancellato. E siccome io sono Paladino della Dea Tutte che mi ha incaricato di combattere il demone dell’evanescenza l’ho scovato su archive.org (a proposito, l’avete fatta la vostra donazione ad archive.org vero?) e ve lo ripropongo qui (pagine da 3 ad 8):

Aderendo al Cambio rigido SME ci avrebbero impoverito.

Aderendo all’Euro ci avrebbero impoveriti.

E così è stato. Francia e Germania desideravano fortissimamente poterci controllare e assoggettare. Cielo, son secoli che lo fanno. Ma non avrebbero potuto senza il supporto dei nostri politici venduti. E di tutti gli altri più o meno ignoranti, di tutto l’arco parlamentare, da sinistra a destra.


E se fosse la Francia invece a rischiare fortemente di saltare per aria?

E non tanto per il debito pubblico ma per quello privato?

E se le Banche francesi sono in questo momento le grandi malate in Europa?

E se la Bundesbank cerca di arginare il problema della deflagrazione devastante che avverrebbe se le banche francesi dovessero crollare?

Siamo davvero sicuri che il problema sia l’Italia?

Lo ripeto, le banche francesi sono stracolme di titoli pubblici italiani che sono gli unici che generano interessi positivi.

Le banche francesi sono stracolme di NPL e sono esposte con un enorme debito privato interno.

Se l’Italia trema, loro se la fanno sotto.

Che razza di casino!

Così Andreas Arno Michael Voigt su faccialibro

Codesta notiziuola è preziosissima! E poco divulgata!

Non voglio il male dei cugini d’oltralpe ma sarebbe una soddisfazione somma vederli capitolare nel modo suddetto…

Pubblicato in: Francia, Notizie bruttine, Sottomessi e sanguinari

Brucia


La Francia brucia. La violenza dilaga nella banlieue immigrata e islamizzata. I teppisti chiamano la polizia, le ambulanze o i vigili del fuoco per poi aggredirli senza motivo, come un gioco. Scontri, saccheggi, ferimenti. Racconta Le Figaro: “Secondo una strategia ben definita, le auto di pattuglia sono chiamate per un veicolo in fiamme prima di cadere in un vero e proprio agguato. Circondati da un centinaio di sconosciuti che hanno sparato una raffica di proiettili”. Nella zona di Yvelines, attacchi sono segnalati a Trappes, la Molenbeek francese. E poi a Chanteloup-les-Vignes, dove fu girato il famoso film “L’odio”. L’odio che sta distruggendo la Francia.

Di Giulio Meotti via faccialibro

Pubblicato in: Due pesi due misure, Facce da gluteo, Francia

Teste di arazzo


E poi non ti dovrebbero girare le gonadi.

Il problema è che hanno il coraggio di chiamarla “satira”. Questa non è satira. Questo è un puro e semplice insulto. Codesti non sono “satiri”, meritano di estinguersi. Perché hanno due pesi e due misure, fanno i bulli con chi sanno che non reagirà e non passerà alle vie di fatto.

Le fanno vignette analoghe per i maomettani che hanno in casa loro?

Sorgente: Pin by francesco on SATIRA

Pubblicato in: Francia, Germania, Grecia, Italiano, Le tasse sono una cosa bellissima, Neurodeliri

Settatatremila euro pro capite.


È rimbalzata un po’ dovunque questa riflessione di Alberto Micalizzi. Il commento mi pare piuttosto sobrio e condivisibile.

Vado a prendere il sacchetto dei pop-corn, anzi due: perché se da un lato sono curioso di leggere la sempre ragionata opinione di persone come Giovanni Nev, che quasi sempre sono suffragati da fatti e cifre, dall’altro sarà divertentissimo veder sbroccare i pidioti e personaggi sgradevoli come un certo mutante filo-teutonico di nostra conoscenza.

STIMA TEDESCA SULLA PERDITA CAUSATA DALL’EURO

Sta girando uno studio di due ricercatori del “Centrum für europäische Politik” che hanno simulato quanto PIL avrebbero potuto produrre i Paesi dell’Eurozona se non avessero aderito all’Euro. Il calcolo si basa sul confronto di ciascun Paese Euro con Paesi che non sono entrati nell’Euro e che negli anni precedenti all’introduzione della moneta unica avevano mostrato dinamiche di crescita simili rispetto ai singoli euro-membri.

Per esprimere un giudizio di affidabilità dovrei conoscere il metodo di “campionatura”, cioè di selezione dei “Paesi-gemelli” non-Euro che sono stati usati per stimare la dinamica del PIL che ci sarebbe stata nei singoli euro-membri se non avessero aderito all’Euro.

Di certo sappiamo che si tratta di una simulazione, che quindi va presa con il dovuto beneficio di inventario, in primis perchè la scelta di determinati Paesi-gemelli è avvenuta all’inizio del periodo e non nel durante (in altre parole, poniamo che i due ricercatori abbiano confrontato l’Italia con la Turchia perché nel decennio 1991-2000 i due Paesi avevano mostrato dinamiche comparabili di PIL, come possiamo dire con certezza che la Turchia sia rimasto Paese “gemello” fino al 2018?

Ma il dubbio più importante che ho sull’articolo, basandomi sui miei studi, riguarda l’evidenza che il grosso della mancata crescita per l’Italia si concentra in realtà nel decennio 2009-2018 e questo è dovuto primariamente alle politiche di austerità le cui premesse sono nel Trattato di Lisbona (2009) e nel fiscal compact (2012).

Dunque, potrei concordare sul risultato ma per ragioni potenzialmente diverse o se vogliamo più specifiche.

Fatte queste dovute premesse, il risultato è notevole: l’Italia è il Paese che ci avrebbe rimesso di più con una perdita di oltre 70.000 euro pro-capite.