Federalismo e Secessione di Gianfranco Miglio, Augusto Barbera | Filodiritto


Cibo per la mente:

“Il modello ottocentesco di Stato nazionale è entrato in crisi”

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Gli untori e il Covid


Sempre sul pezzo il buon Sartori Andrea, leggete quesa sua riflessione sugli untori di manzoniana memoria

Oggi a Milano quando me la sono trovata davanti ho avuto un brivido
La Colonna Infame. Sono rimasto dieci minuti buoni lì davanti a leggere l’iscrizione latina che racconta di due poveri cristi bruciati vivi perchè considerati untori.
E pensavo a tutte le minchiate partorite dai criminali governativi e dai loro cani della stampa
“Devono morire come mosche” “devono ridursi a poltiglia verde” “devono morire senza cure” fanno il paio col testo della colonna, oggi ritenuto testimonianza di orrori
«Qui dov’è questa piazza
sorgeva un tempo la barbieria
di Gian Giacomo Mora
il quale congiurato con Guglielmo Piazza pubblico commissario di sanità
e con altri
mentre la peste infieriva più atroce
sparsi qua e là mortiferi unguenti
molti trasse a cruda morte
Questi due adunque giudicati nemici della patria
il senato comandò
che sovra alto carro
martoriati prima con rovente tanaglia
e tronca la mano destra
si frangessero colla ruota
e alla ruota intrecciati dopo sei ore scannati
poscia abbruciati
e perché nulla resti d’uomini così scellerati
confiscati gli averi
si gettassero le ceneri nel fiume
A memoria perpetua di tale reato
questa casa officina del delitto
il Senato medesimo ordinò spianare
e giammai rialzarsi in futuro
ed erigere una colonna
che si appelli infame
Lungi adunque lungi da qui
buoni cittadini
che voi l’infelice infame suolo
non contamini
Il primo d’agosto MDCXXX.”
La caccia ai “no vax” condurrà a questo. Il guaio è che molti saranno d’accordo e il popolaccio dal 1630 a oggi non è cambiato (poco prima una mascherata mi ha scansato con orrore).
Rileggere Manzoni. Oggi è urgente

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La divisione nord-sud


Molto interessante questa riflessione di Giuliano Di Renzo, proposta un paio d’anni fa su FB. Ve la ripropongo qui che al netto di tutte le partigianerie mi sembra ben scritta.

ITALIA. DIVISIONE NORD-SUD?

Non fu il Nord a dividere l’Italia mettendo il Nord contro il Sud e viceversa, ma il Regno Sardo di Vittorio Emanuele II, il “padre della patria”, il regno dei Savoia, e dell’amorale “Tessitore” signor Primo Ministro Camillo Benso Conte di Cavour!

Sotto l’ipocrita copertura della protestantica massoneria anglo-francese contro i cattolici stati e dinastie italiani. Altro che il garibaldino “Si scopron le tombe” e “Fratelli d’Italia”. Apparentemente fu detta Unità d’Italia, desiderio e proposito sacrosanto di tutti gli italiani, in realtà fu Rivoluzione Italiana, guerra di religione contro la fede cattolica e di geopolitica per interposta persona per contenere l’affacciarsi sul Mediterraneo dell’impero russo e di quello austro-ungarico e avere il controllo delle rotte verso il Vicino Oriente, l’India, l’Estremo Oriente e l’interno dell’Africa da parte della Gran Bretagna e della Francia. Si stava allora tagliando l’istmo di Suez e la regina Vittoria del Regno Unito di Gran Bretagna assumeva anche il titolo di imperatrice dell’India. La Francia frattanto aveva già iniziato la colonizzazione europea in Africa occupando nel 1830, giustamente!, Algeri al fine di mettere finalmente termine alle secolari scorrerie arabo-berbere-islamiche nel Mediterraneo che tanto tormentavano ancora le coste del Sud dell’Europa.

Il Nord! La Lombardia venne “liberata” nel 1859, ma annessa al Piemonte suo malgrado perché aspirava, come gli altri stati italiani a un’unione o confederazione tra loro.

Il resto del Nord d’Italia quali il Veneto, il Trentino, l’Istria, la Venezia Giulia e la Dalmazia, al tempo dell’invasione dell’Italia del Centro e del Sud non facevano parte del savoiardo nuovo Regno d’Italia. Erano per di più ottimamente governati dall’impero multietnico e multireligioso dei cattolici Asburgo. L’Emilia-Romagna, le Marche, l’Umbria furono invase e quindi annesse, come saranno poi la Sicilia e il Sud, con inganni, stragi, mafia, camorra e pubblici plebisciti falsi e con procedura senza garanzia di legalità. Prodromi? Usurpazione della Corsica da parte della monarchia francese nel 1769 sino poi a imporre la lingua francese e proibire con Napoleone III, l’alleato tradito del risorgimento, l’uso della lingua italiana e l’usurpazione di Malta al legittimo governante il Regno di Sicilia da parte della gran Bretagna sino poi anche essa a proibire nel 1934 l’uso della lingua italiana e imporre il maltese e inglese. Dunque il Nord si riduceva nel contesto alla Savoia, Piemonte, Sardegna e Liguria, inclusa la recentemente annessa Lombardia, ossia la sola ampia regione dell’Italia pedemontana dell’ovest.

Questa è sostanzialmente la storia, l’altra, quella che ci hanno fatta imparare, la storia di stato, è narrazione.

La divisione e la contrapposizione di Nord e Sud – altro che che libro Cuore – non fu dunque opera degli italiani. I quali seppure disuniti politicamente erano però uniti dal cattolicesimo e dalla grande tradizione politica e culturale imperiale e universale romana. La loro unione-disunione ma fu opera di un’ambiziosa monarchia semistraniera e semifrancese – la lingua corrente di corte e in famiglia, come anche di Cavour, era infatti il francese insieme col piemontese – e di italiani esterofili venduti al progressismo globalistico del capitalismo massonico allora franco-anglosassone. Il tentativo di Ferdinando II, re di Napoli e di Sicilia, di unione doganale tra gli stati italiani preunitari al fine di tener lontani gli stranieri trovò l’accordo di tutti gli stati a iniziare dal Papa Beato Pio IX. Tutti si dissero pronti firmare l’accordo, che invece fallì per il rifiuto del re Carlo Alberto di Savoia. Il fallimento di tale accordo e il conseguente cosiddetto Risorgimento segnò per sempre a rovina dell’Italia e lo stiamo scontando tuttora.

Cavour chiamò lo straniero francese e inglese e l’Italia venne fatta come al modo di sprezzante conquista di paesi riottosi e ancora barbari. Venne unita l’Italia amministrativamente – unita male – ma lacerò la coscienza della nazione e l’assoggettò a influenze straniere. Fummo da allora un popolo apparentemente sovrano, uno stato liberale e democratico ma a sovranità limitata. È già la storia di oggi! Anche il fenomeno dell’immigrazione in nome di stiracchiati principi umanitari che perciò devono venire negati agli italiani rientra nel dramma della comunità e stato Italia.

La storia, che non è la Storia ma la Provvidenza, dispose che Cavour morisse improvvisamente neppure due mesi dopo la proclamazione del Regno d’Italia, il bugiardo re Vittorio fu sempre inquieto non poté godersi il Quirinale usurpato al Papa, suo figlio Umberto venne assassinato, il nipote Vittorio Emanuele III fu come si sa e la Casa di Savoia finì come pure si sa.

“È terribile cadere nella mani del Dio vivente” è scritto nella Lettera agli Ebrei.

A Napoli si dice, per il bene e per il male, che: “O’ Signore è lungariello ma nun è scurdariello”.

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Spesa pubblica regionalizzata, ecco i veri privilegiati


Regioni a statuto speciale: i dati della spesa pubblica regionalizzata in base alla quantità di soldi trasferiti rispetto al Pil e in termini pro capite.

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Residuo fiscale pro capite delle Regioni: tutti i numeri


Il calcolo è complicato, ma i grandi numeri non mentono: il Nord paga in tasse molto di più di quanto riceve. Si chiama residuo fiscale

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Contrapposizioni


Qualche lettore di Ghisberto ci propone questa vignetta che ovviamente trovo falsa e pretestuosa.

Tra i molti commenti vorrei proporvi quello di Antonio Casale perché è sintetico, efficace ma soprattutto chiarissimo e sbugiarda la falsa contrapposizione tra nordisti e sudisti. La vera contrapposizione è tra onesti e disonesti. Eccovelo:

Quando parlate di nord e sud, tanti di voi danno l’idea di non aver capito nulla di questi 70 anni di repubblica. Per il sud la CasMez è stata una sciagura, basti pensare a chi ha speso i soldi e a chi li ha ricevuti. Ovvero, governanti e sindacalisti del fu centro-sinistra, imprenditori e pseudo tali del nord e clientele partitiche e sindacali varie del sud. Politiche di controsviluppo, di tante fabbriche non c’è più traccia, nulla le legava al territorio, con tanti danni alla vocazione agricola e turistica. Nel contempo, milioni di meridionali hanno fatto fortuna al nord, hanno notevolmente contribuito al benessere in quella parte di territorio libera, in cui si poteva investire al riparo dai gangli simil-malavitosi burocratici e disporre di infrastrutture adeguate.

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La distribuzione della spesa pubblica per macroregioni | Università Cattolica del Sacro Cuore


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